Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce Un modello di valorizzazione culturale

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Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce Un modello di valorizzazione culturale Proposta di collaborazione per il restauro del portale scolpito della Chiesa di Santa Maria Indice L Abbazia di Santa Maria
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Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce Un modello di valorizzazione culturale Proposta di collaborazione per il restauro del portale scolpito della Chiesa di Santa Maria Indice L Abbazia di Santa Maria di Cerrate p. 3 Una storia italiana Il progetto del FAI p. 12 Un modello culturale Il progetto di restauro p. 13 La tutela del Bene Proposta di collaborazione p. 25 Una partnership di valore 2 L Abbazia di Santa Maria di Cerrate Una storia italiana Nel marzo 2012 il FAI Fondo Ambiente Italiano ha ricevuto in concessione la gestione trentennale del Complesso abbaziale di S. Maria di Cerrate, situato a Lecce. Il Bene ha un significato altamente simbolico: costituisce infatti una straordinaria testimonianza di storia artistica e agricola italiana, un luogo dalla forte identità che ha rivestito nel tempo un ruolo di centralità sociale, civile e culturale in Puglia e in Italia. 3 L Abbazia di Santa Maria di Cerrate La localizzazione L Abbazia di Santa Maria di Brindisi Abbazia di Santa Maria di Cerrate Lecce Cerrate appartiene al territorio del Comune di Lecce ed è situata sulla strada provinciale che collega Squinzano a Casalabate. Il complesso dista circa 20 min dal centro di Lecce, 30 min da Brindisi e 10 min dalla costa adriatica. 4 L Abbazia di Santa Maria di Cerrate Cenni storici Leggenda vuole che l Abbazia venne fondata in seguito a una visione da parte del re Tancredi d Altavilla, conte di Lecce, a cui apparve l immagine della Madonna, dopo aver inseguito una cerbiatta in una grotta. Molto più probabilmente, la fondazione del complesso risale agli inizi del XII secolo, quando Boemondo d Altavilla ( ), figlio del valoroso Roberto il Guiscardo, primo normanno elevato al titolo di Duca di Puglia, Calabria e Sicilia, vi insediò un cenobio di monaci greci, seguaci della regola di San Basilio Magno. I monaci basiliani, riparati in Salento per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste di Bisanzio, abitarono stabilmente Cerrate dalla metà del XII secolo, epoca in cui le fonti testimoniano della vivace attività di una biblioteca e di uno scriptorium. 5 L Abbazia di Santa Maria di Cerrate Cenni storici Sorta in prossimità della strada romana che univa Brindisi con Lecce e Otranto e immersa nel ricco contesto rurale della zona, con il tempo l Abbazia venne ampliata fino a divenire un importante centro monastico della Puglia e dell Italia meridionale. Passato nel 1531 sotto il controllo dell Ospedale degli Incurabili di Napoli, il complesso aveva ormai raggiunto una struttura ricca e articolata, dove oltre alla chiesa, si annoveravano stalle, alloggi per i contadini, un pozzo, un mulino e due frantoi sotterranei. Il saccheggio da parte dei pirati turchi nel 1711 fa precipitare l intero complesso in uno stato di completo abbandono e degrado che prosegue lentamente nel corso di tutto il XIX secolo fino all intervento della Provincia di Lecce, nel E in questo momento che ha inizio una nuova storia per l Abbazia grazie ai lavori di restauro affidati all architetto Franco Minissi che permisero di frenare il degrado. 6 L Abbazia di Santa Maria di Cerrate Planimetria del complesso 1. Chiesa di Santa Maria 6 Ingresso al frantoio 5 2. Portico duecentesco 3. Casa Monastica Ingresso al Sito Ingresso al frantoio 2 4. Casa del Massaro 5. Edificio delle ex stalle 6. Frantoi ipogei Aia Agrumeto 9. Pozzo cinquecentesco 7 La Chiesa di Santa Maria Importante esempio di romanico pugliese, la Chiesa di Santa Maria è databile tra la fine del XI e l inizio del XII secolo. Suddivisa in tre navate con absidi, presenta sul fianco sinistro uno splendido porticato del XIII secolo sostenuto da ventiquattro capitelli. L interno dell edificio, scandito da archi ogivali, era completamente decorato con affreschi, databili a partire dal XIII secolo. Otto di questi, staccati dalle pareti negli anni Settanta, sono stati conservati per anni all interno degli spazi museali dell Abbazia e sono oggi oggetto di un delicato restauro. All interno della Chiesa sono ancora oggi conservati due altari del XVII secolo 8 Gli altri edifici del complesso L edificio principale di ingresso, originariamente adibito a Casa Monastica, si sviluppa su due piani con soffitti voltati a piano terra. Un tempo erano qui collocati lo scriptorium e la biblioteca del monastero. L edifico dove vivevano i fattori, la Casa del Massaro, risale al XIX secolo. Dal 1975 ospita il Museo delle arti e delle tradizioni popolari che illustra la cultura materiale tradizionale salentina attraverso la ricostruzione di alcuni ambienti domestici con attrezzi e utensili tradizionali, tra cui due grandi mulini con macine. 9 Gli altri edifici del complesso Sul lato orientale del complesso è collocato un edificio a pianta rettangolare ad aula unica con volte a stella, risalente ai primi decenni del XVI secolo, utilizzato come stalla. Si trovano infine tracce della fervente attività agricola, che qui si svolgeva fino agli anni Sessanta, nel piano sotterraneo della Casa monastica e della Casa del massaro, dove presumibilmente tra il XVI e il XVII secolo vennero scavati e realizzati due frantoi ipogei (detti trappiti ) con macine, torchi alla calabrese e alla genovese e pozzi di raccolta dell olio. Queste strutture produttive sono rimaste in funzione presumibilmente fino all inizio dell Ottocento. 10 Gli esterni Il valore storico e culturale dell Abbazia non può essere disgiunto dallo splendido contesto nel quale è inserita: un meraviglioso paesaggio ricco di oliveti, alberi da frutto e aree coltivate, per un totale di 5 ettari di estensione. Un territorio forgiato dalle graduali e secolari modifiche apportate nel tempo da uomini che dedicarono la vita alla produzione di cereali, grano, frumento e olio. 11 Il progetto del FAI Un modello culturale Nell ottica di restituire il Bene al territorio, consentendone la fruizione pubblica e rivelandone la duplice anima, religiosa e agricola, il FAI ha avviato la definizione del progetto di restauro e del progetto di valorizzazione del complesso abbaziale. OBIETTIVI PRINCIPALI DEL PROGETTO Restaurare, recuperare e rifunzionalizzare il complesso abbaziale, le aree di pertinenza esterne e il contesto agrario circostante. Far conoscere ad un vasto pubblico l importanza locale e nazionale del Bene, assicurandone la corretta conservazione e la manutenzione costante. Consentire lo sviluppo di attività strettamente legate alla cultura locale, contribuendo al miglioramento dell offerta turistica salentina. 12 Il progetto di restauro La tutela del Bene Il FAI ha redatto a proprie spese il progetto complessivo di restauro conservativo e adeguamento funzionale del complesso. Il progetto, redatto in costante collaborazione con la Provincia e le Soprintendenze competenti, consiste nel: restauro e rifunzionalizzazione degli edifici; recupero paesaggistico dell area circostante il complesso. L ammontare totale degli interventi è di circa Il progetto di restauro La rifunzionalizzazione degli spazi piano terra Frantoio ipogeo Spazio polifunzionale Mulino e forno La vita quotidiana Servizi Biglietteria Negozio Self-café 14 Frantoio ipogeo Stabilimento/Officina La produzione agricola 14 Il progetto di restauro La rifunzionalizzazione degli spazi primo piano Museo dell Abbazia - La vita del monastero - Le fasi edilizie Spazio a disposizione del pubblico e per eventi Ufficio FAI e Casa del custode Casa del massaro e Foresteria 15 Il progetto di restauro Il recupero paesaggistico dell area Nell area interna al recinto abbaziale il progetto consiste nel: realizzare un pergolato lungo il muro di cinta ovest; ricostruire la piccola pergola in corrispondenza dell antica cisterna. Nell area esterna al recinto abbaziale il progetto consiste nel: ricostruire l antico uliveto; creare un ficheto e mandorleto; creare una piantagione di specie mediterranee; recuperare i muretti a secco e riqualificare l ingresso; costituire uno spazio accoglienza per i visitatori (parcheggio e ingresso). 16 Il progetto di restauro Stato dei lavori Restauri e recuperi eseguiti dal FAI ( ) Ipogeo nord Ex stalle Prima fase dei lavori di restauro ( ) Prossimi restauri Casa monastica Pozzo Chiesa di S. Maria e portico duecentesco Agrumeto Chiesa di S. Maria e portico duecentesco Pergola agrumeto Ex stalle Ingresso all Abbazia Ipogeo nord Ipogeo sud Ipogeo sud Casa del massaro 17 Il progetto di restauro Restauri e recuperi eseguiti dal FAI ( ) Dal settembre 2012 il FAI ha attivato fin da subito i primi urgenti interventi per mantenere aperto il complesso offrendo, anche durante i lavori di restauro, visite guidate per privati e scolaresche. I PRIMI INTERVENTI EFFETTUATI Manutenzioni del verde e allestimento del punto di accoglienza per i visitatori, con la messa in sicurezza dei locali e la pulizia del cortile interno dell abbazia (settembre 2012 ottobre 2013). Restauro del pozzo cinquecentesco, per la pulitura e il consolidamento superficiale della struttura (novembre 2013 aprile 2014). Pulizia straordinaria dei 5 ettari di terreno circostanti l abbazia, per la messa in sicurezza del territorio, e recupero dell agrumeto del cortile interno (gennaio 2014 fino a inverno 2015). 18 Il progetto di recupero dell agrumeto DOPO PRIMA Restauri e recuperi eseguiti dal FAI 19 Il progetto di restauro La prima fase di lavori ( ) Il 30 giugno 2014 è stato avviato il cantiere del primo lotto di lavori. Questa prima fase, finanziata grazie ai fondi POIn «Programma Operativo Interregionale «Attrattori culturali, naturali e turismo», si è conclusa nel settembre I PRINCIPALI INTERVENTI EFFETTUATI Restauro, rifunzionalizzazione e adeguamento impiantistico di due dei quattro edifici che compongono l Abbazia: la Casa monastica servizi di accoglienza per i visitatori (biglietteria, bookshop, self-cafè, servizi igienici) aree museali spazio multifunzionale casa del custode la Casa del massaro aree didattico espositive foresteria 20 Il progetto di restauro La prima fase di lavori ( ) DOPO PRIMA 21 Il progetto di restauro Il cantiere aperto ai visitatori Durante tutto il periodo del cantiere, l Abbazia è rimasta aperta ai visitatori. Il progetto, denominato «Aperto per restauri», ha avuto come scopo principale il mantenimento di un forte legame con il territorio anche durante i lavori e ha permesso ai visitatori di scoprire i retroscena di un cantiere di restauro. ALCUNI NUMERI DI «APERTO PER RESTAURI» 105 giorni di apertura al pubblico visitatori 11 visite speciali Presenza in 6 programmi RAI 22 Il progetto di restauro La seconda fase dei lavori ( ) La seconda fase dei lavori riguarderà gli esterni della Chiesa di Santa Maria e comprenderà gli interventi sulle coperture, il restauro dei fronti e degli elementi decorativi lapidei del portico duecentesco, del portale e del rosone. I ponteggi esterni sono già stati montati ed è attualmente in corso il cantiere di diagnostica. 23 Il progetto di restauro I prossimi impegni: il portale della chiesa Progetto prioritario nel prossimo lotto di lavori sarà il restauro dello splendido portale monumentale della chiesa. Databile al XII secolo, il portale è sormontato da un arcata con altorilievi di eccezionale qualità che riproducono scene del Nuovo Testamento. L opera versa oggi in cattivo stato di conservazione a causa di una massiccia presenza di attacchi biologici e di una forte erosione delle superfici. Il restauro interverrà sui principali fattori di deterioramento al fine di rallentare il più possibile il degrado senza variare in modo significativo la caratteristica di eterogeneità delle superfici. CONTRIBUTO PER IL RESTAURO: Proposta di collaborazione Una partnership di valore a sostegno del progetto di restauro Nell ambito di questo importante progetto di rilevanza istituzionale, il FAI propone ad aziende sensibili alle tematiche di protezione e tutela del patrimonio culturale di sostenere il progetto di restauro del portale monumentale della chiesa. Il. sostegno consentirà di proseguire nel cammino di restauro, conservazione e valorizzazione dell Abbazia, mantenendo inalterato il suo valore e rendendo accessibile il suo patrimonio a un pubblico sempre più ampio. L affiancamento al FAI consentirà di arricchire il proprio impegno a favore dell arte e della cultura italiane, beneficiando di importanti ritorni. Ritorni di immagine e comunicazione Opportunità di networking, public relations, hospitality e engagement presso i propri stakeholders Benefit istituzionali 25 Proposta di collaborazione Ritorni di immagine e comunicazione Il FAI garantirà all azienda sostenitrice primaria visibilità al momento dell inaugurazione del Bene e in tutte le attività e i materiali di comunicazione dedicati alla promozione. Inoltre l azienda sostenitrice avrà visibilità su tutto il materiale di comunicazione istituzionale del Bene, con citazione di ringraziamento: pagina del sito web dedicata al Bene; flayer, piantine e altri materiali distribuiti a tutti i visitatori e nei canali di promozione FAI; guida del Bene; targa in loco. 26 Proposta di collaborazione Opportunità di networking, public relations, hospitality, engagement In qualità di sostenitrice, l azienda potrà utilizzare il Bene come luogo di incontro e rappresentanza, organizzando attività dedicate ai propri stakeholders al fine di comunicare il proprio impegno a favore della salvaguardia del patrimonio italiano. L azienda potrà inoltre coinvolgere e comunicare ai propri dipendenti il sostegno a un luogo appartenente al territorio locale, con benefit dedicati. Biglietti omaggio di ingresso al Bene Visite guidate al Bene prima e dopo il restauro Possibilità di organizzare eventi aziendali a condizioni agevolate Speciali convenzioni sugli ingressi al Bene riservate ai dipendenti Possibilità di organizzare a condizioni agevolate visite guidate e progetti educativi riservati ai dipendenti e alle loro famiglie Possibilità di organizzare attività di volontariato aziendale e team building a condizioni agevolate 27 Proposta di collaborazione Benefit istituzionali Nel corso dell anno il FAI darà visibilità al prezioso sostegno dell azienda nei principali canali di comunicazione istituzionale della Fondazione, al fine di raccontare la collaborazione e il sostegno dell azienda al patrimonio culturale italiano. Articoli dedicati sul Notiziario del FAI, inviato a oltre iscritti Articoli dedicati sul sito web istituzionale con oltre di visitatori Articoli dedicati sulla newsletter istituzionale FAI, inviata a oltre contatti Articoli dedicati sulla newsletter aziende FAI, inviata a oltre contatti Post dedicati sulla pagina Facebook FAI, con oltre like 28
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