Bollettino parrocchiale autunno 2019

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BOLLETTINO PARROCCHIALEPARROCCHIA SANTI PIETRO E PAOLO BIASCA AUTUNNO 2019ORARIORARIO DELLE CELEBRAZIONI Eucaristia festiva Sabato e vigilia di feste Domenica e…
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BOLLETTINO PARROCCHIALEPARROCCHIA SANTI PIETRO E PAOLO BIASCA AUTUNNO 2019ORARIORARIO DELLE CELEBRAZIONI Eucaristia festiva Sabato e vigilia di feste Domenica e feste 17.30 8.00 10.00 19.30 S. Carlo S. Carlo S. Carlo S. Carlo18.30 18.30 18.30 10.30 18.30 S. Carlo S. Carlo S. Carlo Casa Anziani S. Carlo19.00 S. CarloEucaristia feriale Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Adorazione Eucaristica Primo venerdì del mese Sacramento della riconciliazione Primo sabato del mese 16.00-17.00 In altri momenti chiedere a don Fabiano.S. CarloINFORMAZIONI Parrocchia Ss. Pietro e Paolo Via S. Petronilla 2 6710 Biasca 2091 862 17 02 parrocchiabiasca@gmail.com www.parrocchiabiasca.jimdo.comDon Fabiano Guidicelli Via Santa Petronilla 2 6710 Biasca 091 862 17 02 donfabianoguidicelli@gmail.comConsiglio Parrocchiale Via Santa Petronilla 2 CP 1405 6710 Biasca 091 862 32 40 consiglioparrocchialebiasca@gmail.com CCP: Chiesa S. Carlo, 65-4567-4LA LETTERAANDATE! Carissimi, dopo il tempo dell’estate ci ritroviamo all’inizio di un nuovo anno pastorale. Se guardiamo i Vangeli possiamo trovare più volte un “nuovo inizio”. Uno di questi è certamente la Pasqua, come pure l’invio in missione della Chiesa. Infatti, dopo la sua risurrezione, Gesù ha inviato gli apostoli (e tutta la Chiesa con loro) in quella missione che continua ancora ai nostri giorni. Il Vangelo secondo Matteo ci racconta che Gesù aveva detto alle donne che lo avevano incontrato risorto al sepolcro di dire agli apostoli che lo avrebbero incontrato in Galilea. Quando questo accade Gesù dice loro: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” (Mt 28, 19-20).nata particolarmente dal numero o dalla quantità di spazi che si occupano, ma dalla capacità che si ha di generare e suscitare cambiamento, stupore e compassione”.Un nuovo inizio non è la stanchezza e la noia della ripetizione. È una nuova opportunità per riprendere un cammino, è la speranza di poter migliorare, la gioia di un cammino condiviso che porta più avanti. Possiamo riscoprire l’invio di Gesù e quanto contiene. “Andate”: non restare fermi nella vita personale e di comunità ma andare avanti sempre. “Battezzandoli”: essere immersi nella vita di Dio che possiamo accogliere e condividere. “Insegnando”: per noi diventa la possibilità di imparare, di conoscere non una dottrina ma una persona, Gesù che ci rivela il vero volto di Dio. Anche tutte le attività della Parrocchia diventano una realizzazione di quell’invio in missione, per scoprire la verità della promessa di Gesù: “io sono con voi tutti i Papa Francesco ha voluto che il pros- giorni, fino alla fine del mondo” simo mese di ottobre fosse un mese dedicato in modo particolare alla missione. Don Fabiano Il motto “Battezzati e inviati” dice chiaramente che ogni battezzato è chiamato ad essere missionario, cioè testimone e annunciatore del Signore morto e risorto. Vuole ridare slancio e vigore alla missione della Chiesa e di ogni cristiano. Il nostro cammino in ottobre sarà dunque segnato dal tema: ”Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo” che ci ricorda che la nostra missione di battezzati è universale, ma anche che ”non è determi3CALENDARIOCALENDARIO LITURGICO Tempo dopo Pentecoste - Settimane dopo il martirio di S. Giovanni IV domenica dopo il martirio di S. Giovanni il precursore - anno C Sabato 21 settembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 22 settembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva V domenica dopo il martirio di S. Giovanni il precursore - anno C Sabato 28 settembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 29 settembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva Festa di S. Girolamo Lunedì 30 settembre 18.30 S. Girolamo Riprendendo l’antica tradizione l’Eucaristia sarà alla cappella dedicata al santoVI domenica dopo il martirio di S. Giovanni il precursore - anno C Sabato 5 ottobre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 6 ottobre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva VII domenica dopo il martirio di S. Giovanni il precursore - anno C Sabato 12 ottobre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 13 ottobre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva 4CALENDARIOTempo dopo Pentecoste - Settimane dopo la Dedicazione Dedicazione del Duomo di Milano, chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani - anno C Sabato 19 ottobre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 20 ottobre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva I domenica dopo la dedicazione del Duomo di Milano - anno C Sabato 26 ottobre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 27 ottobre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva Tutti i Santi - anno C Giovedì 31 ottobre 17.30 S. Carlo Venerdì 1° novembre 8.00 S. Carlo 10.00 S. Carlo 14.00 S. Carlo 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva Eucaristia festiva Eucaristia festiva Celebrazione dei vespri e processione al cimitero Eucaristia festivaCommemorazione di tutti i fedeli defunti - anno C Sabato 2 novembre 10.00 S. Carlo Eucaristia per tutti i defunti e processione al cimitero II domenica dopo la dedicazione - San Carlo Borromeo - anno C Sabato 2 novembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 3 novembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Festa del Patrono della nostra chiesa 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva 5CALENDARIONostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo - anno C Sabato 9 novembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 10 novembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festivaAvvento I domenica d’avvento - anno A Sabato 16 novembre 17.30 S. Carlo Celebrazione vicariale all’inizio dell’avvento con Mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano Domenica 17 novembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva II domenica d’avvento - anno A Sabato 23 novembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 24 novembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva III domenica d’avvento - anno A Sabato 30 novembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 1° dicembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva IV domenica d’avvento - Immacolata concezione della B. V. Maria - anno A Sabato 7 dicembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 8 dicembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 15.30 Loderio Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva 6CALENDARIOV domenica d’avvento - anno A Sabato 14 dicembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 15 dicembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica dell’Incarnazione - anno A Sabato 21 dicembre 17.30 S. Carlo Eucaristia festiva Domenica 22 dicembre 8.00 S. Carlo Eucaristia festiva 10.00 S. Carlo Eucaristia festiva 19.30 S. Carlo Eucaristia festivaAPPUNTAMENTI VICARIALI Alla riscoperta del battesimo Sabato 12 ottobre 17.30 S. Carlo Saremo invitati a riscoprire il nostro battesimo Veglia missionaria di invio Venerdì 25 ottobre 20.00 S. Carlo Durante la veglia, ascolteremo il messaggio del Vescovo Valerio e una testimonianza della coppia che partirà proprio ad ottobre per il progetto diocesano ad Haiti Inizio dell’avvento con Mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano Sabato 16 novembre 17.30 S. Carlo Celebrazione vicariale all’inizio dell’avvento 7VITA DELLA CHIESAOTTOBRE 2019: MESE MISSIONARIO STRAORDINARIO Il clima del mese di ottobre sembrerebbe invitarci soprattutto a rintanarci in casa per ritrovarci con i familiari, gli amici e le persone più care e vicine, gustarci i prodotti che la terra ci regala in questo periodo dell’anno. Senza negare la profonda esigenza d’intimità che è la natura stessa a suggerirci, Papa Francesco ci invita, particolarmente quest’anno, a far maturare il desiderio di intraprendere un viaggio. Papa Francesco ha indetto per l’ottobre 2019 un mese straordinario per ridare slancio missionario alla Chiesa in tutto il mondo. Il tema coinvolge davvero tutti i cristiani a partire dalla radice della loro chiamata: “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. È un invito a riscoprire quel battesimo che abbiamo ricevuto, che immediatamente ci rende missionari, e a interrogarci: siamo missionari nella nostra vita, nella nostra quotidianità, nei gesti che compiamo? È però insieme un appello a tenere presente tutta l’ampiezza dell’orizzonte che il nostro essere cristiani apre per le nostre vite personali. Il Papa ci chiede di cogliere l’occasione di questo mese missionario straordinario per osare spezzare il cerchio chiuso delle nostre preoccupazioni ordinarie e individuali, per imparare a uscire e a prendere il largo. È da prendere sul serio l’aggettivo “straordinario”! È da intendere come l’espressione di un’intensità, di una passione, di una novità, che preme ogni giorno sulle nostre esistenze, ma che fatichiamo ad accogliere nel nostro ordinario. Tutti siamo straordinari, unici e irripetibili, ma spesso8sprofondiamo nel più totale conformismo, non riusciamo a portare nel mondo quel dono specifico che ci appartiene. Non esitiamo dunque il prossimo ottobre a raccogliere la sfida! Lanciamoci nell’avventura di riscoprirci davvero missionari, cioè portatori di bellezza, di speranza, di gioia. Molti stanno aspettando, pur senza rendersene conto, l’annuncio e la testimonianza di quell’amore che ogni giorno riceviamo in dono da Dio! L’ufficio di Missio nella Svizzera Italiana ci fa delle proposte che trovate qui di seguito. Vi invito di tutto cuore a parteciparvi! Non fermiamoci però a questo. Proviamo sinceramente a riconoscervi l’occasione per vivere noi stessi un tempo straordinario! Lasciamoci sorprendere dallo Spirito che soffia e sentiamoci inviati. C’è Qual-VITA DELLA CHIESAcuno che ci manda, ci invia, in modo concreto, vivo e personale: è il nostro Signore Gesù, risorto dai morti. È Lui che continua ad affidarci la missione, che, proprio nel tempo della stanchezza, della fatica, della diminuzione, diventa ancora più ardente! Si tratta davvero di credere che ci è dato di portare in autunno, una ventata di primavera. Ciascuno di voi provi a scoprire in questo mese quella missione specificache gli corrisponde. La legge delle tre P – piccolo, pratico, possibile – aiuti ognuno di noi a scoprire il passo che può compiere nel suo ambito di ogni giorno e a spazzare via dal cuore ogni pretesto per rimanere immobile e lasciarsi cadere addosso le cose! ✠ Valerio Vescovo di LuganoIL LOGO DEL MESE MISSIONARIO STRAORDINARIO Un logo internazionale ricco di simboli Il logo rappresenta una croce missionaria. È strumento e segno della comunione effettiva tra Dio e gli uomini per l’universalità della Missione: luminosa e ricca di colore, diventa il segno della risurrezione. Il mondo è trasparente perché la missione non conosce barriere o confini. Il motto ”battezzati e inviati” ci ricorda che ogni battezzato viene inviato ed è quindi discepolo missionario. La forma arrotondata del testo invita al movimento! I colori della croce si riferiscono ai cinque continenti: • Il rosso per l’America ricorda il sangue dei martiri del continente americano, seme per una nuova vita nella fede cristiana. • Il verde per l’Africa è il colore della vita e simboleggia crescita, fecondità, giovinezza e vitalità. Il verde è anche il colore della speranza, una delle tre virtù teologali.• Il bianco per l’Europa è il simbolo della gioia, l‘inizio di una nuova vita in Cristo: questa è la sfida per la vecchia Europa, perché sia in grado di riappropriarsi della forza evangelizzatrice che l’ha generata attraverso tante Chiese e Santi. • Il giallo per l’Asia è il colore della luce, che si alimenta invocando la vera Luce. • Il blu per l’Oceania è il colore del nostro cielo, segno della dimora di Dio in mezzo agli uomini. 9VARIEVITA DI SAN CARLO BORROMEO, PATRONO DELLA NOSTRA CHIESA Carlo nacque ad Arona il 2 ottobre 1538 gli giunse soltanto nel maggio di quello dalla nobile famiglia Borromeo. Per le con- stesso anno. suetudini dell’alta società del tempo, poiché era secondogenito, fu accostato fin In obbedienza ai decreti del Concilio dalla fanciullezza allo stato clericale. di Trento, decise di lasciare Roma e di trasferirsi a Milano per dimorare in mezzo al Quando lo zio materno venne eletto gregge che gli era stato affidato. papa con il nome di Pio IV, Carlo fu subito chiamato a Roma come il primo e più Si consacrò totalmente al ministero stretto collaboratore del pontefice. All’età episcopale, dando a tutti esempio di indi 22 anni ricevette la porpora cardinalizia, tensa preghiera, di ammirevole impegno con l’incarico di sovrintendere agli affari pastorale, di austera penitenza. Attese con più importanti della Chiesa. straordinaria energia all’opera della riforma, celebrando diversi concili provinciali e Poco dopo fu nominato amministra- numerosi sinodi, visitando con assiduità la tore apostolico della diocesi di Milano, sua vasta arcidiocesi, istituendo i seminari senza obbligo di residenza. Si impegnò per la formazione del clero, riconducendo coscienziosamente nel suo lavoro, soprat- le famiglie religiose alla giusta disciplina. tutto nell’ultimo periodo del Concilio di Lasciò vari scritti, utili soprattutto ai Trento e nella sua delicata fase conclusiva. vescovi per ben governare, e promosse la Avvertì allora sempre più vivo il richiamo redazione del Catechismo dei parroci. a una dedicazione più generosa al Signore. Uomo di grande costanza e personalGli incontri, le letture, le relazioni con per- mente schivo, difese con fermezza i diritti sonalità impegnate per la restaurazione e la libertà della Chiesa. della vita cristiana tracciarono il cammino Durante la peste organizzò l’assistenza verso una totale dedizione al ministero ai malati e curò personalmente l’ammipastorale. nistrazione dei sacramenti, giungendo a spogliare delle suppellettili la sua casa per Chiese di ricevere l’ordinazione sacer- dare sollievo all’indigenza. dotale, che gli fu conferita il 17 luglio 1563; Mentre si trovava nella solitudine del e il 7 dicembre dello stesso anno, nel gior- Sacro Monte di Varallo per trascorrere alno dell’ordinazione di sant’Ambrogio, si cuni giorni in profonda meditazione della fece consacrare vescovo. Ritenendosi, in passione di Cristo, fu assalito dalla febbre. forza dell’ordinazione, arcivescovo di MiTornato a Milano, il male si aggravò: con lano a tutti gli effetti, presentò al papa il gli occhi fissi al Crocifisso, morì il 3 novem25 gennaio 1564 la richiesta del pallio: in bre 1584. Il 1° novembre 1610 papa Paolo V realtà la nomina canonica ad arcivescovo lo iscrisse nell’albo dei santi.10VITA DELLA CHIESA“ESTREMA UNZIONE” O “UNZIONE DEGLI INFERMI”? Le parole e i nomi spesso sono importanti perché possono comunicare idee o visioni diverse, a volte anche sbagliate o distorte. Cambiare un nome a volte permette di aprire orizzonti nuovi e migliori. Qualcosa di simile è accaduto ad uno dei sacramenti. Nel passato tutti conoscevano l’Estrema unzione, il sacramento che abitualmente precedeva di poco la morte. Se qualcuno non era prossimo al decesso per quel sacramento era ancora troppo presto. Era una visione riduttiva di un sacra-mento che meritava di essere riscoperto e conosciuto meglio. Chiamarlo “Unzione degli infermi” ci aiuta ad avere una luce nuova e arricchita sulla vicinanza del Signore che si avvicina e accompagna con la sua grazia nel momento della malattia e della morte. Papa Francesco nell’udienza di mercoledì 26 febbraio 2014 ne aveva parlato. Riproponiamo le sue parole per riscoprire questo sacramento e celebrarlo con serenità e fiducia nel momento della malattia o della vecchiaia.Papa Francesco: l’Unzione degli infermi Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Oggi vorrei parlarvi del Sacramento dell’Unzione degli infermi, che ci permette di toccare con mano la compassione di Dio per l’uomo. In passato veniva chiamato “Estrema unzione”, perché era inteso come conforto spirituale nell’imminenza della morte. Parlare invece di “Unzione degli infermi” ci aiuta ad allargare lo sguardo all’esperienza della malattia e della sofferenza, nell’orizzonte della misericordia di Dio. 1. C’è un’icona biblica che esprime in tutta la sua profondità il mistero che traspare nell’Unzione degli infermi: è la parabola del «buon samaritano», nel Vangelo di Luca (10,30-35). Ogni volta che celebriamo tale Sacramento, il Signore Gesù, nella persona del sacerdote, si fa vicino a chi soffre ed è gravemente malato, o anziano. Dice la parabola che il buon samaritano siprende cura dell’uomo sofferente versando sulle sue ferite olio e vino. L’olio ci fa pensare a quello che viene benedetto dal Vescovo ogni anno, nella Messa crismale del Giovedì Santo, proprio in vista dell’Unzione degli infermi. Il vino, invece, è segno dell’amore e della grazia di Cristo che scaturiscono dal dono della sua vita per noi11VITA DELLA CHIESAe si esprimono in tutta la loro ricchezza nella vita sacramentale della Chiesa. Infine, la persona sofferente viene affidata a un albergatore, affinché possa continuare a prendersi cura di lei, senza badare a spese. Ora, chi è questo albergatore? È la Chiesa, la comunità cristiana, siamo noi, ai quali ogni giorno il Signore Gesù affida coloro che sono afflitti, nel corpo e nello spirito, perché possiamo continuare a riversare su di loro, senza misura, tutta la sua misericordia e la salvezza. 2. Questo mandato è ribadito in modo esplicito e preciso nella Lettera di Giacomo, dove raccomanda: «Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati» (5,14-15). Si tratta quindi di una prassi che era in atto già al tempo degli Apostoli. Gesù infatti ha insegnato ai suoi discepoli ad avere la sua stessa predilezione per i malati e per i sofferenti e ha trasmesso loro la capacità e il compito di continuare ad elargire nel suo nome e secondo il suo cuore sollievo e pace, attraverso la grazia speciale di tale Sacramento. Questo però non ci deve fare scadere nella ricerca ossessiva del miracolo o nella presunzione di poter ottenere sempre e comunque la guarigione. Ma è la sicurezza della vicinanza di Gesù al malato e anche all’anziano, perché ogni anziano, ogni persona di più di 65 anni, può ricevere questo Sacramento, mediante il quale è Gesù stesso che ci avvicina. Ma quando c’è un malato a volte si pen-12sa: “chiamiamo il sacerdote perché venga”; “No, poi porta malafortuna, non chiamiamolo”, oppure “poi si spaventa l’ammalato”. Perché si pensa questo? Perché c’è un po’ l’idea che dopo il sacerdote arrivano le pompe funebri. E questo non è vero. Il sacerdote viene per aiutare il malato o l’anziano; per questo è tanto importante la visita dei sacerdoti ai malati. Bisogna chiamare il sacerdote presso il malato e dire: “venga, gli dia l’unzione, lo benedica”. È Gesù stesso che arriva per sollevare il malato, per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo; anche per perdonargli i peccati. E questo è bellissimo! E non bisogna pensare che questo sia un tabù, perché è sempre bello sapere che nel momento del dolore e della malattia noi non siamo soli: il sacerdote e coloro che sono presenti durante l’Unzione degli infermi rappresentano infatti tutta la comunità cristiana che, come un unico corpo si stringe attorno
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