BARI Coaching e Comunicazione Interpersonale

56 pages
0 views
of 56
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Share
Description
BARI Coaching e Comunicazione Interpersonale Dott.ssa Daniela Marrocco Coach, Counselor, Esperta in Risorse Umane, Docente della Scuola dello Sport Coni Puglia Responsabile per JobElite Your Professional
Transcript
BARI Coaching e Comunicazione Interpersonale Dott.ssa Daniela Marrocco Coach, Counselor, Esperta in Risorse Umane, Docente della Scuola dello Sport Coni Puglia Responsabile per JobElite Your Professional Network Sommario La comunicazione INTERPERSONALE Stati d animo, atteggiamenti e performances Gestire gli stati attraverso la respirazione e la fisiologia Empatia e ascolto per gestire stati e conflitti Team e valori Ottenere il meglio della performance: dal feedback agli obiettivi 1. Ogni comportamento è comunicazione. E impossibile non comunicare. INTELLIGENZA EMOTIVA Riconoscere le emozioni filtrarle con la ragione (D. Goleman) ASCOLTO EMPATIA RELAZIONE FLESSIBILITA AZIONI CHIAVE Osservare: significa dare attenzione alle persone in modo da potere comprendere il loro modo di comunicare, di muoversi, di motivarsi. Rispecchiare: significa riprendere la posizione dell interlocutori, riflettere i loro valori, affinché le persone si sentano comprese, motivate e capite. Ridefinire: significa definire ruoli, ricalibrare e ridefinire situazioni una volta compresi i bisogni reali delle risorse in relazione a quelli aziendali. AZIONI CHIAVE Riformulare: riprendere le parole e la comunicazione dell interlocutore per agevolare il passaggio di informazioni e accertarsi di aver compreso. Ripuntualizzare: accertarsi che gli accordi condivisi, le regole e i punti valoriali siano ancora condivisibili e richiamarli. Contestualizzare: posizionare comportamenti e atteggiamenti in base alle situazioni pertinenti in cui possano essere efficaci, e verificare quelle situazioni in cui i comportamenti non sono efficaci ai fini del risultato. I FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA PERCEZIONE DEGLI EVENTI TRAPPOLE DELLA PERCEZIONE Cosa vedete? I FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA PERCEZIONE DEGLI EVENTI TRAPPOLE DELLA PERCEZIONE Cosa vedete? I filtri della percezione Trappole Ci portano in modo automatico a: Generalizzare; Distorcere; Cancellare; Aggiungere; Ecc. Vantaggi Al tempo stesso ci permettono di: definire la realtà; organizzare e dare un senso ; semplificare e completare la nostra interpretazione. Noi conosciamo la realtà solo tramite i 5 sensi (che sono limitati) A La mappa non è il territorio Le mappe delle persone sono diverse per struttura genetica, società, cultura Non rispondiamo alla realtà ma alle nostre mappe interne cioè alla nostre visione del mondo, che è costruita tramite esse. D E soprattutto la nostra mappa che ci limita, non il mondo in se stesso. F B Costruiamo mappe della realtà attraverso informazioni che arrivano da: esterno (5 sensi); ricordo di esperienze passate; costruzioni immaginate della realtà. C Le nostre mappe determinano: come interpretiamo e reagiamo con il mondo; il significato che diamo alle nostre esperienze. Da ciò deriva che: Se arricchiamo la nostra mappa avremo più scelte per gestire la nostra realtà; È utile capire la mappa degli altri per comunicare ed interagire al meglio con essi G E La Comunicazione interpersonale Territorio Mappe IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE L importanza della comunicazione è cruciale all interno di un team, ma anche tra team di lavoro. Per questo motivo occorre prestare massima cura al processo comunicativo in tutte le relazioni professionali IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE Nel processo di comunicazione ci sono sempre due elementi: Una emittente e una ricevente. L emittente è ovviamente colui/colei che emette il messaggio. A sua volta il messaggio giunge al ricevente, che a sua volta fa partire un altro messaggio (che chiamiamo risposta o feedback). La comunicazione è connotata da una circolarità del processo. Circolarità che rileva moltissimo ai fini della efficacia della comunicazione. Trasmettere o comunicare? TRASMETTERE = mettere TRA, passare, inviare COMUNICARE= mettere in COMUNE, scambiare Comunicazione è ciò che arriva NON ciò che parte E l effetto che ottengo NON l intenzione che avevo Il processo di comunicazione MESSAGGIO EMITTENTE RICEVENTE FEED-BACK = RISPOSTA La comunicazione determina una dinamica RELAZIONALE Il processo di Comunicazione Una comunicazione è efficace quando è orientata verso un obiettivo. Chi non sa dove andare, non va da nessuna parte. La Comunicazione interpersonale Le regole della comunicazione 1. Ogni comportamento è Comunicazione. Non si può non comunicare. I FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA PERCEZIONE DEGLI EVENTI Attraverso i sensi decodifichiamo la realtà circostante. I 5 sensi influiscono sulla percezione degli eventi. Le regole della comunicazione Si comunica in modi diversi. Postura Il modo in cui si pone il corpo nello spazio Mimica Le espressioni del volto Gestualità I gesti, il linguaggio delle mani. Le regole della comunicazione Si comunica in modi diversi. Distanza Tono Abbigliamento Lo spazio tra noi e l altro La melodia del discorso, le pause, il volume, il ritmo dell eloquio, il timbro di voce e l uso di oggetti 2. Si comunica in modi diversi. Si comunica con Tono volume timbro ritmo Le parole Il corpo Messaggi para-verbali Messaggi verbali Messaggi non verbali 3. Comunicazione verbale e non verbale: tra le due prevale la seconda Quando gli occhi dicono una cosa e la lingua un altra, la persona accorta crede al messaggio dei primi Emerson, The Conduct of Life (1860) Nella comunicazione esistono due livelli: Nel contenuto sono comprese le parole, la sequenza delle stesse cui diamo un senso logico, legate ad un livello cognitivo razionale. Nel livello RELAZIONALE del processo di comunicazione vengono inclusi differenti elementi: i valori, le convinzioni, le emozioni, le esperienze passate, le aspettative, gli obiettivi e i desideri. Tutto fa parte della parte più profonda che si esprime attraverso il linguaggio Non Verbale Le regole della comunicazione Comunicazione non-verbale LA COMUNICAZIONE VERBALE NON VERBALE COSA DICO COME LO DICO QUALI COMPORTAMENTI AGISCO mentre dico le cose in quel modo in quel momento 7% 93% Le regole della comunicazione Ogni persona utilizza un proprio TONO di voce, un proprio VOLUME. Possiede un proprio TIMBRO di voce ed un RITMO di eloquio assolutamente personale. Ascoltare attentamente questi elementi dell eloquio e rispondere nella interlocuzione in modo analogo a quello dell interlocutore equivale a fargli comprendere che siamo SINTONIZZATI sulla sua LUNGHEZZA d ONDA. Le regole della comunicazione IL CORPO: i messaggi Non Verbali Il corpo comunica attraverso: POSIZIONE nello SPAZIO (Prossemica) GESTI ESPRESSIONI DEL VOLTO POSTURA La POSIZIONE nello SPAZIO tra gli interlocutori è un primo elemento di cui tenere conto. Esiste in effetti una distanza di sicurezza tra gli interlocutori, a secondo del loro livello di relazione: da formale a intima. Questo spazio è differente da persona a persona. In genere si parla di distanza NEUTRA tra i 60/90 cm. IL CORPO: i messaggi Non Verbali Piccola esercitazione di gruppo. 2 partecipanti A e B si pongono frontalmente l uno con l altro a distanza di 5/6 metri. A rimane fermo, mentre l altro parte da una distanza di circa 5/6 metri e si dirige verso l interlocutore fermo. Il partecipante fermo comunicherà a B quando fermarsi in base alla sua gestione dello spazio. Quindi ci si inverte e si ripete l esercizio. IL CORPO: i messaggi Non Verbali I messaggi Non Verbali sono involontari. Pertanto sono assolutamente incontrollabili. Sapere cogliere in modo attento i segnali non verbali ad esempio un cambiamento di colorito sul viso del nostro interlocutore, un aumento della respirazione, un allontanamento del corpo o degli oggetti, ecc è importante per potere ri-modulare la comunicazione, nell ottica della migliore gestione possibile della relazione con l interlocutore. Strumenti essenziali per l interazione. L importanza della Rapporto Empatico Positivo. Sviluppare l acuità sensoriale Sviluppare la capacità di calibrare l interlocutore Sviluppare flessibilità mentale e capacità di concentrazione verso il mondo dell altro Sviluppare l ascolto attivo Sapere fare domande mirate e direzionate Non esiste comunicazione corretta o sbagliata. Essa è definita dal risultato che si ottiene (o che non si ottiene), ovvero dall effetto che ha sull altro. E importante imparare a leggere le reazioni e la risposta dell altro (feedback). ASCOLTO ATTIVO Perché sia possibile interagire al meglio con il nostro interlocutore ed essere in grado di cogliere i messaggi Non Verbali, oltre a quelli verbali, è necessario riscoprire la CAPACITA di ASCOLTARE ATTIVAMENTE. Ascolto attivo Soffermiamoci sull ascolto Tre sono i livelli di ascolto che possono essere attivati in una relazione con l interlocutore/collaboratore. Passando dal livello 1 al livello 3 aumenta la capacità di comprendere, ritenere informazioni e comunicare ASCOLTO SALTUARIO Livello 1 Si pensa ai fatti propri più che a quello che viene detto Si interviene ogni tanto Si pensa soprattutto a ribattere o ad esprimere la propria opinione (ascolto selettivo delle informazioni) Soffermiamoci sull ascolto ASCOLTO SUPERFICIALE Livello 2 Ci si concentra sul contenuto e non meta- significato di chi parla L attenzione è piuttosto ridotta ASCOLTO ATTIVO Livello 3 L ascoltatore rinuncia a giudicare le parole dell interlocutore L ascoltatore si identifica con l interlocutore Comprensione del significato profondo del messaggio Soffermiamoci sull ascolto L ascoltatore dedica la sua attenzione all interlocutore, ponendo la sua concentrazione alle parole e al non verbale Ascoltare attivamente significa spegnere il proprio dialogo interiore. ASCOLTO ATTIVO Livello 3 L ascoltatore lascia finire le frasi e i periodi al proprio interlocutore senza INTERROMPERE, lasciandolo arrivare fino in fondo all eloquio, e tenendo da parte le proprie considerazioni personali fino al suo turno di parola. L ascoltatore eccellente è colui che non effettua letture della mente né presume di sapere ciò che l altro sta per dire. L ascoltatore eccellente ricorda il nome del suo interlocutore e lo nomina mentre parla con lui. Soffermiamoci sull ascolto ASCOLTARE ATTIVAMENTE Significa interagire, porre domande mirate e orientate, che ci consentano di recuperare informazioni preziose e finalizzate all obiettivo della nostra comunicazione. L USO DELLE DOMANDE Saper porre domande rappresenta un altra chiave di successo che permette di comprendere i bisogni dei nostri interlocutori, collaboratori, superiori. Domande ben formulate ci permettono di: acquisire informazioni far riflettere l interlocutore su alcuni aspetti verificare la nostra comprensione dei bisogni espressi aiutare una persona che parla poco, ad esprimere ciò di cui ha bisogno VALORI E CREDENZE Gli esseri umani possono modificare la loro vita in base al loro Atteggiamento Mentale (W. James) ATTEGGIAMENTI MENTALI Limitante: posso realizzare ciò che ho in mente solo se le cose cambiano Potenziante: posso realizzare ciò che ho in mente per il solo fatto di poterlo pensare DAL SOGNO AL PROGETTO Sognatore Quanto è desiderabile il risultato? Realista Quali benefici si otterranno? Come agire? Critico Quanto è fattibile la strategia scelta? Abbiamo le capacità? Atteggiamenti e Comportamenti POTENZIANTI Migliorano l autostima Sviluppano risorse Stimolano la creatività Consentono la focalizzazione Sostengono obiettivi e strategie Facilitano gli apprendimenti Se puoi sognarlo, puoi farlo (Walt Disney) Il comportamento, l atteggiamento e l immagine di sè Comportamenti: l insieme delle manifestazioni esteriori e direttamente osservabili co cui un individuo risponde a determinate situazioni psicologiche. Atteggiamento: disposizione mentale rispetto ad un determinato problema/situazione (fisiologia + stato d animo) Immagine di sé: percezione di se stessi in determinati contesti (rappresentazione interna) Il comportamento, l atteggiamento e l immagine di sè Fisiologia Stati d animo Decisione Comportamenti Rappresentazione interna Il potere degli stati d animo Il circolo vizioso Livelli di autostima e comportamenti associati Fisiologia negativa Stati d animo negativo Rappresentazione interna negativa Profezia Autoavverante Il circolo virtuoso Livelli di autostima e comportamenti associati Fisiologia positiva Stati d animo positivi Rappresentazione interna positiva Coerenza Livelli di autostima e comportamenti associati Spiritualità Identità Valori Credenze livelli neurologici Definiti da Robert Dilts Capacità Comportamenti Contesto/ambiente La MATRICE del SUCCESSO! Rappresentazione interna CONVINZIONI Fisiologia Potenziale Stato d animo Coerenza/Azione Risultati Co-autori: Daniela Marrocco e Pasquale Adamo Concetto di stato interno Lo stato interno è quella condizione in cui l individuo si trova in un momento o situazione. Esso dipende dalla mappa mentale dell individuo, che nel tempo ha sviluppato dei filtri nella percezione della realtà. L esperienza non è ciò che accade, ma ciò che facciamo con quello che ci accade. Huxley Fonti di disturbo dello stato interno Tra gli elementi che possono costituire disturbo dello stato interno: -Intolleranze; -Rigidità; -Storia personale degli insuccessi; - Autoillusioni e autocompiacimento (che trasferiscono la responsabilità di eventi ad altri o deformano la percezione dell esperienza realmente vissuta) Cosa aggiungere per contribuire a migliorare lo stato interno: o Flessibilità; o Consapevolezza della diversità di mappe mentali ; o Apprendimento rispetto agli insuccessi; o Verifica del dato di realtà e di contesto per una cultura della responsabilità FEEDBACK Per feedback intendiamo tecnicamente una risposta in merito ad una prestazione, performance, rispetto a ciascun ambito. Il feedback costruttivo dà informazioni specifiche, è centrato sulle questioni ed è basato sull osservazione. Può essere di due tipi: Feedback positivo, cioè notizie o informazioni date ad un interlocutore (collaboratore impiegato) relativamente ad una prestazione di buon esito. Feedback negativo, cioè informazioni date all interlocutore circa una prestazione che necessita ulteriori miglioramenti. Il feedback negativo ha lo scopo di rilevare che i risultati raggiunti possono essere migliorati, anziché porre l attenzione solo sul fallimento. RAPPORTO di FIDUCIA Stile comunicativo adeguato all interlocutore, alla situazione e al momento Scegliere i TEMPI e i MOMENTI adeguati per esprimere il feedback Il feedback va espresso in modo diretto, evitando mezzi di comunicazione alternativi Calibrazione continua dell interlocutore in ragione del livello EMOTIVO FEEDBACK COSTRUTTIVO: presupposti Un Feedback COSTRUTTIVO, positivo o negativo, ha UNO SCOPO PRECISO chiaro e specifico per chi lo esprime e per chi lo riceve. Valutare i RISULTATI insoddisfacenti come opportunità di cambiamento, in termini di PUNTI di FORZA e AREE di MIGLIORAMENTO ASTENERSI dal GIUDIZIO di valore Mantenere il Feedback sulla situazione/performance Per riassumere i punti salienti Il FEEDBACK per essere costruttivo deve vertere solo ed esclusivamente sul COMPORTAMENTO (prestazione performance) e sul CONTESTO in cui il comportamento è stato agito (l ambito di riferimento, il progetto specifico, ecc) in relazione ai RISULTATI OTTENUTI, mai rispetto alla persona; Limitare il Feedback ad un unico aspetto ; Contestualizzare il F. e l oggetto della prestazione fornendo dettagli di quanto è accaduto; Riferirsi a dati concreti, senza dare interpretazioni; Valutare i fatti in termini di Obiettivi e Risultati raggiunti o disattesi Parlare sempre a nome proprio, utilizzando espressioni quali: Mi chiedevo. Mi è sembrato che. Ho avuto la sensazione/impressione/ percezione che ; Il colloquio e il feedback Nelle situazioni di feedback negativo, esprimere la propria preoccupazione, rispettando i canoni di specificità, di riferimento ai dati concreti, di contestualizzazione e attenzione al comportamento Nelle situazioni di feedback positivo, esprimere sempre il proprio apprezzamento rispettando i canoni di specificità e rilevamento di dati concreti Verificare il livello di adesione e condivisione dei valori comuni e nel caso contribuire a ri-allinearli al TEAM (questa fase è importante perché serve proprio a verificare la motivazione del collaboratore/interlocutore e nel caso valutare interventi di aggiustamento) E utile, comunque, sempre verificare la PERCEZIONE di colui/colei che RICEVE il Feedback rispetto alla PRESTAZIONE/PERFORMANCE cui il F. si riferisce GRAZIE PER L ATTENZIONE Bibliografia di riferimento Comunicazione Analogica e PNL Viaggio alla scoperta della Comunicazione Di Pasquale ADAMO e Daniela MARROCCO Daniela Marrocco Cell: Numero Verde: 800:
Related Search
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks