Burnout Come soffre anche la terapia

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01/12 DiabeteAttivo La rivista del team sul diabete di Bayer per le persone con il diabete Burnout Come soffre anche la terapia Il diabete negli anziani: Molte cose diventano più difficili Opuscolo per
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01/12 DiabeteAttivo La rivista del team sul diabete di Bayer per le persone con il diabete Burnout Come soffre anche la terapia Il diabete negli anziani: Molte cose diventano più difficili Opuscolo per le scuole Un aiuto per genitori e insegnanti Glucofacts Il diario sulla chiavetta 2 Impressum Indice Editore L équipe di Bayer Diabetes Care Il diabete negli anziani Ipoglicemia: un nemico subdolo 4 Evitare una terapia troppo aggressiva 6 Redazione mediknick, Diabete di tipo 1 La mia vita era sottosopra 10 Lettrice Antonella Maggiore Opuscolo per le scuole Un aiuto per genitori e insegnanti 12 Organizzazione e amministrazione Julia Gebhard Premio da sogno Lo zucchero, la pompa e il Cervino 14 Assegnazione del Premio da sogno 2011: il dado è tratto 17 Responsabile comunicazione Simon Lutstorf Burnout Quando non si ha più voglia di nulla 18 Direttore del team Diabetes Care Walter Bechtiger Gestione del diabete Le mie preferite sono le curve dei trend 22 Il diabete in un altro mondo Il diabete tra polenta e carenze di approvvigionamenti 24 Feedback dei clienti Contour USB: il glucometro moderno è di successo 26 Pagine e-shop Acquisti in tutta comodità nell e-shop di Diabetes Care 28 Bayer Diabetes Care Grubenstrasse Zürich Hotline: Fax: Internet: Ricette 30 Editorale 3 Il mio apparecchio è preciso? Questa domanda e altre simili ci vengono poste molto spesso. Il motivo è presto detto: i diabetici registrano valori differenti effettuando misurazioni comparative con altri apparecchi e addirittura tra diverse misurazioni eseguite con lo stesso modello. Anche un confronto con l apparecchio del medico produce talvolta risultati dissimili. Da dove scaturiscono queste differenze? Noi di Bayer Diabetes Care naturalmente sappiamo che avete bisogno di valori chiari per regolare correttamente la glicemia, ma rendiamoci conto di una cosa: per una misurazione, gli apparecchi moderni richiedono meno di un milionesimo di litro di sangue, una quantità minuscola. Il risultato appare in pochi secondi, i costi sono minimi, la misurazione è semplicissima, i valori sono determinabili ovunque e in ogni momento. E voi ottenete risultati praticamente identici a quelli dei costosissimi sistemi da laboratorio. Quali sono allora i principali motivi delle differenze tra le misurazioni? Misuratori diversi sono impostati in modo diverso. Per questo dovete sempre eseguire le misurazioni con lo stesso apparecchio! Anche in questo caso si ottengono comunque delle differenze, poiché i valori degli zuccheri nel sangue oscillano costantemente. Inoltre, con il sangue capillare non è possibile determinare la glicemia in modo assolutamente preciso, perché il sangue capillare è composto da sangue venoso e arterioso. Una soluzione perfettamente omogenea si ottiene solo con il plasma venoso, che può essere analizzato esclusivamente in laboratorio. Ma state tranquilli: anche nelle misurazioni domestiche, se effettuate con lo stesso apparecchio, i valori variano soltanto di 1 2 mmol, un dato più che sufficiente per regolare correttamente la glicemia. Il valore di HbA1c, la media dei valori della glicemia misurati su un periodo di tempo prolungato, viene calcolato dal medico curante in occasione dei controlli di routine e indica se siete riusciti a farlo più o meno bene. Per legge, negli apparecchi per la misurazione della glicemia le differenze non possono superare il 20 percento, ma la maggior parte degli apparecchi dei più noti produttori funziona in modo molto più preciso. Se le differenze sono maggiori, le cause hanno quasi sempre a che vedere con piccolissime impurità, compressioni, differenze nel sangue, con il tempo d attesa tra una misurazione e la successiva, o con altri fattori esterni. Ecco una regola tra le più importanti per ottenere valori stabili e attendibili: le mani devono essere pulite, ovvero è necessario lavarsele prima di ogni misurazione! I nostri test hanno dimostrato che gli apparecchi Bayer sono precisi e affidabili. Se nonostante ciò pensate che il vostro apparecchio presenti discrepanze eccessive, noi lo testeremo in laboratorio, inclusi i sensori. Se riscontreremo tali differenze provvederemo a sostituire i componenti difettosi. Vi invitiamo però a inviarci sempre tutto il materiale per i controlli. L indirizzo è il seguente: Bayer Diabetes Care, Controllo Qualità, Casella postale, 8045 Zurigo. Il nostro servizio clienti è a disposizione per chiarire i vostri dubbi e rispondere alle vostre domande al numero della hotline o all indirizzo Il mio consiglio? Nella scelta del vostro sistema di misurazione non badate soltanto al prezzo: affidatevi a un noto produttore con esperienza pluriennale e un servizio di assistenza affidabile e professionale. Vi porgo i migliori auguri per le vostre future misurazioni, ma soprattutto vi auguro tanta salute! Walter Bechtiger Responsabile Team diabete Walter Bechtiger Responsabile Team diabete 4 Il diabete negli anziani Ipoglicemia: un nemico subdolo Da un paio d anni la 56enne Riitta Tanner, diabetica di tipo 1, non avverte più i segnali di un imminente ipoglicemia con la prontezza di un tempo. «Sembra che sia arrivata la fine del mondo, mi sento proiettata in un altra dimensione. Sono in preda al panico e a volte soffro di allucinazioni»: queste le parole con cui Riitta Tanner di Eriswil, nell Emmental, descrive le sensazioni scatenate da un ipoglicemia, aggiungendo: «Perdo ogni speranza e non sono più padrona della situazione». Solamente quando le cellule ricevono un sufficiente apporto di zuccheri, l organismo avverte nuovamente un rassicurante senso di vitalità e il cervello revoca lo stato d allarme. «Non so cosa darei per prevenire le ipoglicemie, ma non ho più la prontezza di riflessi di un tempo», spiega la ricercatrice biomedica attiva presso l ospedale di Langenthal. Il diabete di tipo 1 si è manifestato in seguito a un influenza, quando Riitta aveva 4 anni. La donna, originaria della Finlandia, ricorda: «Fummo colpiti da un ondata di influenza asiatica. Mia madre notò che le mie urine avevano assunto una consistenza viscosa. Inoltre bevevo molto, Uno sguardo al passato: con queste siringhe, Riitta Tanner riceveva da bambina in Finlandia l insulina e in questa pentola le siringhe venivano bollite in casa dopo l uso. 5 mi sentivo stanca e debilitata, e dimagrivo a vista d occhio. Poiché vivevamo in campagna, compiemmo un lungo viaggio per consultare il medico più vicino, che mi fece subito ricoverare in ospedale, dove trascorsi ben due mesi lontana dai miei genitori. A parte qualche saltuaria visita, ero completamente sola. Ho ancora davanti agli occhi l immagine dei lunghi aghi che bisognava sterilizzare in acqua bollente prima dell uso. Con il tempo le punte si smussavano e mio padre le affilava a mano. Ogni volta che mi recavo in ospedale per il controllo della glicemia temevo di doverci restare. Era un vero e proprio incubo». A quei tempi non esistevano ancora i glucometri per uso domestico. Una volta al giorno, la madre le praticava un iniezione di insulina in base alla prescrizione approssimativa del medico, che aveva inoltre suggerito la somministrazione di acqua zuccherata nel caso la bambina non si sentisse bene. L unico alimento rigorosamente proibito era il pane di segale, che però Riitta mangiava comunque perché allora c erano ben poche alternative. Con il senno di poi si è trattato di una decisione fortunata. Nei primi anni Sessanta, le conoscenze sul diabete erano infatti ancora rudimentali. Nonostante le lacune dell approccio terapeutico, grazie alla tempestiva assunzione di acqua zuccherata Riitta ha accusato di rado episodi di ipoglicemia durante l infanzia e la pubertà. Oggi le cose sono cambiate: «Non sempre riesco ad anticiparli o a intervenire tempestivamente. Se avverto un imminente ipoglicemia mentre rientro dal lavoro, non afferro neppure la tavoletta di destrosio o la banana che ho nella borsetta, certa di farcela fino a casa. Nelle ore di punta non è facile mettersi a mangiare al volante». Le ipoglicemie, però, non perdonano. Riitta lo sa fin troppo bene: «Mi sento cedere le ginocchia e all improvviso ho la sensazione di cadere. Neppure il destrosio è d aiuto in queste situazioni. Come apri bocca, emetti suoni inarticolati e incomprensibili. La gente pensa che ti sia preso una sbornia e non ti reggi più in piedi». Poiché la fase che precede un ipoglicemia non segue uno schema fisso, a volte Riitta Tanner viene presa in contropiede: «In alcuni casi, un valore glicemico del 2,8 ti consente di tenere duro a lungo senza uno spuntino, mentre in altri la situazione precipita già quando la glicemia è a 4,0». A detta di Riitta, le ipoglicemie tendono a manifestarsi quando ha sbagliato i calcoli o sottovalutato qualcosa. Premesso ciò, puntualizza: «Ci sono giornate in cui devo mangiare senza sosta per non perdere le forze e altre in cui, con la stessa dose di insulina, non mi serve nemmeno un boccone per sentirmi in forma. È proprio questa incongruenza a complicare le cose». 6 Il diabete negli anziani Evitare una terapia troppo aggressiva Con l avanzare dell età, chi soffre di diabete di tipo 1 manifesta una ridotta percezione delle imminenti ipoglicemie. Il prof. Ulrich Keller invita alla cautela, poiché anche i cali dei valori glicemici possono essere pericolosi e dannosi per la salute. Prof. Keller, qual è il problema maggiore per i diabetici di una certa età? Molti anziani soffrono di diabete da anni e hanno dunque svi luppato le complicanze della malattia, che possono colpire il sistema nervoso, con la frequente comparsa di do lori neuropatici, l apparato cardiocircolatorio, gli occhi e i reni. Le complicanze diabetiche sono particolarmente dannose, in quanto si aggiungono ai «normali» disturbi che si manifestano con l avanzare dell età.» I pazienti temono di più le iperglicemie o le ipoglicemie? I corsi rivolti ai pazienti in cui si è appena manifestata la malattia diabetica pongono quasi esclusivamente l accento sui rischi dell iperglicemia. Quando la patologia è in stadio avanzato e richiede un trattamento più intenso, aumenta il pericolo di ipoglicemia. Molti anziani non sono consapevoli dei rischi associati ai cali degli zuccheri, che possono causare cadute, disturbi del ritmo cardiaco e addirittura alterazioni della memoria. Come devono comportarsi le persone affette da diabete di tipo 1 quando la percezione delle ipoglicemie diminuisce? Innanzitutto è opportuno precisare che negli anziani l incidenza del diabete di tipo 1, anche detto «diabete giovanile», è modesta, sebbene la patologia si manifesti in circa il 5% dei soggetti. Il trattamento del diabete di tipo 1 è più complesso rispetto a quello del diabete di tipo 2 e, soprattutto con l avanzare dell età, la malattia comporta problemi specifici, tra cui un maggior rischio di ipoglicemia, spesso associato a una percezione ridotta del fenomeno. Poiché non è detto che compaiano sintomi precoci quali sudorazione, irrequietezza, palpitazioni ecc., il paziente può essere colpito alquanto inaspettatamente da un ipoglicemia accompagnata da disturbi della coscienza o addirittura «Anche valori troppo bassi sono dannosi.» da uno stato di incoscienza. Le possibili cause sono una lesione del sistema nervoso autonomo o la ricorrenza di precedenti episodi prolungati di valori glicemici troppo bassi. I sintomi di allarme possono in parte manifestarsi nuovamente se il diabete non è più tenuto sotto «eccessivo» controllo. In altre parole, è bene prevenire eccessivi cali dei valori glicemici con una terapia insulinica ben calibrata, ma non troppo aggressiva. Cosa consiglia alla signora Tanner per vincere la paura delle ipoglicemie? Innanzitutto, è opportuno frequentare un corso sul diabete per prevenire le ipoglicemie e acquisire maggiore sicurezza nella gestione dell insulina. È necessario apprendere il corretto apporto di carboidrati da assumere con il bolo insulinico, ad esempio tramite esercizi di valutazione, e il comportamento da adottare in caso di attività fisica. A tale scopo è indispensabile effettuare da tre a cinque automisurazioni della glicemia al giorno. Inoltre, s impone un corretto dosaggio dell insulina basale. L esperienza insegna che i diabetici tendono a iniettare dosi eccessive che, a digiuno, causano episodi di ipoglicemia. In determinati casi è possibile prevenire le ipoglicemie mediante l impiego di pompe insuliniche. Inoltre, la paziente nutre forse un timore irrazionale nei confronti di un 7 «Spesso, i sintomi precoci mancano nell anziano.» aumento spropositato dei valori e induce le ipoglicemie con un dosaggio insulinico eccessivo. In sintesi, è bene discutere gli obiettivi terapeutici con i pazienti anziani, sconsigliando un controllo dei valori glicemici troppo rigoroso. Se fosse ancora agli inizi della Sua carriera, cosa cambierebbe nel trattamento del diabete? Dedicherei maggiore attenzione alla consulenza dei pazienti, articolandola ove possibile in corsi di gruppo dall approccio interdisciplinare con il supporto di consulenti diabetologici e dietologi. Questa impostazione è infatti più proficua della consulenza individuale. Quali sono i consigli più preziosi che dà ai nuovi pazienti inesperti? Tendo di far capire loro che devono imparare a convivere con un nuovo «compagno di viaggio» che, per quanto indesiderato, sarà sempre al loro fianco. È dunque meglio accettarlo come amico che inimicarselo. Se riceve le attenzioni di cui necessita, il diabete può rivelarsi un compagno di viaggio non troppo invadente, che non ci rende la vita difficile ma che, anzi, talvolta ci permette di assaporarla fino in fondo. Quale ruolo spetta al partner nel rapporto quotidiano con il diabete? Il partner va coinvolto nella consulenza, in quanto sotto certi aspetti è in grado di fornire supporto al paziente. Inoltre, è bene introdurlo alle nuove abitudini alimentari: la dieta del soggetto diabetico è salutare per entrambi. Non di rado, il partner riconosce i sintomi di allarme di un ipoglicemia prima del diabetico e contribuisce dunque a prevenire conseguenze più gravi. Qual è, a Suo avviso, l obiettivo prioritario del trattamento del diabete? Il raggiungimento di valori metabolici soddisfacenti abbinati a una buona qualità della vita, con lo scopo di prevenire complicazioni a lungo termine. Come motiva i pazienti anziani a raggiungere questi obiettivi? La motivazione prende le mosse dall informazione, che deve essere competente, comprensibile e in linea con la situazione individuale. Le misure proposte devono essere accettabili e attuabili per i pazienti. «L approccio interdisciplinare è più utile.» Come si ripercuote il diabete sui sentimenti e sullo stato d animo degli anziani? Molti pazienti anziani che apprendono di doversi sottoporre a una terapia insulinica manifestano paura e rifiuto. Al timore di perdere la propria autonomia si associa talvolta una sensazione di inadeguatezza nei confronti dell apparecchiatura tecnica (gluco metro, penna insulinica ecc.). Gli anziani vedono nella terapia insulinica l «inizio della fine». Nella maggior parte dei casi, una consulenza competente e appro- priata consente di dissipare tutti questi timori. Come si comporta con i pazienti diabetici che non si sentono all altezza della situazione? Spesso è possibile vincere la sensazione di inadeguatezza con una consulenza specialistica e una buona dose di pazienza. In caso contrario è necessario coinvolgere maggiormente nella terapia i familiari o eventualmente la Spitex, ad esempio per quanto riguarda la somministrazione dell insulina. «Perché il medico curante affida i pazienti a Lei? Quali sono i vantaggi? Rispetto al medico curante, il diabetologo vanta conoscenze più approfondite dei diversi decorsi della malattia e delle opzioni terapeuti- 8 Il diabete negli anziani che disponibili. Poiché il diabete è una patologia estremamente eterogenea, l avvio di una terapia insulinica richiede, ad esempio, molto tempo ed esperienza. Inoltre, il diabetologo ha dimestichezza con l impiego delle pompe insuliniche e con la misurazione continua della glicemia, dispone solitamente di una valutazione elettronica dei valori glicemici ed è a conoscenza delle complicanze diabetiche e della relativa profilassi. Infine, lavora a stretto contatto con consulenti diabetologici e dietologi. Qual è la principale conquista che inciderà sul trattamento del diabete nei prossimi anni? Nel caso del diabete di tipo 1 si assiste al perfezionamento della misurazione continua della glicemia, che sta diventando il parametro più diffuso per il calcolo del dosaggio insulinico. Tra le persone affette da diabete di tipo 2 in sovrappeso, negli ultimi anni abbiamo appurato l inaspettata efficacia degli interventi di chirurgia bariatrica (bypass gastrico), che in futuro potrebbero affermarsi sempre più, spianando la strada a interventi chirurgici meno invasivi. Come s immagina il trattamento del diabete nel 2025? Il mio sogno sarebbe la scoperta di un sostituto biologico delle isole pancreatiche per il trattamento del diabete di tipo 1. Quanto al diabete di tipo 2, mi auguro che gli sforzi da noi profusi sul fronte della prevenzione portino a un drastico calo dell incidenza! «Prima della motivazione viene l informazione.» «Il diabete è una malattia molto eterogenea.» Se potesse esprimere tre desideri riferiti al diabete, quali sarebbero? Per quanto concerne il diabete di tipo 1, mi augurerei una cura data dalla possibilità di trapiantare cellule che producono insulina rendendo superflua la terapia insulinica. Nella lotta al diabete di tipo 2 vorrei invece che si diffondesse la consapevolezza dell importanza di uno stile di vita volto a prevenire l obesità grazie a un alimentazione sana e al movimento. A tale proposito non mi riferisco solamente al comportamento individuale, bensì anche a un rapporto equilibrato: così come non può più fare a meno di trascorrere ogni giorno ore davanti al televisore, l uomo moderno dovrebbe avvertire la necessità di dedicare altrettanto tempo all attività fisica. « 10 Diabete di tipo 1 La mia vita era sottosopra Il diabete ha colto Debora alla sprovvista a 17 anni. Oggi, a distanza di tre anni, la ragazza ha la malattia in pugno, se non fosse per la difficoltà di accettarla fino in fondo. La 20enne Debora Leuenberger di Bannwil (BE) descrive il primo contatto con il diabete, avvenuto durante una settimana bianca ad Adelboden, come un improvvisa rapina. Un influenza passa, una slogatura si cura il diabete è stato un profondo shock che tre anni fa l ha privata della salute in un batter d occhio. Quando è partita per la montagna con la famiglia, Debora era sana come un pesce. Il bagagliaio della macchina straripava di valigie come il suo cuore di gioia. Eppure, ben presto la ragazza si è accorta che qualcosa non andava. Avrebbe voluto spaccare il mondo, ma le mancava la forza. «Mi sentivo inspiegabilmente spossata e spesso lasciavo le piste già nel primo pomeriggio per rientrare da sola nell appartamento che avevamo affittato», ricorda. Il giorno dopo l arrivo, quando la famiglia si trovava in un ristorante alpino, Debora ha avvertito una sete insaziabile. Aveva voglia di tè freddo, possibilmente zuccherato e in abbondanza: «Prendendomi in giro, mia sorella mi ha portato un boccale da mezzo litro che ho vuotato in un fiato. Mi sentivo come se non avessi bevuto nulla da due giorni. Avevo la gola in fiamme e non riuscivo a trovare sollievo». L importante è che sia sempre consapevole della malattia Al senso di debolezza si è aggiunto un problema agli occhi. «Nel giro di tre giorni, la mia capacità visiva è calata drasticamente», spiega Debora. All inizio della vacanza distingueva chiaramente dalla finestra dell appartamento le cabine della funivia, tanto da saper dire quante persone ospitavano. «Non più tardi di mercoledì vedevo solamente dei puntini. La vista diventava più nitida solo se indossavo gli occhiali di mio padre, ormai indispensabili anche per guardare la televisione di sera. Sono stata colta dal panico. Per la prima volta nell
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