Due Teste Un Cappellone 76 77 78

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La mésse è molta... ... ma i Lupetti potrebbero 23 essere ancor di più! «Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due…
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La mésse è molta... ... ma i Lupetti potrebbero 23 essere ancor di più! «Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov'egli stesso stava per andare. E diceva loro: «La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il Signore della mèsse perché spinga degli operai nella sua mèsse» Lc 10,1-2 «Akela, il grande lupo grigio solitario, che guidava tutto il branco con la forza e l’astuzia, giaceva tutto disteso sulla sua rupe e sotto di lui erano accucciati quaranta o più lupi di ogni dimensione e colore… i cuccioli si rotolavano uno sull’altro nel mezzo al cerchio» Questa immagine torna in tutti i Branchi d’Italia nel primo periodo della vita del Branco ed è importante per il suo significato. Sentendo raccontare i primi episodi della vita di Mowgli, fin da subito i cuccioli capiscono che nella Famiglie Felice del Branco cia- scuno ha il suo posto, ciascuno è chiamato per “nome”. La chiamata in Cerchio esprime uguale attenzione che gli uni hanno verso gli altri. Fin dai suoi primi momenti di ingresso in Branco ogni cucciolo può comprendere che egli è importante per tutto il Branco e sperimenta fin dal primo istante che egli è importante per la vita di tutti. La forza del lupo in ciascun lupo sta Ogni bambino vive così quello che è il punto di forza della vita di Branco: “La forza del lupo in ciascun lupo sta”. Il Bene del Branco è nel buono che ogni Lupetto ha dentro di sé e che è fondamentale scoprire per farlo crescere e far sì che sia messo a servizio di tutti, un po’ alla volta, con progressione. 76 È così che egli si prepara all’avventura di Squadriglia dove con l’incarico e il posto d’azione i ragazzi mettono alla prova della vita i frutti più maturi della loro Pista. Per arrivare a questo obiettivo occorre avere esperienza del Metodo Lupetto per capirne quei risvolti che lo rendono ricco di possibilità a vantaggio di ogni bambino ed assicurare un percorso educativo per- sonalizzato. L’attenzione al singolo bambino è il segreto del successo del Metodo, dal Branco al Clan. Per nome Scorrendo il Manuale dei Lupetti, “prima” sorgente a cui attinge un buon lupettista, possiamo vedere come B.-P. narra le esperienze dei bambini chiamandoli per nome e cognome, scrivendo la loro città e in qualche caso anche il Branco di appartenenza. Non parla di personaggi qualsiasi: sono tutti ben identificabili, come i singoli Lupetti che nei nostri branchi si immedesimano ancora nel ragazzo Zulù dipinto di bianco mentre giocano difendendosi con il loro scudo. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2158 leggiamo: “Dio chiama ciascuno per nome. Il nome di ogni uomo è sacro. Il nome è l’icona della persona. Esige il rispetto, come segno della dignità di colui che lo porta”. Sono poche righe che concentrano ed illuminano quanto avviene nella vita di Branco e ciò che succede dentro di noi quando siamo chia- mati per nome. In questa prospettiva non ci accontentiamo di “leggere” la vita di ciascun bambino che si presenta al Branco, di registrare i suoi bisogni e le sue attitudini, ma vogliamo coltivare l’ambizione di comprendere la sua verità. Uscire dalle Tane È il metodo che segue Gesù quando si ferma insieme alla Sama- ritana e l’aiuta a leggere la sua vita, quando si ferma a dialogare con il giovane ricco e, fissandolo negli occhi, lo aiuta a portare a galla i 77 suoi pesi di cui non vuole liberarsi. Sono solo due esempi tratti dall’altro “libro” che ci deve sempre accompagnare: il Vangelo. Allora sì che, con l’aiuto di Dio, illuminati dalla Parola viva che è Gesù stesso, ogni cosa trova il giusto tono e la giusta direzione per cui ciascun lupetto sente che ciò che sta vivendo insieme ad ai suoi Vecchi Lupi e ad altri fratelli di tana, è ben di più di un gioco accattivante. Allo stesso modo Akela e i Vecchi Lupi comprendono che il gioco si fa molto più grande: ciò che vivono insieme al Branco, è Buona Novella… Vangelo vissuto, “atti” di discepoli speciali come lo possono essere i bambini in quell’età che aiutiamo a decifrare con gli occhi Dio. Possa essere ogni Branco una Famiglia Felice dove si vive con semplicità la gioia del Vangelo, si sperimenti la letizia dell’amore. Allora il metodo si fa racconto e diventa vita fraterna vissuta, vera benedizione per i Lupetti, strada di evangelizzazione per i Capi. Per quella strada, usciremo dalle Tane perché abbiamo ben più di una cosa da raccontare: un annuncio d’amore e di salvezza da pro- clamare e davanti a tanta Verità i nostri Branchi non potranno che raccogliere molta messe! (*) Pubblicato su Scout d’Europa - Azimut 1/2017 78
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