Azione 35 del 26 agosto 2019

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Cooperativa Migros TicinoSocietà e Territorio Genitori: i no aiutano a crescere, ma al Caffè delle mamme si rivaluta il potere del sìAmbiente e Benessere I sistemi fotovoltaici integrati negli edifici stanno diventando sempre più un modello costruttivo di riferimentoG.A.A. 6592 Sant’AntoninoSettimanale di informazione e cultura Anno LXXXII 26 agosto 2019Azione 35 Politica e Economia A trent’anni dall’unificazione l’identità dell’ex DDR non è mai venuta menoCultura e Spettacoli Non si può andare a Venezia senza visitare l’opulento Museo Fortunypagina 15pagina 2pagina 27pagina 33La stagione del Percento culturalepagina 38Kashmir e derive nazionalistiche di Peter Schiesser A parte le solite scaramucce al confine fra India e Pakistan, con conseguente stillicidio di vittime, finora la cancellazione dell’autonomia per lo Stato del Jammu e Kashmir imposta dal governo Modi il 5 agosto non ha ancora provocato reazioni estreme. Nella regione si vive l’immobilità che segue uno shock: nessuno si aspettava una mossa del genere da parte del governo indiano. Inoltre, i kashmiri hanno poco da protestare, poiché Delhi ha inviato 45mila soldati per imporre un coprifuoco totale a Srinagar e in altri centri. Soldati che vanno ad aggiungersi agli altri 500mila sparsi per lo Stato – e se contiamo anche i militari (e i miliziani islamici) presenti nella parte del Kashmir occupata dal Pakistan, la regione risulta una delle più militarizzate al mondo. I kashmiri, musulmani, sono prigionieri nelle proprie case, in difficoltà a procurarsi cibo, medicamenti, cure, impossibilitati a spostarsi dalla miriade di posti di blocco e controlli. Sette milioni di persone private di quei diritti che fino a ieri garantivano loro una certa autonomia (che nei decenni era già andata erodendosi), in particolare il diritto, a loro soltantoriservato, di acquistare terre e immobili. Questo diritto oggi è abolito, e la maggioranza musulmana teme quindi di diventare presto oggetto della politica di colonizzazione e assimilazione che lo Stato centrale a Delhi sta perseguendo da decenni in tutto il paese, ancor prima dell’avvento al potere dei nazionalisti guidati da Narendra Modi. Ma quando il coprifuoco finirà? E quando il Pakistan e le milizie islamiche si saranno capacitati che il Kashmir potrebbe trasformarsi in una normale provincia indiana, in futuro sempre più popolata da indù, quindi difficilmente rivendicabile, che succederà? In Occidente abbiamo ormai una vaga e distaccata idea del tempo della decolonizzazione, in Oriente no: resta molto presente, sia nel rapporto con l’Occidente, sia nelle relazioni fra Stati vicini. In particolare, in India il Kashmir rappresenta il lavoro incompiuto della Partition, la scissione del subcontinente in India e Pakistan: per il suo controllo i due Stati hanno combattuto due guerre, sono scaturite violenze con oltre 200mila morti attorno il 1945 e una insurrezione con 100mila morti a partire dal 1989 seguita alle elezioni truccate del 1987. Possiamo quindi essere certi che il silenzio che al momento avvolge il Kashmir lascerà presto il posto al fragore dellebombe, nel Jammu indù, nel Kashmir musulmano, ma anche nel resto dell’India. Gli sparuti militanti per la secessione del Kashmir accoglieranno presto numerosi giovani intenzionati a cancellare l’umiliazione dell’occupazione militare indiana. Siccome sotto il governo Modi è aumentata la pressione sui musulmani in tutta l’India, con intimidazioni, soprusi e violenze, c’è da aspettarsi una reazione degli estremisti islamici, infiltrati dal Pakistan o cresciuti in loco (l’India conta 150 milioni di musulmani) in tutto il paese. Ma la mossa di fagocitare il Kashmir ha una valenza ulteriore: salutata dalle frange indù più estremiste, dalle cui fila viene anche il primo ministro Modi, ha anche il potere di intimorire l’opposizione interna laica, che legge in questa annessione e nella radicalizzazione del discorso nazionalistico una fascistizzazione del paese. Il Kashmir è la perla che Modi vuole offrire agli indù, troppo a lungo contesa con il vicino-nemico Pakistan. Ignora volutamente, in nome di un revanscismo storico, che l’India esiste perché è un crogiuolo di razze e lingue e religioni che hanno trovato un minimo comune denominatore con l’indipendenza dagli inglesi nel 1947, o non ne è consapevole? In entrambi i casi, le sue sono decisioni foriere di tempesta.Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 26 agosto 2019 • N. 352Società e Territorio La forza di un campione La stella del basket in carrozzina Ian Sagar racconta la sua vita in un libroI menhir ticinesi A Claro uno scavo ha portato alla luce il primo sito megalitico del nostro territorio: una scoperta di importanza nazionale pagina 8Sale in zucca! L’orto urbano creato dagli studenti del Liceo di Lugano 1 è un’iniziativa di successo che ha coinvolto diversi enti e ora diventa un progetto d’istituto pagina 9pagina 7 Piuttosto di avere infinite discussioni meglio cercare una organizzazione basata sulla chiarezza, ricordandosi che le regole non sono solo divieti. (Keystone)Il potere del sìIl caffè delle mamme Saper dire sì ai figli senza perdere autorevolezza, una sfida per tutti i genitori ai qualiil pedagogista Daniele Novara consiglia di puntare su una buona organizzazioneSimona Ravizza I no aiutano a crescere, ma troppi divieti rischiano di avere l’effetto contrario. Allora l’obiettivo è iniziare il nuovo anno scolastico, che segna il ritorno alla (faticosa) quotidianità dopo le vacanze, senza essere costrette a trascorrere le giornate a dire NO!. Al Caffè delle mamme la domanda s’impone: possiamo rivalutare il potere del SÌ senza diventare succubi dei nostri figli? A partire dal 1999 la psicoterapeuta infantile londinese Asha Phillips con il manuale I no che aiutano a crescere (ed. Feltrinelli), ormai alla 45esima edizione, si è fatta portavoce della linea più intransigente: «Dicendo no forniamo al bambino un modello che lo aiuterà a cavarsela quando si sente sopraffatto». In un’epoca in cui i figli rischiano di venir su troppo viziati, tra perdita di autorevolezza dei genitori e sensi di colpa delle mamme lavoratrici, il saggio è interpretato come un richiamo a una maggiore severità. Con lo scopo di evitare che il bambino si creda onnipotente. Dopotutto nessuno di noi vuole in casa piccoli tiranni.Forse, però, è arrivato il momento anche di prendere in considerazione il rischio di white noise: i continui divieti possono diventare un rumore di sottofondo a cui i figli non danno più retta. Si può crescere con continue negazioni? Uno dei più noti pedagogisti italiani, Daniele Novara, fondatore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza, anticipa ad «Azione» i contenuti di Organizzati e felici, il nuovo saggio che uscirà a ottobre per Bur-Rizzoli, in cui torna su un tema affrontato anche nel 2016 in Punire non serve a nulla: «Il genitore che voglio presentare, in grado di raggiungere i propri obiettivi educativi, punta a una buona organizzazione anziché ai dialoghi infiniti, alle discussioni, agli scambi verbali di ogni tipo – dice il pedagogista –. Non è la pura e semplice relazione che garantisce la crescita dei figli, non è parlare con loro che li educa, ma organizzare bene tutto ciò che serve alla loro crescita. “Sbrigati!”, “Mangia!”, “Studia!”, o addirittura “Dormi!” sono comunicazioni che attivano il pensiero dicotomico infantile e fanno scattare un meccanismo di con-trapposizione creando il tipico muro contro muro da cui poi il genitore difficilmente esce bene. I bambini infatti riescono a dare il meglio di sé nel muro contro muro, mentre i genitori si ritrovano solo in una trappola emotiva. La regola non è un divieto». Abbiamo bisogno di esempi concreti, eccoli qui. Uno: «Un bambino di 3 anni, dopo essere stato malato per alcuni giorni, vuole misurare la febbre al gatto di peluche. Cerca insistentemente il termometro, uno vero, e tormenta la mamma che ovviamente non vuole darglielo – spiega Novara –. L’adulto si innervosisce e sbotta: “Basta! Il termometro non è un gioco, puoi farti male. Smettila!”. Si crea così una tensione relazionale inutile, perché in fondo il bambino chiede all’adulto solo di entrare nel suo pensiero magico». Quale può essere il comportamento alternativo? «La mamma invece di opporsi all’idea in sé gli offre un’alternativa, acconsentendo, ad esempio, a patto che sia lei, adulta, a misurare la febbre al pupazzo. È davvero difficile che un bambino, una volta che si è entrati nella logica del suo pen-siero, non si adatti, perché in fondo la sua è un’operazione magica a tutti gli effetti. È importante che i genitori imparino ad assumere questa prospettiva e che, nei limiti del possibile, siano disponibili a giocare sul piano immaginario e fantastico dei figli». Due: «Puoi giocare con la Wii o con il tablet o guardare la tv mezz’ora, dopo aver finito i compiti» può essere più utile che dire: «No all’Ipad perché non hai finito i compiti». Tre: «Bisogna andare a scuola con vestiti comodi. Puoi mettere la gonna una volta alla settimana» suona meglio di un divieto assoluto così come: «Puoi andare alla festa ma non restare a dormire lì con i tuoi amici. Devi essere a casa entro l’una». Attenzione, però: ciò non vuole dire infilarsi in estenuanti discussioni con i propri figli, bensì offrire una chiarezza di regole che consenta ai bambini di procedere in modo adeguato, di sapere esattamente cosa è possibile e cosa non è possibile, di avere una cornice di riferimento esplicita. È mortificante per un bimbo dovere chiedere il permesso per ogni cosa, così come èsfinente per un genitore ripetere NO in continuazione. Ripete Novara: «L’organizzazione prevede chiarezza di richieste, indicazioni, orientamenti operativi/pratici ai bambini che amano essere abitudinari. Una volta, per dire, che hanno capito che la regola è non mangiare davanti alla tv, dopo un po’ non lo chiederanno più». Del resto, William Ury, autore di bestseller e direttore del Global Negotiation Project della Harvard Law School, mette sull’avviso: «Il grande problema di oggi è che abbiamo fatto divorziare i nostri SÌ e i nostri NO. SÌ senza NO è buonissimo, mentre NO senza SÌ è guerra. Il SÌ senza NO distrugge la propria soddisfazione, mentre il NO senza SÌ distrugge il rapporto con gli altri. Abbiamo bisogno dell’uno e dell’altro insieme. La grande arte è imparare a integrarli e a sposare il SÌ con il NO». La sfida raccolta al Caffè delle mamme è complessa: costruire nella vita quotidiana con i propri bimbi degli automatismi che ci permettano di non essere risucchiati in una spirale di NO, ma di godere talvolta del potere del SÌ.Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 26 agosto 2019 • N. 353I bambini sperimentano la naturaInfanzia La nuova guida di éducation21 dedicata ai docenti per proporre gite in armonia con lo sviluppo sostenibilein compagnia della lumacaVa...lentinaValentina Grignoli Insegnare ai bambini a osservare quanto ci circonda, prendendosi tutto il tempo che ci vuole, per capire e conoscere il nostro territorio. Come? Uscendo regolarmente in un luogo scelto con cura dal docente, in città o in campagna, l’importante è che sia sempre lo stesso. Questa è l’idea che sta alla base della guida pratica Uscire, osservare, sperimentare a cura di éducation21, fondazione per l’educazione allo sviluppo sostenibile. Una guida che racchiude un universo di proposte concrete, riflessioni e spunti per i docenti di scuola dell’infanzia ed elementare per trovare degli obiettivi conformi al piano di studio e ai principi dell’Educazione allo sviluppo sostenibile (ESS). Un volume completo, con tanto di risorse pedagogiche in chiusura, applicazioni per smartphone e soprattutto proposte di letture interessanti come Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza di David Le Breton, oppure Ozio, lentezza e nostalgia Decalogo mediterraneo per una vita più conviviale di Christoph Baker. Insomma, bisogna solo iniziare. Va…lentina è la lumachina mascotte della guida, che invita i bambini alla lentezza, e che riporta immediatamente alla Pedagogia della lumaca di Gianfranco Zavalloni del 2008, elogio all’educazione lenta. Scriveva infatti Zavalloni: «Passeggiare, camminare, muoversi a piedi è la prima e indispensabile maniera per vivere in un territorio, per conoscerlo bene e a fondo nelle sue vicende storiche e geografiche. Farlo insieme, con tutti i compagni della classe, permette di vivere emozioni, volgere lo sguardo su particolari mai visti dall’abitacolo delle nostre veloci automobili, sentire gli odori, provare sensazioni che creano legami. Per questo sarebbe davvero importante incominciare (o ricominciare) a fare gite a piedi». Parliamo in fondo anche di una necessità non solo legata al mondo dell’infanzia ma all’uomo contemporaneo in generale: quella di re-imparare a prendersi il tempo. Per uscire, osservare e sperimentare, appunto. Un tempo di qualità, quello in cui si sta, che se per noi adulti a volte è difficile sapersi concedere semplicemente – per innumerevoli motivi – ai bambini verrebbe, se concesso, naturale. Autori di questa guida sono Valérie Arank e Roger Welti, entrambi collaboratori di éducation21. Welti, oltre che responsabile di progetti e comunicazione della sede ticinese dellaAzioneSettimanale edito da Migros Ticino Fondato nel 1938 Redazione Peter Schiesser (redattore responsabile), Barbara Manzoni, Manuela Mazzi, Monica Puffi Poma, Simona Sala, Alessandro Zanoli, Ivan LeoniL’idea che sta alla base della guida è quella di proporre alla classe lo stesso itinerario più volte nel corso dell’anno. (Ti-Press)fondazione è anche accompagnatore d’escursionismo, professione che ben si sposa con l’ideazione di una guida simile. L’abbiamo incontrato nella casa di éducation21 a Bellinzona. Signor Welti che cos’è éducation21?éducation 21 è il centro nazionale di competenza per l’educazione allo sviluppo sostenibile. I nostri mandantiprincipali sono la Confederazione e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione e il nostro obiettivo è portare l’educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole e nella formazione. A noi fanno riferimento soprattutto i Cantoni e le Alte Scuole Pedagogiche.Cosa intende quando parla di sviluppo sostenibile?Un’esperienza ticinese Tiziana Sciaroni, docente di scuola per l’infanzia a Orselina, insieme a Lara Bonetti, docente di scuola speciale, ha da anni appuntamento con il bosco ogni martedì mattina. Un esempio che rientra anche nella guida di éducation21. Da lei abbiamo voluto conoscere i benefici di un’attività simile: «Al giorno d’oggi i bambini mancano di abilità motorie e questa attività li aiuta a ritrovarle. All’inizio dell’anno affrontano la gita con timore e poi alla fine sono abilissimi nelle scalate! Altro punto favorevole è la collaborazione: i bambini si aiutano nel bosco, viene loro naturale correre in soccorso per spostare pietre e tronchi, per costruire capanne. Inoltre quello che è importante è la fiducia in se stessi e nei propri limiti e la curiosità di scoprire cose nuove». Così mi Sede Via Pretorio 11 CH-6900 Lugano (TI) Tel. 091 922 77 40 fax 091 923 18 89 info@azione.ch www.azione.ch La corrispondenza va indirizzata impersonalmente a «Azione» CP 6315, CH-6901 Lugano oppure alle singole redazionidice Tiziana Sciaroni che poi, rispondendo alla mia curiosità, descrive la gita: «Cantando una canzone arriviamo alla porta d’entrata del bosco, la nostra casa. Dopo una storia si parte alla ricerca di qualcosa. Poi la merenda sul fuoco e, fondamentale, l’esplorazione libera. Viviamo il bosco di giorno, ma anche di notte. I genitori sono spesso invitati a venire con noi, e rimangono entusiasti». Tiziana Sciaroni mi racconta che negli ultimi anni sempre più sedi scolastiche propongono attività come queste, il fenomeno si sta diffondendo ed è in continua crescita. Un fenomeno che rientra in un più ampio richiamo alla natura che coinvolge la società attuale e che contribuisce a porre un freno, anche solo ideologico, alla frenesia del mondo contemporaneo. Editore e amministrazione Cooperativa Migros Ticino CP, 6592 S. Antonino Telefono 091 850 81 11 Stampa Centro Stampa Ticino SA Via Industria 6933 Muzzano Telefono 091 960 31 31L’educazione ambientale, ma non solo. Vi sono anche aspetti sociologici, economici, all’interno dell’ambiente, senza il quale, non dimentichiamocelo, noi comunque non esisteremmo! Di cosa vi occupate maggiormente?L’evento principale per quanto riguarda la Svizzera italiana è la giornata dell’educazione allo sviluppo sostenibile che si tiene in autunno al DFA di Locarno, la prossima è prevista sabato 19 ottobre 2019. Una giornata destinata soprattutto ai docenti, che presentano le proprie attività inerenti alla tematica della giornata. In generale in classe si produce tanto materiale, ma questo non viene valorizzato, e a volte non ne rimane traccia. Per questo le giornate ESS sono importanti: si scoprono diversi progetti, che poi inseriamo come contenuti all’interno della nostra rivista.La rivista «ventuno» viene stampata tre volte all’anno in tedesco, francese e italiano e propone contenuti didattici da tutta la Svizzera. Ma la produzione di materiale non si ferma qui: schede tematiche, kit, poster, guide, dossier, le risorse che éducation21 mette a disposizione – soprattutto attraverso il suo sito www.education21.ch – sono moltissime e interessano tutti e tre i cicli di insegnamento, dalle elementari alle scuole professionali. Ma torniamo alla guida, da dove nasce l’idea? E perché è importante?Mancava qualcosa per la scuola dell’inTiratura 102’022 copie Inserzioni: Migros Ticino Reparto pubblicità CH-6592 S. Antonino Tel. 091 850 82 91 fax 091 850 84 00 pubblicita@migrosticino.chfanzia, ecco anche perché abbiamo ideato Uscire, osservare, sperimentare. La guida nasce poi dall’esperienza «Trotterellando per la città» di una docente di Losanna, Floriane Nikles. L’obiettivo era creare una guida per indurre i docenti a trasformare le loro uscite in qualcosa di diverso da quello che facevano finora, farle diventare educazione allo sviluppo sostenibile. Quando si fa una gita l’emozione è sempre nuova e forte. E se ogni volta faccio passeggiate diverse, l’aspetto predominante sarà l’agitazione, la sorpresa, l’uscita in sé. Se invece ripropongo lo stesso itinerario più volte, posso cominciare a focalizzarmi su altri aspetti. Conoscere veramente ciò che mi circonda. Si suggerisce a chi ne ha la possibilità di partire una volta alla settimana, ma anche una volta al mese, o a stagione, va bene. Basta anche un piccolo itinerario intorno a scuola. La guida vuole dare degli spunti, è una base, ogni docente deve poi sentire come applicare il progetto con passione. È importante per il docente imparare a prendersi il tempo per preparare questa attività. Trovo che nella società attuale non ci si prenda più un momento per osservare, stare, non fare nulla, semplicemente capire dove si sta. Informazioniwww.education21.ch/it/guida-pratica-gita-ess. Abbonamenti e cambio indirizzi Telefono 091 850 82 31 dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 14.00 alle 16.00 dal lunedì al venerdì fax 091 850 83 75 registro.soci@migrosticino.ch Costi di abbonamento annuo Svizzera: Fr. 48.– Estero: a partire da Fr. 70.–Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 26 agosto 2019 • N. 354Idee e acquisti per la settimanaNel mondo dei rapaciAttualità Nell’ambito della grande raccolta della Migros «Animal Planet Mania» si possono vincereingressi gratuiti in ventuno zoo e parchi faunistici della Svizzera. Uno di questi è la Falconeria di Locarno. Abbiamo incontrato il direttore della struttura, Pio Nesa Scopri il mondo degli animali con la MigrosFino al 30.9.2019, per ogni 20 franchi spesi alla cassa di qualsiasi supermercato Migros, ricevi una bustina con quattro figurine di animali da incollare sull’album dell’«Animal Planet Mania». Sono 156 le figurine da raccogliere. Alcune di esse sono corredate di affascinanti animazioni AR e v
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