CHIMICA AMBIENTALE. CdL triennale in Scienze e Tecnologie per l Ambiente e la Natura. Docente Pierluigi Barbieri

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CHIMICA AMBIENTALE CdL triennale in Scienze e Tecnologie per l Ambiente e la Natura Docente Pierluigi Barbieri SSD Chimica dell ambiente e dei beni culturali, CHIM/12 1 Spin-off accademico del Dipartimento
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CHIMICA AMBIENTALE CdL triennale in Scienze e Tecnologie per l Ambiente e la Natura Docente Pierluigi Barbieri SSD Chimica dell ambiente e dei beni culturali, CHIM/12 1 Spin-off accademico del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche dell Università degli Studi di Trieste, specializzato nelle consulenze ambientali e nello sviluppo di servizi e prodotti per la compatibilità ambientale seleziona una candidata per la posizione di: Tecnico specializzato per il laboratorio di olfattometria dinamica. Requisiti: Laurea in discipline tecnico/scientifiche (preferibilmente Chimica, Ing. Ambientale) con particolare approfondimento in discipline ambientali. Precisione ed affidabilità nella esecuzione e nella predisposizione documentale. Capacità di lettura ed analisi di un testo tecnico -normativo. Pianificazione, organizzazione e problem solving, supportato dalla capacità di identificazione e revisione delle priorità. Una buona preparazione tecnica supportata da un atteggiamento responsabile e propositivo. Elevate capacità relazionali Buona conoscenza dei programmi Office, posta elettronica, Internet Capacità di team Working Capacità di visione e lettura dei trend normativi per definire guidelines di progettazione Buona conoscenza della lingua inglese L azienda offre possibilità di crescita, una formazione continua e approfondita, confronti con i maggiori esperti europei del settore. 2 Tecnologie di bonifica di suoli Soilremediation %C4%9Bty/SCR/SCR8.pdf Soil-Remediation-Guide-2012.pdf 01/cee453/Lectures/soil_washing.ppt deos/vitrification_presentation_slides.pptx 3 Rifiuti Argomento correlato a inquinamento e risanamento di matrici allo stato solido (suoli-sedimenti) è costituito da studio della natura e dello smaltimento e eventuale riciclaggio (recupero e trasformazione) di rifiuti (wastes): da spazzatura a rifiuti pericolosi 4 5 6 strategies for waste prevention, i.e. decoupling waste generation from economic growth and environmental impacts. Waste Framework Directive (WFD) (2008/98/EC), the Thematic Strategy on the prevention and recycling of waste and the 6th Environmental Action Programme (EAP). 7 Rifiuti domestici e commerciali e smaltimento Rifiuti pericolosi e smaltimento 8 Rifiuti domestici o commerciali: smaltimento e riduzione Maggior parte di materiale che eliminiamo e che deve essere smaltito non è pericoloso (immondizia o spazzatura) Componente più voluminosa di rifiuti solidi (raccolti e trasportati da mezzi diversi dall acqua) è formata da materiale edile e di demolizione (molto riusato e interrato) Altra componente voluminosa è industriale e da commercio Poi componente da abitazioni Americani: circa 2kg/die rifiuti pro capite (circa il doppio di europei) Non trattiamo rifiuti da industrie petrolifere e dell agricoltura, ne ceneri da centrali elettriche e liquami 9 10 Le componenti variabili dei rifiuti domestici Scarti alimentari preponderanti Vedi trend di vegetali, opposto a carta (giornali e imballaggi) Per plastica, vetro e metalli nei paesi industrializzati influisce % di riciclo 11 Interramento dei rifiuti nelle discariche Il metodo più comune per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU o MSW) è quello di gettarli in discarica (landfill): Fossa di terreno che una volta riempita è ricoperta da terra/argilla UK:85% dei rifiuti va in discarica 8% incenerito e circa 7% ricliclato (aree urbane di USA hanno situazione simile) È il metodo più diffuso perché i costi DIRETTI sono inferiori di altre opzioni di smaltimento In passato si usavano vecchie cave di sabbia o ghiaia: dispersioni che contaminano acquiferi sottostanti. Discariche non erano progettate, né controllate nè supervisionate; accoglievano rifiuti anche pericolosi. 12 Moderne discariche progettate in modo elaborato: scavate in siti idonei, accettano rifiuti selezionati. Discarica controllata o sanitarylandfill: quotidianamente RSU compattati e ricoperti da ca 20 cm terra: tante «celle». bentonite 13 Per isolare si usano anche geomembrane plastiche 14 Decomposizione di RSU in discarica (prima con processi aerobi e poi anaerobi), e infiltrazioni di acque piovane generano un liquido detto percolato (leachate), che contiene inquinanti disciolti, sospesi e di natura microbica. Il volume di p. è importante specie nei primi anni. Composizione: Acidi organici volatili come acido acetico e vari acidi grassi a catena lunga Batteri Metalli pesanti in bassa concentrazione Sali di comuni ioni inorganici Toluene, diclorometano Pozzi e «pump and treat»; ricircolo, Approfondimento: es. nno_2013.pdf 15 Es.: 16 Fasi del processo di decomposizione dei rifiuti in una discarica La decomposizione dei rifiuti avviene in tre fasi Prima breve fase aerobia: negli interramenti è presente ossigeno che ossida il materiale organico a CO2 e acqua con liberazione di calore Cellulosa CH2O + O2 CO2 + H2O Seconda fase anaerobia: fermentazione acida che genera ammoniaca, idrogeno e biossido di carbonio in forma gassosa e notevoli quantità di composti organici parzialmente degradati, soprattutto acidi organici 2CH2O CH3COOH acidi carbossilici organici e esteri che si dissolvono in acque (odore dolciastro nauseabondo associato a esteri e tioesteri) Terza fase anaerobia metanogena: dopo sei mesi un anno dopo la copertura degli interramenti e continua a lungo. I batteri anaerobi lavorano lentamente per decomporre gli acidi organici. CH3COOH CH4 + CO2 Consumo di acidi percolato a ph 7-8 Gas metano in torcia o captato 17 Incenerimento dei rifiuti Incenerimento o ossidazione mediante combustione controllata di materiali, in prodotti semplici mineralizzati con CO2 e H2O. Riduzione di volume prima di conferimento in discarica Riduzione di tossicità (es incenerimento di rifiuti ospedaleiri, anche per sterilizazione ) Giappone e Danimarca inceneriscono più della metà dei rifiuti domestici (carta, plastica e legno sono carburante per il fuoco), in altre zone è pratica proibita. I più comuni inceneritori/termodistruttori di RSU sono unità di combustione di massa a una fase, mentre i più recenti è il tipo modulare a due fasi. Rifiuti introdotti in prima camera dove bruciano a 760 C; gas e particelle aerodisperse vengono poi bruciati a temperature superiori a 870 C in seconda camera di combustione. Recupero energia termica termovalorizzatori Si producono gas finali e residui solidi (circa un terzo del peso e volume iniziale dei rifiuti). La cenere di fondo /bottom ash rappresenta il materiale non combustibile portato dall aria, che si raccoglie sul fondo dell inceneritore, mentre la cenere volatile /flyingash rappresenta il minuscolo particolato che rimane intrappolato nei sistemi di controllo per evitare dispersione di contaminanti in atmosfera. Principalmente componenti inorganiche. F.A. sono circa i 10-25% di ceneri totali ma sono considerate le più tossiche. 18 La criticità è costituita da emissioni di gas e particolato. Camera di filtri: sacchi di tessuto per particolato con diametro superiore a 0,5 micrometri (svuotamento periodico e inversione flussi) Lavatore di gas: flusso di sostanze liquide o solide (CaO per HCl o SO2 e metalli; urea o NH3 per Nox; carboni attivi per PCDX e mercurio 19 Riciclo dei rifiuti domestici e commerciali, metalli, vetro, carta, pneumatici, plastiche Vedi Capitolo 16 Colin Baird, Michael Cann Chimica ambientale Zanichelli 2013 ISBN: Valutazione del ciclo di vita Vedi: Valutazione del ciclo di vita FP.pdf 21 22
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