Ecoscienza 4u002F2019

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Spedizione Postatarget -In caso di mancato recapito restituire all’ufficio Bologna CMPRivista di Arpae Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia dell’Emilia-Romagna N° 4 settembre 2019, Anno XSOSTENIBILITÀ E CONTROLLO AMBIENTALEARRIVA IL 5G SIAMO PRONTI? PROSPETTIVE E INCOGNITE DELLA NUOVA GENERAZIONE DI COMUNICAZIONE MOBILE. IL NODO DEI CONTROLLI SULL’ESPOSIZIONE AI CAMPI ELETTROMAGNETICI IN VIA DI REALIZZAZIONE I CATASTI NAZIONALE E REGIONALI CEMCLIMA E METEO LO SCIOPERO PER IL CLIMA CHIEDE AZIONI CONCRETE DOPO UNA STAGIONE DI CALDO RECORD E INCENDI A LIVELLO GLOBALEECOREATI AUMENTA LA SENSIBILITÀ, MA SERVONO NUOVI STRUMENTI DI PREVENZIONE E CONTRASTOArpae Emilia-Romagna è l’Agenzia della Regione che si occupa di ambiente ed energia sotto diversi aspetti. Obiettivo dell’Agenzia è favorire la sostenibilità delle attività umane che influiscono sull’ambiente, sulla salute, sulla sicurezza del territorio, sia attraverso i controlli, le valutazioni e gli atti autorizzativi previsti dalle norme, sia attraverso progetti, attività di prevenzione, comunicazione ambientale ed educazione alla sostenibilità. Arpae è impegnata anche nello sviluppo di sistemi e modelli di previsione per migliorare la qualità dei sistemi ambientali, affrontare il cambiamento climatico e le nuove forme di inquinamento e di degrado degli ecosistemi. L’Agenzia opera attraverso un’organizzazione di servizi a rete, articolata sul territorio. Quattro Aree prevenzione ambientale, organizzate in distretti, garantiscono l’attività di vigilanza e di controllo capillare; quattro Aree autorizzazioni e concessioni presidiano i processi di autorizzazione ambientale e di concessione per l’uso delle risorse idriche; una rete di Centri tematici, distribuita sul territorio, svolge attività operative e cura progetti e ricerche specialistici; il Laboratorio multisito garantisce le analisi sulle diverse matrici ambientali. Completano la rete Arpae due strutture dedicate rispettivamente all’analisi del mare e alla meteorologia e al clima, le cui attività operative e di ricerca sono strettamente correlate a quelle degli organismi territoriali e tematici. Il sito web www.arpae.it, quotidianamente aggiornato e arricchito, è il principale strumento di diffusione delle informazioni, dei dati e delle conoscenze ambientali.RADIOATTIVITÀIDRO-METEO-CLIMA CAMPI ELETTROMAGNETICIARIAAMIANTORISCHIO INDUSTRIALE AMBIENTE-SALUTEENERGIARUMOREACQUE NAVIGAZIONE INTERNACANCEROGENESI AMBIENTALERADIAZIONI UVLe principali attività › Valutazioni e autorizzazioni ambientali › Vigilanza e controllo ambientale del territorio e delle attività dell’uomo › Gestione delle reti di monitoraggio dello stato ambientale › Studio, ricerca e controllo in campo ambientale › Emissione di pareri tecnici ambientali › Concessioni per l’uso delle risorse idriche e demaniali › Previsioni e studi idrologici, meteorologici e climatici › Gestione delle emergenze ambientali › Centro funzionale e di competenza della Protezione civile › Campionamento e attività analitica di laboratorio › Diffusione di informazioni ambientali › Diffusione dei sistemi di gestione ambientaleArpae Emilia-Romagna Direzione generale: Via Po 5, 40139 Bologna – Tel. 051 6223811 – email: urp@arpae.itMARESOSTENIBILITÀ POLLINI BIODIVERSITÀRIFIUTITOSSICOLOGIAwww.arpae.itECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2019CONTRO LA “DEPRESSIONE CLIMATICA”, È ORA DI AGIREPoco più di un anno fa, una ragazza svedese decide di non andare più a scuola e scioperare davanti al parlamento con un cartello che rimanda a qualcosa che ha a che fare col clima. Oggi un movimento composto da milioni di studenti e studentesse scende in piazza a reclamare il proprio futuro. Così, quella che è stata una singola azione ha avuto piena risonanza nel mondo intero e potrebbe addirittura modificarne le sorti. Da quella singola azione è nato un movimento di giovani, che si è fatto portavoce della comunità scientifica sui rischi in cui la nostra specie potrebbe incorrere nel breve periodo. Una voce nuova, a cui la classe politica non può fare a meno di rispondere. Il meeting tenutosi recentemente a Losanna (5-9 agosto) rappresenta il primo appuntamento ufficiale del movimento ed è un importante eco dell’appello “ascoltate la scienza!”. I primi effetti sortiti dalle mobilitazioni di Fridays for future, oltre a essere riusciti a riaccendere una coscienza ambientale quasi irreversibilmente assopita nel nostro paese, hanno portato alle dichiarazioni dello stato di emergenza climatica: riconoscimenti formali che devono divenire lo strumento per ricordare continuamente ai nostri amministratori le responsabilità che si assumono ogni qualvolta vengono definite scelte politiche nemiche del clima. Così, a partire dalla dichiarazione da parte dell’Irlanda, del Canada, dellaFrancia, del Regno Unito, ma negata nel nostro paese, il movimento a livello nazionale ha insistito agendo sulle amministrazioni locali, portando alla dichiarazione città del calibro di Napoli e Milano e, successivamente, tantissimi altri Comuni. Non solo Comuni ma, anche le Regioni Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna si sono incaricate di questo riconoscimento, grazie alle pressioni del movimento. In Emilia-Romagna, i Comuni che hanno accolto le istanze di Fridays for future sono stati Cesena, Ravenna, Forlì (a fatica!), Parma, Faenza, Cervia e Rimini. Non solo veti: infatti, dalle dichiarazioni è importante che emergano impegni concreti e veritieri, in primis l’impegno sulla giustizia climatica, tendere all’azzeramento delle emissioni di gas climalteranti già al 2030, eliminare la plastica usa e getta. A livello regionale, questi interventi devono tradursi in azioni volte a dire basta all’estrazione di idrocarburi nell’entroterra e in mare, favorendo il processo di transizione energetica, a dire basta a nuove autostrade e infrastrutture – che non fanno altro che alimentare il trasporto su gomma, portare a zero il saldo di consumo di suolo, tra l’altro alimentatore del rischio climatico – e ad anticipare il recepimento della direttiva plastic free. È chiaro che considerazioni di questa portata, che dovranno inevitabilmente portare le istituzioni ad alcuniripensamenti, troveranno spesso difficoltà a essere accolte dal mondo politico, a sua volta pressato dal potere economico e dall’interesse elettorale. È però arrivato il momento di mettere da parte ogni considerazione secondaria e dare piena priorità agli effetti che il cambiamento climatico sortirà sul nostro paese e nel mondo e, se necessario, di non avere paura di rivedere anche il concetto di “sviluppo”. Infatti, la transizione ecologica, non deve essere considerata come un elemento di rinuncia, ma l’opportunità per costruire azioni su settori strategici completamente nuovi, e su questo l’Emilia-Romagna potrebbe divenire benissimo elemento d’avanguardia e trainante a livello nazionale ed europeo. Paradossalmente, la Regione per certi aspetti si è dimostrata sensibile e capace nel proporre soluzioni di contrasto all’emergenza climatica, ma sotto altri aspetti è rimasta invece legata alle volontà del mondo economico abile nel “far leva” sul ricatto occupazionale. È allora arrivato il momento di agire: ognuno di noi deve farlo per responsabilizzare se stesso e il mondo politico. Non esistono azioni vane, ma solo azioni che, se spinte da una forte motivazione, possono portare al cambiamento sperato. Un invito, quindi, a non lasciarsi trascinare dalla demotivazione della “depressione climatica”, ma a combatterla con azioni concrete e scendendo in piazza tutte e tutti assieme!EDITORIALEFridays for Future Emilia-Romagna3ISSN 2039-0424ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2019SOMMARIO 3 Editoriale Contro la “depressione climatica” è ora di agire Fridays for Future Emilia-RomagnaMeteo e clima 5 Rivista di Arpae Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia dell’Emilia-RomagnaNumero 4 • Anno X Settembre 201942 In partenza un progetto di ricerca su Cem e salute Giuseppe Marsico, Lucia Ardoino44 Sperimentazioni 5G in Italia, misurazioni del campo elettromagnetico e prospettive La sperimentazione a MilanoL’impatto del clima su suolo e territorioDaniela de Bartolo, Giuseppe GianformaDonatella SpanoSara Adda, Laura Anglesio, Giovanni d’Amore7 Rapporto Ippc su oceani e criosfera in un clima che cambia8 Proteggere l’Amazzonia, senza ipocrisieIl 5G in Piemonte La sperimentazione a Prato Andrea Corridori, Cristina Giannardi, Giuseppe NestiLa sperimentazione a Roma Daniele Franci, Settimio Pavoncello, Enrico Grillo, Stefano Coltellacci, Rossana Cintoli, Tommaso AureliLa sperimentazione a BariFrancesco Bertolini10 Lucia Barbone, Tiziana Cassano, Claudia Monte, Maddalena SchironeCaldo record e mobilitazioni climaticheLa sperimentazione a Matera Giuseppina Carioscia, Antonio Marziario, Maria FasanoA cura di Vittorio Marletto, da Climalteranti.itSEGRETERIA Ecoscienza, redazione Via Po, 5 40139 - Bologna Tel 051 6223887 ecoscienza@arpae.it DIRETTORE Giuseppe Bortone DIRETTORE RESPONSABILE Stefano Folli In redazione Daniela Raffaelli (coordinatrice) Rita Michelon Progetto grafico Miguel Sal & C. Impaginazione, grafica e copertina Mauro Cremonini (Odoya srl) Registrazione Trib. di Bologna n. 7988 del 27-08-2009COMITATO EDITORIALE Coordinatore Franco Zinoni Paola Angelini Raffaella Angelini Giuseppe Battarino Vito Belladonna Francesco Bertolini Gianfranco Bologna Giuseppe Bortone Mario Cirillo Roberto Coizet Nicola Dall’Olio Paolo Ferrecchi Matteo Mascia Giancarlo Naldi Giorgio Pineschi Attilio Raimondi Karl Ludwig Schibel Andrea Segré Marco Talluri Stefano Tibaldi Alessandra Vaccari Stampa Premiato stabilimento tipografico dei comuni Santa Sofia (FC) Stampa su carta IGLOO Offset12 Scelte virtuose più visibili aiutano l’azione per il clima14 Meteo Emilia-Romagna, le intense anomalie estive Valentina Pavan, Gabriele Antolini, Sandro Nanni, William Pratizzoli16 Incendi all’interno del Circolo polare artico, un 2019 fuori norma17 Climate change, per gli europei è un grave problema18 Diffusione di inquinanti e modellistica sulle acque Silvano Pecora, Selena Ziccardi, Chiara Montecorboli, Marco Brian, Alberto Agnetti, Paolo Leoni, Cinzia Alessandrini, Mauro Del Longo20 Clima e idoneità dell’habitat per l’ittiofauna Silvano Pecora, Chiara Montecorboli, Selena Ziccardi, Marco Brian, Cinzia Alessandrini, Daniele Cristofori, Paolo Leoni22 Gpp, un programma di azione più ambizioso per Arpae Emanuela VenturiniCampi elettromagnetici e 5G 24 5G, prime indicazioni sul controllo ambientale 26 La rivoluzione delle telecomunicazioniChiuso in redazione: 27 settembre 2019Claudia Carciofi, Giuseppe Anania, Marina Barbiroli, Daniele Bontempelli, Valeria Petrini, Simona Valbonesi, Cristina Volta, Simone ColantonioStefano Carattini, Simon Levin, Alessandro TavoniGiuseppe MarsicoTutti gli articoli, se non altrimenti specificato, sono rilasciati con licenza Creative Commons http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/52 Analisi previsionali, misure strumentali e siti “saturi”Antonio Sassano30 Come misurare l’esposizione, cosa cambia con il 5G Giovanni Improta, Nicola Pasquino32 I limiti di esposizione e le nuove linee guida Icnirp56 5G, un pericolo per le osservazioni satellitari Intervista ad Anthony McNally58 È In via di realizzazione il catasto nazionale Cem Gabriele Bellabarba, Carlo Cipolloni, Antonio Scaramella, Luisa Vaccaro62 Prevenzione e controllo a tutela dei cittadini Laura Gaidolfi64 Un unico catasto per l’Emilia-Romagna Piero Santovito, Laura Gaidolfi, Alfonso Albanelli, Tanya Fontana, Catia Godoli66 Il catasto Cem In Valle d’Aosta Valeria Bottura, Erik Imperial, Leo Cerise, Marco Cappio BorlinoEcoreati 68 Tutela dell’ambiente, verso una concezione ecocentrica Alessio Scarcella70 Tenere alta l’attenzione per i reati contro l’ambiente Intervista a Morena Plazzi72 Ecoreati, la sensibilità aumenta, ma non basta Intervista a Rosanna Casabona74 Ecomafia, i numeri di una realtà preoccupante Stefano Ciafani76 Sistema ambientale e contrasto agli ecoreati Barbara Bellomo, Alfredo PiniRosanna Pinto, Carmela Marino35 Lo stato di avanzamento del Piano di azione Ue sul 5G 36 Cem a radiofrequenze: effetti sulla salute Susanna LagorioRubriche 79 80 81 82 Libri Legislazione news Osservatorio ecoreati EventiECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2019L’IMPATTO DEL CLIMA SU SUOLO E TERRITORIO IL RAPPORTO SPECIALE “CLIMATE CHANGE AND LAND” DELL’INTERGOVERNMENTAL PANEL ON CLIMATE CHANGE (IPCC) EVIDENZIA GLI IMPATTI E LE INTERAZIONI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SU DESERTIFICAZIONE, DEGRADO DEL TERRITORIO, SICUREZZA ALIMENTARE ED ECOSISTEMI TERRESTRI. ANALIZZATE 40 OPZIONI DI RISPOSTA PER LA GESTIONE SOSTENIBILE DEI PROCESSI.Il rapporto speciale Climate Change and Land, pubblicato ad agosto dall’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), è il secondo rapporto speciale del Sixth Assessment Cycle dell’Ipcc e segue quello sul riscaldamento globale (SR15). Preparato da 107 esperti di 52 paesi (53% da paesi in via di sviluppo e 40% le donne coordinatrici dei capitoli), il documento tratta gli impatti e le interazioni dei cambiamenti climatici sui processi di desertificazione, degrado del territorio, gestione sostenibile, sicurezza alimentare, ecosistemi terrestri, e sintetizza – coerentemente con i precedenti rapporti – i risultati della letteratura scientifica, tecnica e socioeconomica più aggiornata (7000 pubblicazioni). Il rapporto rappresenta inoltre un contributo scientifico chiave per i prossimi negoziati sul clima e sull’ambiente, vale a dire la Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni unite per la lotta alla desertificazione (Cop14) e la Conferenza delle Nazioni unite sulla Convenzione sui cambiamenti climatici (Cop25). I messaggi chiave, suddivisi in quattro sessioni, sono sintetizzati nel Sommario per i decisori politici (Summary for policymakers).e accelerano la desertificazione e il degrado del territorio in molte regioni. I mutamenti delle condizioni della terra stanno inoltre contribuendo a modificare il clima globale e regionale, inoltre l’entità e la direzione dei cambiamenti variano con l’area geografica e la stagione. Il cambiamento climatico provoca ulteriori stress, esacerbando i rischi esistenti per risorse, biodiversità, salute umana ed ecosistemica, infrastrutture e sistemi alimentari. Il rapporto prova che il livello di rischio cresce con il riscaldamento globale (figura 1) e con l’evoluzione socioeconomica (popolazione, consumo, produzione, sviluppo tecnologico e gestione del territorio): scenari con una maggiore domanda di cibo e acqua, consumo e produzione intensivi e miglioramenti tecnologici limitati conducono a maggiori rischi di desertificazione, degrado del suolo e insicurezza alimentare (figura 2 e 3). A titolo d’esempio, gli impatti sul settore alimentare riguarderanno sia l’offerta sia la domanda, con diminuzione delle rese produttive, diminuzione delleproprietà nutrizionali, aumento dei prezzi e interruzioni delle filiere alimentari. Nel rapporto si afferma con forza che le emissioni di gas a effetto serra (Ghg) devono essere ridotte per poter contenere la temperatura al di sotto dei 2 °C. Nel periodo 2007-2016, le emissioni derivantiI messaggi chiave per i decisori politici 1. Popolazione, terra e clima Le attività umane esercitano sulla terra una pressione tale da influenzare più del 70% della sua superficie e da condizionare il sistema climatico, tanto che dal periodo preindustriale la temperatura sulla terra è aumentata di quasi il doppio rispetto alla temperatura media globale (0,87 °C). Osservazioni e proiezioni confermano, con alto livello di confidenza, che i cambiamenti climatici – anche per effetto dell’aumento della frequenza e dell’intensità degli estremi (ondate di calore, alluvioni, siccità) – hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare, sugli ecosistemi terrestriFIG. 1 CLIMA E TERRITORIO Livelli di impatto e rischio per l’uomo e gli ecosistemi per effetto del riscaldamento globale. Fonte: Ipcc, rapporto speciale “Climate Change and Land”, 2019.5ECOSCIENZA Numero 4 • Anno 2019METEO E CLIMAda agricoltura, selvicoltura e altri usi del suolo hanno rappresentato circa il 13% delle emissioni di CO2, il 44% di metano (CH4) e l’82% delle emissioni di protossido di azoto (N2O), pari al 23% delle emissioni antropogeniche totali. Se si includono le emissioni associate alle attività di pre e post produzione nel sistema alimentare, si stima che si raggiunga il 21-37% di quelle totali.62. Opzioni di adattamento e di mitigazione Combattere il cambiamento climatico significa integrare nel modo più efficace ed efficiente le opzioni di mitigazione e adattamento. La mitigazione include politiche, strategie e misure per ridurre le emissioni, mentre l’adattamento riguarda il processo di adeguamento al clima, cerca cioè di limitare la vulnerabilità, aumentare la resilienza e/o sfruttare le opportunità favorevoli. I dati del rapporto mostrano che i sistemi produttivi devono adattarsi ai cambiamenti climatici e al contempo ridurre le emissioni di Ghg trovando le sinergie e il giusto bilanciamento tra le diverse opzioni per garantire la sicurezza alimentare a una popolazione mondiale in continua crescita (10 miliardi nel 2050), conservare i servizi ecosistemici, combattere la desertificazione e il degrado del territorio. Nel rapporto vengono discusse 40 opzioni di risposta basate sulla gestione sostenibile agricola, forestale, del suolo e degli ecosistemi, sul sistema alimentare e sulla gestione del rischio, mettendo in evidenza la diversa specificità dei contesti territoriali e la differente capacità adattativa. Per esempio, ridurre il processo di desertificazione migliora la fertilità del suolo, aumenta lo stoccaggio di carbonio nei suoli e nella biomassa, a tutto vantaggio della produttività agricola e della sicurezza alimentare. Le opzioni di mitigazione per il sistema alimentare, dalla produzione al consumo, comprese la perdita e lo spreco di alimenti (2530% del cibo prodotto) possono essere implementate garantendo un potenziale di mitigazione delle attività colturali, zootecniche e l’agroforestry (sistemi e tecnologie di uso del suolo in cui specie legnose insistono sulle stesse aree con colture e allevamenti), stimato in 2,39,6 GtCO2eq all’anno entro il 2050. Il potenziale di mitigazione totale dei cambiamenti nella dieta vale circa 0,78 GtCO2eq all’anno entro il 2050, ma va anche considerato il beneficio sulla salute. Tutti i percorsi che limitano il riscaldamento a 1,5 °C o ben al di sotto di 2 °C richiedono cambiamenti nell’uso del suolo. Attualmente le foreste assorbono il 30% delle emissioni. Questa funzione così importante deve essere mantenuta ed è pertanto necessario realizzare strategie e soluzioni cheFIG. 2 CLIMA E TERRITORIO Influenza degli scenari socioeconomici sui livelli di rischio climatico. Fonte: Ipcc, rapporto speciale “Climate Change and Land”, 2019.CROPLANDPASTUREBIOENERGY CROPLANDFORESTNATURAL LANDFIG. 3 CLIMA E TERRITORIO Esempi di scenari costruiti sulla base dello sviluppo socioeconomico, delle risposte di mitigazione e dei sistemi terrestri. Fonte: Ipcc, rapporto speciale “Climate Change and Land”, 2019.mirano a potenziare la copertura forestale (riforestazione), a dedicare a nuove foreste spazi finora destinati ad altri usi del suolo (afforestazione), a ridurre la deforestazione e gli incendi, insieme a promuovere la bioenergia e i sistemi di cattura e stoccaggio (Beccs), trovando però un giusto equilibrio per evitare conflitti e competizione con il sistema alimentare. 3. Condizioni abilitanti A tutti i livelli, si deve contribuire all’adattamento e alla mitigazione con politiche e pianificazioni adeguate, sistemi istituzionali e di governance strutturati. Le politiche climatiche e territoriali devono essere sinergiche fra loro per consentire il risparmio delle risorse, l’aumento della resilienza sociale, il ripristino ecologico, l’impegno e la collaborazione tra i portatori d’interesse. Il processo va guidato quindi attraverso una governance multilivello e
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