Guida Culturale Turistica Teramo 2019

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SOMMARIO LA GUIDA 3 Patrizia Manente TERAMO 4 MAGIA DELLA TAVOLA 26 ALBA ADRIATICA 28 ATRI 30 BASCIANO 32 Fascino e Tesori CAMPLI 34 CASTELLI 36 dell’Abruzzo…
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SOMMARIO LA GUIDA 3 Patrizia Manente TERAMO 4 MAGIA DELLA TAVOLA 26 ALBA ADRIATICA 28 ATRI 30 BASCIANO 32 Fascino e Tesori CAMPLI 34 CASTELLI 36 dell’Abruzzo Teramano CIVITELLA DEL TRONTO 37 Guida Culturale Turistica 2019/2020 COLONNELLA 38 Supplemento a Teramo Nostra N.1 Gennaio-Maggio GIULIANOVA 40 2019 - Anno 12 - Aut. Tribunale di Teramo Registrazione n. 575 del 7 Agosto 2007 ISOLA DEL GRAN SASSO 47 Direttore Responsabile: Cosima Assunta Pagano MOSCIANO S. ANGELO 48 Progettazione ROSETO 52 Marketing & Comunicazione TOSSICIA 59 di Patrizia Manente TORTORETO 60 Via Luigi Longo, 21 - Teramo PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO 64 Testi E MONTI DELLA LAGA Emilio G. Di Nicola, Patrizia Manente, Valerio Negro In copertina: Foto Cascata di Casanova (TE) Vincenzo Ammazzalorso, Massimo Di Dionisio, Sul retro copertina: Maria Di Furia, Teresa Di Pietro, Patrizia Manente, Ceramica Castelli (proprietà privata Fondazione Tercas) Antonella Palladino, Franco Pesce, Vincenzo Ranalli, Sonia Romani, Alice Ruggieri, magazine Antonio Santangelo guide culturali Marketing e Pubblicità turistiche brochures Paola Manente, Patrizia Manente cataloghi Coordinamento Patrizia Manente fotografia Graphic design Imago Comunicazione campagne di Patrizia Manente pubblicitarie Stampa EditPress - Castellalto (TE) Tel. 339.5653704 · 338.3972169 Copyright mail patrizia.marketing@gmail.com © Marketing & Comunicazione Questa guida è sfogliabile on-line all’indirizzo: di Patrizia Manente https://www.lelcomunicazione.it/blog/guida- Tutti i diritti riservati culturale-turistica-teramo-2019/ 3 La Guida Patrizia Manente Uno strumento al servizio degli amici turisti D a sempre ho sentito un profondo attaccamen- to alla mia terra e alle bellezze paesaggistiche che offre. La mia città, Teramo, senza essere una grande metropoli, ha però una posizione davvero invidiabile. Pochi chilometri dal mare e in poco tempo si arriva in montagna. Senza dire che è circondata da bellissime colline. Siamo in una posizione strategica. Cosa si può volere di più? Ricordo che mio padre Ma- rio era solito dire con orgoglio: “Tereme sta mezz’ nà pizze de furmaggie” (Teramo si trova in mezzo re fertilissime, che producono eccellenti prodotti: olii, a una pizza di formaggio). Aveva perfettamente ra- vini, formaggi, salumi di ogni genere. Un posto a parte gione.Dunque, la passione e l’amore che ho nei con- merita la ricchissima tradizione della cucina che fronti del mio territorio l’ho ereditata da mio padre. vanta piatti davvero prelibati. Non a caso da anni sono sostenitrice del FAI per la Per concludere, un grazie a tutti gli inserzionisti difesa e valorizzazione del nostro patrimonio artistico che, nonostante il difficile momento, hanno contribui- e ambientale. Questa Guida, perciò, vuole essere una to con il loro preziosissimo sostegno, permetten- illustrazione di ciò che abbiamo e soprattutto uno do la realizzazione del progetto con sensibilità e strumento per i tanti turisti che arrivano. Alla scoper- lungimiranza. E un invito a tutti coloro che sfo- ta dei tanti e bellissimi luoghi da vedere e ammirare. glieranno la guida: osservatela con il cuore, pri- Senza dire, inoltre, delle tradizioni enogastronomiche ma ancora che con gli occhi. Tanta bellezza, che locali. Visto che il territorio teramano è ricco di ter- è attorno a voi, vi appartiene. È anche vostra. 4 Teramo ta Interamnia), capoluogo della provincia aprutina di circa 60 mila abitanti. Abitata fin dalla preisto- ria come testimoniato dagli scavi archeologici nel Città fra antico quartiere della Cona (resti di un villaggio neolitico); i primi insediamenti risalirebbero all’età del bronzo e moderno e del ferro. I Pretuziani, popolazione di origine sabina, dalla quale il nome “Abruzzo”, sarebbero S stati i fondatori di Interamnes. Conquistata dai Ro- u uno sperone argilloso-calcareo sopraeleva- mani, fu chiamata Teramne, divenendo un munici- to, alla confluenza del torrente Vezzola con pio; con l’arrivo di popolazioni dalle regioni vicine il fiume Tordino, sorge Teramo (l’antica fu trasformata in colonia. Più volte distrutta nel pe- Interamnes Urbs, città tra i due fiumi, trascrit- riodo delle invasioni barbariche, nel VI secolo mutò Cattedrale Santa Maria Assunta e San Berardo 5 Particolari dell’interno Cattedrale Santa Maria Assunta e San Berardo il nome da Pretutium in Aprutium. Nel XII il 1443 feudo di Francesco Sforza che redis- secolo si trasformò in Teramum. Annessa al Duca- se gli Statuti Teramani, più tardi al regno di Napoli. to longobardo di Spoleto, nel 1078 fu conquistata Nel 1798 fu occupata dai francesi che proclama- dai Normanni; in seguito passò al Ducato di rono la repubblica; nel 1814 si ribellò a Gioac- Puglia. Distrutta dalle truppe di Roberto di chino Murat, ritornando al re Ferdinando I Loretello tra il 1155 ed il 1156, fu ricostruita dal di Borbone. Il 15 ottobre 1860 accolse trionfal- vescovo locale Guido II con la nuova cattedrale mente Vittorio Emanuele II che si recava a di stile gotico-romanico con abside. Tra il 1438 ed Giulianova. È diocesi con Atri e sede universitaria. Piazza Martiri della Libertà In ottima posizione, a metà strada tra il Gran Sasso d’Italia e l’Adriatico. Tra i personaggi illustri: An- tonio Zaccaria (XVI sec.), musicista; Giusep- pe Bonolis (1800-1851), pittore; Vincenzo Cerulli (1859-1927), astronomo; Melchiorre De Filippis Delfico (1825-1895), caricaturi- Borgo medioevale - Castello della Monica 9 Piazza S. Anna Antica Cattedrale S. Anna Statua S. Anna Statua S. Vito sta; Melchiorre Delfico, storico, letterato, pe- dagogista, fondatore della Carboneria teramana; monumenti N Gennaro Della Monica (1836-1917), pittore; Carlo Forti (1766-1845), ingegnere; Giannina umerosi i monumenti ed i palazzi antichi. Milli (1825-1888), poetessa; Ivan Graziani, Tra le chiese: la romanico-gotica Catte- cantautore; Berardo Taraschi, costruttore di drale di S. Maria Assunta e S. Be- auto da corsa. 10 Palazzo Vescovile rardo (vescovo e patrono di Teramo e diocesi), in sacrestia). S. Anna (S. Getulio), unico resto iniziata nel 1158, ingrandita tra il 1317 ed il 1335 dell’antica cattedrale (affreschi dei secoli XII, XIV e (Polittico di Jacobello del Fiore del XV sec., cam- XV, statua in cartapesta leccese della titolare, simu- panile di Antonio da Lodi del 1493, Paliotto lacro di S. Vito, una Madonna del Latte tra le SS. di Nicola da Guardiagrele del XV secolo, Crocifisso Apollonia e Lucia dipinta nell’abside). S. Antonio ligneo tre-quattrocentesco, statua di S. Maria Apru- (S. Francesco), eretta nel 1227, trasformata in tina del XIV secolo e tele di Sebastiano Majewsky epoca barocca e annessa un tempo ad un conven- 11 to francescano, ospita opere settecentesche di Vin- (Gloria di S. Antonio). La Chiesetta di S. Ca- cenzo Baldati, una tela della Madonna del Soccorso terina (privata) è meta di devozione durante il (proveniente dall’omonima chiesa sconsacrata) di triduo dedicato alla santa (23-25 novembre): i fe- Gennaro Della Monica ed un organo restaurato deli si recano a girare la ruota dentata della titolare (1862) di Vitale De Luca di Notaresco. La cappella (simbolo del suo martirio) per trarne fortuna per del santo titolare, posta dietro l’altare maggiore, è l’annata o per trovare un coniuge. La Cappella in stile barocco con abside, affreschi, tele e cupola di S. Luca esistente già nel 1372. Il Santuario Casina antica del Dazio 12 della Madonna delle Grazie, dedicato alla compatrona, accorpato ad un convento francesca- no, con artistica statua lignea della Vergine con il Bambino di Silvestro de L’Aquila (XV sec.), urna del B. Battista da Firenze, chiostro rina- scimentale, diverse opere d’arte in chiesa e nell’in- tero complesso e cupola affrescata da Cesare Ma- riani. La Chiesa della Madonna del Carmine ospita una statua in stucco della Vergi- ne attribuita alla scuola ascolana di Lazzaro Giosa- fatti, un coro ligneo del 1780, un organo del 1850 dell’ascolano Frate Felice Morganti, pregevoli tele dei sec. XVII-XVIII) ed un Crocifisso ligneo. E anco- ra: la piccola S. Bartolomeo (S. Gabriele) nei pressi dell’Anfiteatro. La barocca SS. An- Piazza S. Agostino Piazzetta del Sole 13 Fonte della Noce nunziata (sede dell’Adorazione Eucaristica quo- tidiana) è un vero scrigno di tesori; la facciata è ispirata alla romana S. Pantaleo. Al suo interno si segnalano: l’altare maggiore barocco dorato (già nella Cappella del Suffragio), un Crocifisso ligneo (XV- XVI sec.) simile a quelli del Duomo e del Car- mine, una maiolica castellana (Madonna con il Bambino e Anime Purganti) datata 1699 posta all’ingresso della sacrestia e le cappelle Palma e di S. Rita. Questo luogo di culto è caro ai teramani perché custodisce le pregevoli statue del Cristo Morto e dell’Addolorata portate in processione nel pomeriggio del Venerdì Santo. La Chiesa dello Spirito Santo, esistente già nel 1277, con portale degli ascolani Giosafatti; era un tempo an- nessa ad un ospedale e ad una confraternita ge- mellata con quella di S. Spirito in Sassia di Roma, Via Vincenzo Irelli che provvedeva alla sepoltura dei carcerati e dei 14 condannati a morte. L’unica grande chiesa gotica è S. Domenico, annessa ad un ex convento do- menicano, in parte adibito ad Archivio di Stato. Eretta nel XIV secolo, custodisce interessanti affre- schi di varie epoche, la cappella del S. Rosario con stucchi settecenteschi del ticinese Michele Clerici e piccolo chiostro. La Chiesa di S. Agostino, esi- stente dal 1362 (già S. Giacomo), un tempo adia- cente ad un convento agostiniano (ora Archivio di Stato). La Chiesa dei Cappuccini (S. Be- nedetto), preceduta da scalinata, anteriore al Mille e trasformata nel 1573, conserva un altare maggiore ligneo di Fra’ Giovanni Palombieri e pre- gevoli tele. Inoltre le chiese: del Sacro Cuore; del Cuore Immacolato di Maria; di S. Berar- do; della Madonna della Cona e della Ma- donna di Cartecchio del 1512, presso il cimi- tero, con statua seicentesca della Vergine. Edifici civili: Palazzo Municipale; Palazzo Vesco- vile (metà del XIV sec.); Casa Urbani; Casa Francese; Casa Muzi (Palazzo Castelli); Ponte Vittorio Emanuele Santuario e Chiostro Madonna delle Grazie Affresco di C. Mariani Affresco “Cristo vendemmiatore” (Santuario Madonna delle Grazie) (Santuario Madonna delle Grazie) 15 Particolare Palazzo Castelli Casa Corradi (Capuani); Casa Coltellacci; la di S. Antonio Abate); Palazzo Delfico Casa Zaccagnini; Casa di Via Getulio; (Biblioteca Provinciale); Casa Caraciotti, Casa Casa Di Egidio; Casa Fiocco, Casa Napo- Palma. Del periodo liberty e del XIX secolo: Vil- litani. Del periodo rinascimentale: Casa Delfi- la Blandina e il suggestivo falso borgo me- co; Casa Cingoli, Casa Forti. Seicenteschi: dioevale attorno al Castello Della Monica. l’ex Ospedale Psichiatrico (con la cappel- Ancora: il bel Parco Fluviale che circonda la 16 città; la Stazione Ferroviaria, inaugurata nel romana di “Sor Paolo” (“Gnore Paule” in 1883; la medioevale Fonte della Noce; Porta dialetto, sorta di Pasquino teramano che in passato Melatina; Palazzo Savini. Anche: il Chio- era utilizzato per proteste contro i governanti ed il stro di S. Giovanni (Istituto Musicale “G. Bra- malcostume); Casa del Mutilato (ex chiesa ga”); la Fontana dei Leoni; Palazzo Pom- della Madonna della Misericordia), del 1348; Casi- petti; Casa Catenacci (XIV sec.); la statua na del Dazio; Villa Comunale. Inoltre: l’An- fiteatro Romano; il Teatro Romano; la “Domus del Leone”. I siti archeologici di Torre Bruciata e della Madonna delle Grazie; la Domus di Vico delle Ninfe; la Necropoli di Ponte Messato. Il Museo Ci- vico Archeologico “Francesco Savini”; il Museo Civico e Pinacoteca Civica; il Mu- seo delle Tradizioni Popolari (contrada Villa Pavone); l’Osservatorio Astronomico di Collurania “Vincenzo Cerulli”. In Via Porta Carrese sono stati rinvenuti numerosi into- naci dipinti appartenenti forse a due abitazioni di epoca romana. Nella vicina Via dei Mille, sot- Esterno e interno Chiesa di Santo Spirito 17 Portici Savini to un’abitazione privata, sono stati riportati alla la statua del Giovane Cavaliere della Pace. La pic- luce resti di una domus romana (I sec. a. C.); tra cola Chiesa di S. Giuseppe (XVI-XVII sec.), questi, un mosaico con il volto di Bacco incoronato oggi in stato di abbandono, custodisce un altare li- da pampini. Alla fine del Viale dei Tigli (Giar- gneo barocco del teramano Domenico Aviotto, dini Carino Gambacorta) il Monumento abbellito da tele seicentesche del polacco Sebastia- ai Caduti di tutte le guerre (1960-1968), no Majewsky (quella centrale del 1630), rappre- opera bronzea di Venanzio Crocetti, con al centro sentanti Scene della Vita del santo titolare. Nel 18 Anfiteatro romano quartiere Gammarana, presso l’area ex Gavini, l’in- dell’universo. Casa Bonolis (più volte rimaneg- teressante Parco della Scienza; comprende il giata) è nota per aver dato i natali al pittore locale Museo della Fisica e dell’Astrofisica Giuseppe Bonolis. Il Convitto Nazionale “Galileum”, gestito dall’Istituto Nazionale di Fisi- “Melchiorre Delfico” e il Liceo Classico ca Nucleare e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, sono le più antiche istituzioni scolastiche della città la Ludoteca Tecnico-scientifica e un Au- (in precedenza costituivano il Real Collegio); l’edifi- ditorium di 600 posti a sedere. Nel museo sono cio mostra ancora una certa imponenza, dominan- esposte opere dell’artista teramano Italo Rodo- do l’antistante Piazza Dante. Sulla parete di una monti; possibilità di percorsi guidati per bambini e vecchia abitazione del quartiere di Porta Romana ragazzi alla scoperta della scienza e dei misteri posta nei pressi della Piazzetta del Sole, si trova una 20 Interno Chiesa S. Antonio (già Convento S. Francesco) Affresco Chiesa S. Antonio (già Convento S. Francesco) 21 nicchia (poco conosciuta) votiva. Ospita una picco- la tempera ottocentesca raffigurante S. Emidio, l’u- nica immagine del santo esistente in città. Emidio, primo vescovo, martire e patrono della vicina Ascoli Piceno, è invocato dal 1703 (anno di un ter- ribile sisma che distrusse L’Aquila e sconvolse gran parte dell’Italia centrale) come protettore univer- sale contro i terremoti. La devozione è molto diffu- sa in diverse parti del mondo. In passato in agosto, Palazzo Melatino Portale Auditorium S. Maria a Bitetto Finestra bifora - Palazzo Melatino 22 23 Chiesa e Convento dei Cappuccini - Teramo nella ricorrenza del santo (il 5 del mese), era cele- brato con particolare culto dalla famiglia che lo aveva apposto. La Casa dei Melatino (XIII sec.), dal nome dell’antica famiglia locale, è oggi sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas). L’interno (visitabile a richiesta), custodisce testimo- nianze del suo glorioso passato medioevale con ric- che e preziose collezioni di maioliche di Castelli, frutto di donazioni. I Melatino sono famosi per la 24 Particolari interni Chiesa barocca S.S. Annunziata cosiddetta Lapide delle “male lingue” (basso- rilievo del XV secolo); raffigura due volti di profilo che si fronteggiano con le lingue tra- passate da un grande compasso. Al di sopra, il motto della famiglia: “A lo parlare agi mesura” (Misura le parole). Fa riferimento ad un episodio relativo ai nemici del casato e serve come monito per chiunque. 25 Centofonti - Cesacastina (TE) Magia della Tavola di Patrizia Manente ricotta e alle ceppe. Da “li maccarun a la Fra piatti rinomati mulènare” alle rinomate “virtù” (piatto for- e specialità teramane te del primo maggio). Per non dire delle famose e T delicate “scrippelle in brodo”, come delle più utta da scoprire la cucina tradizionale di robuste pappardelle al sugo di papera. Né Teramo, giustamente considerata la “Ca- sono da meno i secondi piatti. Fra i più gettonati dai pitale della gastronomia abruz- buongustai: la pecora alla callara, il coniglio zese” per la varietà e ricchezza dell’offerta. A alla cacciatora, le mazzarelle, i pepero- tavola imbarazzo della scelta. Vale la pena visitare ni ripieni, la ‘ndocca ‘ndocca, il baccalà, la gli innumerevoli e caratteristici locali lungo il lito- squisita porchetta, gli arrosticini, il tacchino rale e non solo. Basta percorrere poche decine di alla canzanese, la galantina, il formaggio chilometri per trovarsi alle prese con un fuman- fritto. Senza, naturalmente, dimenticare i dolci con te e gustoso risotto alla marinara o con il piatto la pizza dolce tradizionale, i bocconotti, i cal- classico e famoso dei “maccheroni alla chi- gionetti, le sfogliatelle, i pepatelli (tipiche tarra”. Piatto-emblema della cucina tera- specialità natalizie per eccellenza). Capitolo a parte, mana di una volta (apprezzatissimo persino dal la croccante di mandorle. Maestosa e ricca re Faruk d’Egitto negli anni del suo esilio in Italia), l’offerta generosa di salumi d’ogni genere con sal- che sempre attira e seduce i palati più esigenti. Tra sicce, ventricina, lonze e cotechini. Ma in le classiche specialità locali, non vanno dimenticati una dispensa ben fornita non possono mancare for- gli altri appetitosi primi, che rendono varia e attra- maggi e pecorini dei monti abruzzesi, i pregiatissimi ente la mensa dei teramani. Dai cannelloni al vini delle colline teramane, olio extravergine di oliva, timballo di scrippelle, ai ravioli dolci di miele millefiori, d’acacia, castagno e via degustando. Pappardelle Il piatto è stato preparato da mia madre Adele Di Franco, al sugo esperta in cucina teramana di Papera 27 Li Cillitte de Sand A ’ ndonje e ol e Le N I dolci sono stati realizzati da Maria Pia Scarponi Casoli (Atri) Peschette, banane, ciliegie e limoni alla crema 28 Alba Adriatica Spiaggia d’argento C ittadina moderna e dinamica, è una delle lo- calità adriatiche della costa teramana cono- sciuta come “le Sette Sorelle”, in riferi- mento ad un’antica leggenda popolare. Per la bellezza dell’ampio litorale sabbioso di 4 km, è stata definita “Spiaggia d’Argento”. È attraversata dal Corridoio Ver- Alba Adriatica, ufficializzato con Decreto del Presiden- de Adriatico, pista ciclabile di circa 20 km che congiun- te della Repubblica. È gemellata con Miranda (Isernia). ge Porto d’Ascoli con Roseto degli Abruzzi. Dal 2003 Personalità: lo chef Aldo Zilli e il motociclista Ivan più volte Bandiera Blu d’Europa, ospita spesso impor- Palazzese (1962-1989). tanti eventi culturali. Il 14 luglio 2006 ha festeggiato il suo primo cinquantenario come comune autonomo. monumenti D Molto praticata la pesca costiera. Il toponimo signifi- cherebbe “altura” o “bianco” (comune radice indoeu- a visitare: la Rotonda Nilo, piccola piaz- ropea). Diversi ritrovamenti archeologici neolitici nel za nelle vicinanze del Parco Giochi di territorio circostante. Agli inizi del XX secolo sorsero Bambinopoli. In contrada Basciani la le prime dimore signorili: le ville, Gialluca, Tonelli, Chiesetta di S. Vincenzo Ferreri, fatta co- Ranalli, Ricci e Crescenzi. Tra il 1920 ed il 1930 struire dai Guidobaldi di Nereto. La semplice facciata furono inaugurati i viali della Vittoria e Margherita. Con presenta timpano, lunetta e campanile a vela. Il por- Regio Decreto del 25 ottobre 1919 fu nominato pri- tale è affiancato da due piccole finestre. La località è mo parroco della nascente cittadina Don Giuseppe detta “Casasanta” (in dialetto Casò) perché si ritiene Moretti. La nuova chiesa fu eretta negli anni Trenta e che qui abbia sostato la S. Casa prima di giungere a nel 1937 fu resa autonoma dalla “Marina”. Con Decre- Loreto. Il Lungomare Marconi, di circa 2,5 km, to Ministeriale del 30 aprile 1930 la sede comunale fu ricco di palme e pioppi, è luogo di svago e passeg- trasferita a Tortoreto Stazione. Con Decreto del Pre- giate. Un ponte di legno sulla foce del Vibrata fetto di Teramo del 30 agosto 1946, Giovanni Ranzati collega Alba alla vicina Villa Rosa di Martinsicuro. Inol- venne nominato Commissario Prefettizio. Il 29 maggio tre: il Palazzo Comunale degli anni Venti, sito in 1956 la frazione divenne autonoma e prese il nome di Piazza IV Novembre dove s
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