Acido urico

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RIZA Un pericolo sempre più diffusodei processi digestivi. La sua presenza nel corpo è un fatto naturale, ma l’alimentazione scorretta e gli stili di vita poco sani stanno facendo impennare i livelli di questo acido nel corpo. La sua eccessiva concentrazione nel sangue, chiamata iperuricemia, provoca dolori articolari, gotta, cistiti ricorrenti e ipertensione. Inoltre può favorire l’insorgere di patologie cardiocircolatorie anche gravi. Il primo intervento utile per ridurre l’uricemia consiste nel regolare la propria alimentazione. I rimedi naturali poi ci aiutano a depurare sangue e reni, disintossicando tutto l’organismoACIDO URICO. L’INSIDIA NASCOSTAL’acido urico è un prodotto di scartoACIDO URICO L’INSIDIA NASCOSTASe lo riduci salvi i reni, eviti il rischio di calcoli, previeni infiammazioni, infarto, ictus e diabeteEdizioni Riza S.p.A. - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.itRIZA Cover Acido urico ULTIMA DEF.indd 1RIZAper ritrovare la salute e prevenire i disturbi.I cibi da eliminareLa dieta settimanaleL’importanza dell’acquaI minerali più utiliI depuratori naturaliIl sonno disintossica26/07/19 13:01Acido urico. L’insidia nascosta Foto: 123rf, Fotolia, Shutterstock © 2019 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.001-005 Acido urico Sommario.indd 425/07/19 17:03Sommario Capitolo 1 Quando l’acido urico diventa un problema......................................... 7Capitolo 2 I cibi giusti per ridurre l’uricemia...................................... 35Capitolo 3 I rimedi verdi per depurare sangue e reni........................... 69Capitolo 4 All’origine di calcoli e disturbi ai reni.............................................. 87Capitolo 5 L’acidosi: un problema emergente............................... 101Capitolo 6 Lo stile di vita che contrasta l’uricemia............................... 125001-005 Acido urico Sommario.indd 525/07/19 17:03006-033 Acido urico Cap1.indd 625/07/19 16:34CAPITOLO 1Quando l’acido urico diventa un problema È una sostanza che si trova normalmente nell’organismo, perché prodotta dal metabolismo, ma in concentrazioni eccessive può provocare numerosi disturbi e favorire patologie cardiovascolari006-033 Acido urico Cap1.indd 725/07/19 16:34Capitolo 1L’acido urico: cos’è, come si forma e si espelleL’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle proteine, dato dalla scissione delle purine (le molecole costituenti DNA e RNA) e scartato per via renale. L’acido urico infatti circola nel sangue in parte libero e in parte legato a proteine di trasporto ed è rimosso dai reni, che ogni giorno ne eliminano circa 450 mg con le urine e altri 200 mg attraverso le secrezioni digestive. Esso, in questi anni, è divenuto sempre più l’oggetto di studio da parte di medici e ricercatori di ogni specializzazione. Il perché è presto detto: l’accumulo di questa sostanza nel sangue è coinvolto nella genesi di molte malattie. Ma prima di parlare di tali patologie è giusto dire che cos’è l’acido urico e come si forma nel corpo.Una conseguenza del metabolismo Quando una cellula dell’organismo finisce il suo ciclo vitale, il corpo se ne deve liberare, smaltendone i componenti. È il fegato che si occupa di effettuare questo lavoro e, quando deve scindere le basi azotate che compongono il DNA e l’RNA cellulare, trasforma i composti azotati in acido urico. Una volta terminato il processo di trasformazione, l’acido urico viene riversato nel sangue per poi essere intercettato dai reni ed espulso dal corpo, insieme ad altre sostanze di scarto, attraverso le urine. L’acido urico, in8006-033 Acido urico Cap1.indd 825/07/19 16:34Quando l’acido urico diventa un problemasomma, non ha una vita molto lunga all’interno del nostro corpo. Ciò nonostante, dato che nell’organismo avviene un continuo ricambio cellulare, un quantitativo che possiamo definire fisiologico di acido urico rimane costante nel sangue ed è giusto che sia così. Significa che il fegato funziona bene e che il corpo si rigenera. Una quota aggiuntiva viene dal cibo - Il processo che abbiamo descritto spiega perché nel sangue vi sia una quota fissa di acido urico che, provenendo dalla demolizione delle cellule del nostro stesso corpo, viene definito in termini scientifici “endogeno”. Tuttavia nel computo totale dell’acido urico dobbiamo aggiungere anche un’altra fonte, definita esogena: gli alimenti. Ogni volta che mangiamo qualcosa, chiediamo al fegato di svolgere un lavoro di demolizione e smaltimento delle cellule contenute negli alimenti. Ebbene anche in queste ultime ci sono le basi azotate del DNA e dell’RNA che, allo stesso modo, vengono convertite nel prodotto di scarto. Ma non è tutto: con il cibo introduciamo altre sostanze, ricche a loro volta di azoto, le purine. Le purine: utili ma con misura - Le purine, di per sé, non sono dannose, anzi: aiutano proprio a rifornire l’organismo di quell’azoto che serve a fabbricare il DNA e l’RNA delle nuove linee cellulari, in un processo di ciclico rinnovamento del nostro corpo. Ma, come sempre, è l’eccesso a costituire la differenza tra beneficio e danno: se assumiamo purine in una quantità che supera le esigenze biologiche, il fegato finirà con il produrre troppo 9006-033 Acido urico Cap1.indd 925/07/19 16:34Capitolo 1acido urico. Questo si riversa nel sangue, ma i reni non riescono a eliminarlo completamente. Allora aumenta la concentrazione e, dato che si tratta di un prodotto di scarto, inizia un processo di progressiva intossicazione. Trasporta a sua volta le tossine - L’acido urico non è solo un prodotto di scarto ma, legandosi chimicamente ad altre sostanze che devono essere eliminate, aiuta nel lavoro di smaltimento che avviene a livello renale. Ne eliminiamo ogni giorno - Il continuo lavoro di smaltimento dell’acido urico porta ad eliminare, attraverso l’azione depurativa dei reni, almeno 450 milligrammi di quello endogeno. A questo vanno aggiunti circa 200 milligrammi di quello alimentare.10006-033 Acido urico Cap1.indd 1025/07/19 16:34Quando l’acido urico diventa un problemaChe cosa si intende per uricemia?La concentrazione di acido urico nel sangue viene definita uricemia e un controllo di quest’ultima si può effettuare solo attraverso un prelievo sanguigno. In genere l’uricemia non viene suggerita tra gli esami di screening, a meno che non vi siano alcuni sintomi particolari che possono far pensare a un accumulo di acido urico. Tuttavia alcune ricerche hanno indicato che la situazione di iperuricemia è molto diffusa nella popolazione generale. Sugli “Annals of Rheumatic Disorders”, ancora nel 2012, era stata pubblicata una ricerca di tipo epidemiologico nella quale si dimostrava che, nella popolazione occidentale, una media di 12 persone su 100 era affetta da iperuricemia. Secondo la società italiana per la prevenzione cardiovascolare, tuttavia, il dato è sottostimato e potrebbe addirittura attestarsi attorno al 33% della popolazione generale.L’eccesso è un problema in aumento - Un dato importante, indipendentemente dalla percentuale di popolazione effettivamente iperuricemica, è quello per cui stiamo assistendo a un aumento costante del numero dei casi. Ciò si spiega con l’allungarsi della vita media. Ma, a causa dell’alimentazione errata e di stili di vita scorretti, oggi assistiamo a una impennata nei livelli di uricemia anche nella fascia di popolazione a cavallo dei 50 anni di età. 11006-033 Acido urico Cap1.indd 1125/07/19 16:34Capitolo 1I livelli ritenuti accettabili A oggi la ricerca medica ha stabilito che esiste una quantità ideale di acido urico, nel sangue, che deve essere compresa in intervalli ben definiti (normalmente i valori di acido urico nel sangue oscillano da 4 a 8 mg/dl). Questi ultimi non sono uguali per uomo e donna ma dipendono dal sesso di appartenenza. Allo stesso modo anche le diverse età hanno differenti valori di riferimento. A questo proposito, osservando le cifre della tabella (riportata nella pagina a fianco) può sorgere una domanda: come mai, se l’acido urico è un prodotto di scarto, è stato posto un valore minimo superiore allo zero? Non sarebbe meglio avere un sangue privo di tossine? La risposta è no. Un minimo di acido urico ci dice che il fegato svolge il suo compito di degradazione delle cellule non più vitali e che è in grado di attuare anche i processi digestivi. E poi, anche se la questione è ancora da approfondire, sembra che un po’ di acido urico sia addirittura benefico: riesce a neutralizzare due fattori di ossidazione cellulare come i radicali idrossile e il perossi-nitrito. Ciò significa che se permane entro certi limiti, ridotti e fisiologici, non possiamo lamentarci della presenza di acido urico e non ha senso cercare di portare questo valore a zero. È invece giusto cercare di mantenerlo verso il limite basso dei valori di riferimento. Una minima quantità di acido urico sembra possedere un’azione di contrasto verso alcuni radicali liberi. Un effetto benefico, quindi, a patto che i valori siano bassi. 12006-033 Acido urico Cap1.indd 1225/07/19 16:34Quando l’acido urico diventa un problemaCome si svolge l’esame - Il prelievo sanguigno per determinare l’uricemia deve essere eseguito a digiuno e sono ammesse, prima del prelievo, solo minime quantità di acqua, in modo da non alterare i livelli di concentrazione di questa sostanza nel sangue. Una corretta preparazione va inoltre fatta seguendo una dieta povera di carne e pesce nei cinque giorni precedenti il prelievo e, in aggiunta, sarebbe necessario evitare di assumere i farmaci che possono in qualche modo interferire con il metabolismo dell’acido urico, come gli antipertensivi. Negli uomini sono tollerati valori più alti, rispetto a quelli che si considerano normali per il sesso femminile. Inoltre vaI livelli regolari di uricemia Ecco uno schema riassuntivo dei valori ritenuti regolari di uricemia:neonato bambino donna uomomg/dlmmol/L2-3,5 2-5 2,5-6 3,5-7120-210 120-300 150-360 210-420Il soggetto che presenta un’uricemia superiore a 7 mg/ dl se uomo e a 6,5 mg/dl se donna si definisce iperuricemico.13006-033 Acido urico Cap1.indd 1325/07/19 16:34Capitolo 1ricordato che i laboratori di analisi possono esprimere questo valore in due modi: il primo misura la quantità di milligrammi per decilitro di sangue (mg/dl), il secondo la concentrazione media in nanomoli per litro (nmol/l).Il profilo delle persone a rischio L’eccesso di acido urico dipende da diverse variabili. Alcune sono determinate dal proprio DNA, altre dipendono dallo stile di vita. Anche se la statistica non è una scienza esatta, gli studi epidemiologici hanno permesso di tracciare una sorta di “profilo di rischio” per individuare nella popolazione i soggetti che corrono un maggiore pericolo di divenire iperuricemici. Il primo fattore: il sesso di appartenenza - Gli uomini soffrono molto più spesso di iperuricemia rispetto alle donne. Il motivo, con ogni probabilità, è di tipo ormonale: come spesso accade anche in relazione ad altri problemi di salute (colesterolo, fattori infiammatori) gli ormoni femminili hanno la capacità di proteggere la salute della donna durante tutto il periodo fertile e, in questo caso, aiutano anche a evitare che vi siano accumuli di acido urico. Attenzione, però: nonostante la prevalenza maschile, al sopraggiungere della menopausa la situazione tende a riequilibrarsi dato che le donne non possono più contare su questa specifica protezione ormonale. Resta comunque il fatto che le donne, in generale, soffrono meno di questo problema, rispetto agli uomini. Anche se non ne sono certo immuni. 14006-033 Acido urico Cap1.indd 1425/07/19 16:34Quando l’acido urico diventa un problemaIl secondo fattore: il DNA - Quando gli scienziati hanno iniziato ad approfondire le conoscenze sull’importanza dell’acido urico, hanno anche cominciato a investigare sulla possibile presenza di variazioni genetiche che possono predisporre all’iperuricemia. Una indagine di questo genere è stata ispirata dal fatto che esiste una familiarità nei confronti del problema e, pertanto, il figlio di un genitore che soffre di iperuricemia è predisposto al medesimo disturbo. Ebbene uno studio multicentrico (cioè su più centri di ricerca e, in questo caso, di portata internazionale) ha consentito di pubblicare su Nature genetics la notizia per cui sono state individuate ben 18 varianti genetiche caratteristiche di chi soffre di questo problema. La comprensione di queste stesse varianti spiega come15006-033 Acido urico Cap1.indd 1525/07/19 16:34Capitolo 1mai alcune persone sviluppino il problema con maggiore facilità rispetto ad altre, anche se gli stili di vita sono identici. I fattori genetici ereditari dell’iperuricemia grave e della gotta possono intervenire su due fronti: • sintesi eccessiva di purine; • ridotta escrezione urinaria di acido urico (in questo caso si parla di pazienti normoproduttori di acido urico ma ipoescretori). Questo disturbo può essere ereditario o svilupparsi in pazienti con patologie che riducono la velocità di filtrazione glomerulare (insufficienza renale, calcoli, rene policistico). Il terzo fattore: sovrappeso e dieta scorretta - L’eccesso ponderale, in misura crescente dal semplice sovrappeso fino all’obesità, è un fattore di rischio riconosciuto verso l’iperuricemia. Si tratta di una scoperta effettuata da un gruppo di studio giapponese guidato da Akiko Yamada dell’università di Osaka. Secondo Yamada i dati clinici indicano che il sovrappeso di per sé è associato alla condizione di iperuricemia a prescindere dall’età, dal consumo giornaliero di alcol, dal fumo, dalla presenza di diabete o di ipertensione. Il motivo per cui il sovrappeso, specialmente se legato alla presenza di grasso addominale, determini un maggiore innalzamento dell’uricemia non è ancora stato chiarito con certezza, ma il legame è assodato. A riprova di ciò si può fare una verifica molto semplice: seguendo una dieta ipocalorica equilibrata e ben condotta, così come si cala di peso, diminuisce anche la concentrazione di acido urico nel sangue. 16006-033 Acido urico Cap1.indd 1625/07/19 16:34Quando l’acido urico diventa un problemaEra la malattia di papi e re Alcune delle manifestazioni tipiche dell’iperuricemia, quelle di tipo articolare e renale, sono state descritte già in epoca antica. Quattrocento anni prima di Cristo, Ippocrate di Coo, padre della medicina, aveva notato che tali sintomi colpivano più spesso i maschi rispetto alle donne e che queste ultime iniziavano a soffrirne dopo la menopausa. Aulo Cornelio Celso, medico romano che visse attorno all’anno 30 dopo Cristo, descriveva l’aspetto delle urine degli iperuricemici e il coinvolgimento dei reni in questo tipo di patologie. Nel 1200 il frate domenicano Randolphus di Bocking definiva questo disturbo “il re delle malattie e malattia dei re” poiché aveva notato come colpisse soprattutto coloro che avevano un’alimentazione ricca, basata su cacciagione e carni. E come anche l’abuso di alcolici facesse la sua parte. Non a caso si riteneva, non completamente a torto, che la migliore terapia fosse l’astensione dal consumo di vino. La scoperta scientifica dell’acido urico avvenne nel 1679, quando lo scienziato Antoni van Leeuwenhoek per primo ne vide i cristalli depositati esaminando le urine. Per almeno un secolo l’acido urico venne riconosciuto e studiato solo in questa forma, precipitata e quindi cristallizzata. L’isolamento della sostanza disciolta richiese altri 100 anni di ricerche, grazie agli studi dello scienziato svedese Carl Wilhelm Scheele. Il medico inglese Alfred Baring Garrod fu colui che, invece, isolò per primo la sostanza nel sangue, indicando proprio nell’acido urico la causa scatenante di diverse malattie.17006-033 Acido urico Cap1.indd 1725/07/19 16:34
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