Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 9 foglio 1/1

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Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 9 foglio 1/1 1 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11 foglio 1/4 2 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11 foglio 2/4 3 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11 foglio 3/4 4 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11
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Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 9 foglio 1/1 1 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11 foglio 1/4 2 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11 foglio 2/4 3 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11 foglio 3/4 4 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 11 foglio 4/4 5 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 46 foglio 1/1 La storia di Venezia rivive a San Biagio Barbara Ganz VENEZIA. Hanno pensato a tutto: la valutazione dei flussi turistici oltre 24 milioni di persone all'anno arrivano a Venezia che non aumenteranno, ma si limiteranno a redistribuirsi rendendo zone centrali come piazza San Marco meno congestionate; i trasporti, in collaborazione con la municipalizzata ma senza intasare le linee di vaporetti già esistenti; i contenuti delle aree tematiche dedicate alla storia della Serenissima e all'ambiente, della cui serietà si fanno garanti archeologi e biologi dell'università Ca' Foscari. Se si farà, il progetto pensato per l'isola di San Biagio da Zamperla multinazionale vicentina che ha firmato fra l'altro il rinnovo di Gorky park, a Mosca, nel 2009 e la riqualificazione della centrale nucleare dismessa di Kalkar, in Germania, con tanto di montagne innevate riprodotte sulle pareti del reattore sarà condiviso con la città. I contenuti sono stati svelati ieri, nella sede dell'ateneo veneziano: una cintura esterna fatta di passeggiate e spazi per l'incontro, di libero accesso; aree tematiche dedicate all'ambiente della laguna, nella quale si potrà letteralmente immergersi, e alla storia della Serenissima, con una riproduzione della battaglia di Lepanto storicamente documentata. Le giostre, quelle che hanno reso famosa l'azienda di Villaverla, ci saranno, «perché realizzare un museo non sarebbe un'operazione economicamente sostenibile: nemmeno il Louvre si regge senza contributi pubblici. Le risorse legate al divertimento sono quelle che consentono di progettare spazi per la cultura, per i bambini e le scolaresche, il grande teatro indipendente che potrà essere a disposizione di eventi organizzati da altri soggetti come il Comune o la Biennale», spiega Antonio Zamperla, presidente della Spa. Rimane quel se sottinteso: «Arriviamo in punta dei piedi, cerchiamo la sintonia con la città, ne conosciamo la fragilità. Perché Venezia? Perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia, qui è nata anche l'industria veneta», sottolinea Zamperla. La concessione con il demanio dura quattro anni, periodo in cui si dovrà capire l'importo esatto delle bonifiche necessarie interamente a carico dell'azienda su un'area di 40mila metri quadri che in passato ospitava l'inceneritore e dove ancora si svolge lo smistamento delle immondizie, e procedere poi alla realizzazione dell'opera. Prelievi e carotaggi sono in corso, e richiederanno qualche mese. Poi potrà iniziare l'iter amministrativo: il Comune è già stato informato, la Sovrintendenza ha dato le prime indicazioni, con la richiesta di progettare gli spazi sul modello di quelli della Venezia produttiva, dall'arsenale ai Magazzini del sale. Per la realizzazione i tempi non dovrebbero superare i due anni. Ottenuto il via libera, si potrà ragionare sulla durata della concessione. «Il progetto nasce rispettando gli strumenti urbanistici già in vigore, il Prg e il Pat (piano d'assetto del territorio, ndr) spiega l'architetto Lorella Bressanello sia per quanto riguarda le funzioni che le volumetrie. Con la massima attenzione alla vivibilità della città, ma anche al suo coinvolgimento». Il modello citato i giardini Tivoli di Copenhagen sono un esempio di inclusione nel centro urbano di una struttura capace di richiamare turisti, ma vissuta anche dai residenti. Qualcosa che nessuno definirebbe un luna park . Eppure le polemiche dei prossimi giorni sono date quasi per scontate: troppo sentito, anche negli anni passati, il rischio di una Venezialand che svuotasse il centro storico di ogni storia. «Qui il punto di partenza è un'area degradata e inutilizzabile per i veneziani» osserva Zamperla, che respinge ogni paragone con il Palais Lumiere, l'ultima grande occasione perduta di investimento privato su un'area da riqualificare: «Quella era un'operazione immobiliare, destinata a dare profitto solo ai suoi promotori». L'investimento, superiore agli 80 milioni, non prevede contributi pubblici, ma l'allargamento ad altri soggetti privati già individuati: «Aspettano il via libera ufficiale prima di aderire, si sa che in Italia non sempre si arriva alla fase finale. Questa cifra è destinata a ricadere sul territorio e sulle aziende che collaboreranno alla costruzione del polo San Biagio, se si farà», conclude Zamperla che da domani sarà in Kazakhstan per un progetto in partenza. Il messaggio è chiaro: il lavoro non manca, a prescindere dalle scelte che si faranno a Venezia. 6 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 32 foglio 4/4 7 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 28 foglio 1/1 8 Giovedì 31 Ottobre 2013 P. 26 foglio 1/1 L'intervento dell'aidc di Milano sulla disciplina tributaria della cessione di volumetria Plusvalenze, pesa l'edificabilità La tassazione è assimilata a quella ai terreni agricoli Non emerge alcuna plusvalenza tassabile per la cessione di un terreno rivenduto al decorso di un quinquennio dall'acquisto, se anteriormente viene ceduta la volumetria edificabile. L'assenza della potenziale edificabilità riporta la tassazione nell'ambito dei terreni agricoli, di cui alla prima parte, della lett. b) comma 1, art. 67, dpr n. 917/1986. L'Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili (Aidc) di Milano, con la norma di comportamento n. 189 è intervenuta sulla disciplina tributaria della cessione di volumetria edificabile. Il contratto di cessione di volumetria edificabile, come noto, è un negozio giuridico avente a oggetto un «diritto reale atipico» ovvero il trasferimento di una determinata «cubatura» a favore di un soggetto diverso dal proprietario dell'area; detto trasferimento viene attuato con due atti, di cui uno concernente l'accordo tra le parti e il secondo concernente il provvedimento della pubblica amministrazione con il quale viene concessa la possibilità di realizzare un immobile di cubatura maggiorata, pari a quella acquistata.si tratta di una cessione di un diritto reale, come indicato dalle disposizioni inserite all'interno dell'art. 5, dl 70/2011 che riguardano, appunto, il contratto di cessione di cubatura. Per quanto riguarda la disciplina tributaria, con particolare riferimento all'imposizione diretta, la cessione di cubatura realizza un reddito diverso, se il cedente è una persona fisica, assoggettabile a tassazione sulla base delle disposizioni contenute nell'art. 67, dpr n. 917/1986 (Tuir) ovvero un ricavo o una plusvalenza, se la cessione è eseguita da un soggetto imprenditore. Se la cessione è compiuta al di fuori dell'esercizio d'impresa, come detto, l'eventuale plusvalenza deve considerarsi come reddito diverso, di cui alla lett. b), del comma 1, dell'art. 67 del Tuir, tenendo conto che, se la detta cessione di volumetria avviene anteriormente alla cessione del terreno, la stessa spoglia l'area della propria potenzialità edificatoria, riconducendo la seconda cessione nell'ambito della prima parte della citata lett. b), con la conseguenza che si tratta di cessione di terreno non edificabile, con emersione della plusvalenza solo nell'ambito di una cessione infraquinquennale. Nell'ambito dell'impresa, invece, la cessione rileva sempre ai fini dell'imposizione diretta, l'unica differenza è se il terreno è iscritto tra i beni merce e, di conseguenza, il corrispettivo della vendita realizza un ricavo o se lo stesso è inserito tra le immobilizzazioni e, di conseguenza, la cessione realizza una plusvalenza patrimoniale, ai sensi dell'art. 86 del Tuir, con possibilità di rateizzazione (cinque esercizi) ai fini fiscali, se il bene ceduto è stato detenuto da più di tre anni. Ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive (Irap), la disciplina applicabile al ricavo o alla plusvalenza risulta analoga a quella prescritta per la cessione della piena proprietà. Con riferimento alla determinazione della plusvalenza, per le persone fisiche o meglio, per le cessioni della volumetria al di fuori dell'ambito imprenditoriale, si deve far riferimento al comma 2, dell'art. 68 del Tuir e, nel caso di assenza di un valore di acquisto «autonomo» della stessa, l'associazione segnala la possibile applicazione di un criterio, se la destinazione urbanistica del terreno e l'entità della cubatura sono pressoché identiche tra quella al momento dell'acquisto e quella alla successiva rivendita, che è il seguente: costo del diritto di edificabilità = valore della cubatura ceduta al momento della vendita : valore del terreno edificabile al momento della vendita (X%) e prezzo di acquisto del terreno moltiplicato per il precedente coefficiente (X%). Con riferimento all'imposizione indiretta, il documento si limita a evidenziare che l'iva si rende applicabile nell'aliquota ordinaria (attuale 22%) se il cedente è soggetto passivo di detta imposta (impresa) ovvero, negli altri casi, si rende applicabile l'imposta di registro proporzionale con le aliquote specifiche inerenti ai trasferimenti immobiliari, come prescritto dall'art. 1, della tariffa, Parte «I», allegata al dpr n. 131/1986 (Tur), oltre alle imposte d'atto (ipotecaria e catastale). 9
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