NOTIZIE SULLA PRESENZA IN SICILIA DI UNA NUOVA COCCINIGLIA DEGLI AGRUMI

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SEBASTIANO BARBAGALLO Istituto di Entomologia Agraria dell'università di Catania NOTIZIE SULLA PRESENZA IN SICILIA DI UNA NUOVA COCCINIGLIA DEGLI AGRUMI Osservazioni biologiche preliminari (Studi del Gruppo
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SEBASTIANO BARBAGALLO Istituto di Entomologia Agraria dell'università di Catania NOTIZIE SULLA PRESENZA IN SICILIA DI UNA NUOVA COCCINIGLIA DEGLI AGRUMI Osservazioni biologiche preliminari (Studi del Gruppo di lavoro del C.N.R. per la lotta integrata contro i nemici animali delle piante: CXIV) l. PREMESSA. Gli Insetti, indubbiamente agevolati dagli intensi scambi internazionali che caratterizzano la nostra epoca, trovano un facile ausilio alla loro ulteriore diffusione e al loro insediamento in nuovi areali biotici, anche molto lontani dal loro centro di origine, talvolta inevitabilmente sfuggendo ai preposti controlli fitosanitari. Cosi l'entomofauna coccidica degli agrumi, già rappresentata nel nostro Paese da oltre una dozzina di specie, si arricchisce ancora di una nuova unità specifica. Della presenza di questo «nuovo» Coccino negli agrumeti siciliani sono venuto a conoscenza nel febbraio del 1973, osservando del materiale infestato raccolto in agro di Palagonia, in provincia di Catania. Da allora ho avuto modo di raccogliere una certa documentazione e di seguire il comportamento bioetologico della cocciniglia, sui cui risultati riferisco nella presente nota. 2. IDENTIFICAZIONE DELLA SPECIE, CENNI DI MORFOLOGIA E TASSONOMIA La cocciniglia in oggetto è un Coccino del genere Coccus. L'esame delle sue caratteristiche morfologiche, congiuntamente all'osservazione di alcuni aspetti etologici dell'insetto, confrontati con quanto è stato reperibile in letteratura, mi ha fatto giungere alla conclusione che doveva trattarsi del Coccus pseudapzagnoliarum (Kuwana) (Homoptera, Coccidae ), assai noto per i suoi danni negli agrumeti californiani. Conferma di questa determinazione ho avuto recentemente dal Dr. W. H. EwART (1), del Department of Entomology, Citrus Research Center and Agricultural Experiment Station di Riverside (California), al quale, tramite il Dr. G. E. CARMAN del medesimo Dipartimento, nel maggio 1974 ho inoltrato alcuni esemplari. Il parere -122- del Sig. G. DE LoTTO e) del Plant Protection Research Institute di Pretoria, al quale 'contemporaneamente ho inviato altri esemplari, non è invece ancora definitivo. Egli, infatti, mi ha cortesemente informato che in mancanza di una dettagliata diagnosi del C. pseudomagnoliarum secondo i concetti tassonomici moderni, non è al momento in grado di confermare o meno la determinazione suddetta e di non aver trovato, anzi, alcuna apprezzabile differenza specifica tra il materiale siciliano ed i tipi del Coccus aegaeus da lui recentemente descritto (DE LoTTO, Boll. Lab. Ent. agr. F. Silvestri Portici, 30 : , 1973) da esemplari raccolti su Arancio nella costa occidentale turca (Smirne) e nell'isola di Rodi. A seguito di ciò è stato intrapreso dal citato Sig. DE LOTTO un riesa~e della identità delle due specie, i risultati del quale saranno dallo stesso pubblicati a parte. In attesa che l'eventuale dubbio venga definitivamente risolto, da parte mia, considero questa nuova cocciniglia vivente sugli agrumi in Sicilia come C. pseudomagnoliarum e come tale essa viene illustrata nelle pagine che seguono. Riservandomi di dare in seguito eventuali e più dettagliate indicazioni morfologiche sulla specie, ho ritenuto opportuno accennare qui brevemente ad alcuni suoi caratteri morfologici generali, che possono essere di aiuto al lettore per l'individuazione specifica dell'insetto. La femmina matura di C. pseudomagnoliarum si presenta di forma ellittica, quasi sempre simmetrica e misura, a completo sviluppo, 4,5-5,5 mm di lunghezza; la sua larghezza, per contro, è maggiormente variabile in relazione alle dimensioni e forma del substrato (rametti) sul quale l'insetto si è fissato ; nelle condizioni più normali essa si può indicare pari a circa 2 l 3-3 l 5 della propria lunghezza. La colorazione dorsale del corpo è macroscopicamente più o meno grigiastra; osservando con più attenzione e con leggero ingrandimento, si nota che in realtà si ha una colorazione di fondo mellea chiara, pigmentata da innumerevoli punti nerastri, più o meno coalescenti tra di loro, in modo qa conferire una sorta di marezzzatura su tutta la regione dorsale dell'insetto; tale pigmentazione non è distribuita uniformemente su tutto il corpo della cocciniglia, ma presenta delle zone, piuttosto costanti, di maggiore o minore addensamento: cosl, per esempio, appaiono meno pigmentate le aree dorsali corrispondenti ai sottostanti solchi stigmatici. Fra le strutture microscopiche più salienti e di più facile controllo per l'identificazione della specie, a confronto dell'affine C. hesperidum L., sono da indicare le caratterietiche morfologiche delle antenne, 8-segmentate e conformate come nella fig. l. (l) Si rinp.ovano, in questa occasione, sentiti ringrazia!jlenti al Dr. EwART e al Sig. DE LoTTO per -l'esame del materiale loro inviato. -123- Fig. l - a) C. pseudomagnoliarum (Kuw.) (femmina adulta), antenna; b) C. hesperidum L. (femmina adulta), antenna. -124- La neanide neonata, di colore cremeo uniforme con occhi rossastri, misura (prima di fissarsi) 0,35-0,37 mm di lunghezza e 0,19-0,20 mm di larghezza. Le neanidi già 'fissate, sia di l a che di 2a età, hanno una colorazione assai chiara su tutto il corpo; esse subiscono le prime variazioni (macchiettatura bruna) nello stadio di giovane femmina, per raggiungere poi la colorazione definitiva della femp1ina adulta, già descritta. L'uovo ha un cplore variabile tra il cremeo chiaro e l'ocroleuco, secondo che sia appena deposto o prossimo alla schiusura; esso, appena deposto, è già embrionato, tanto è vero che per trasparenza attraverso il corion si distinguono gli occhi scuri della neanide, e la schiusura del medesimo avviene in breve tempo dopo la sua deposizione (da poche ore ad appena qualche giorno dopo). L'uovo misura 0,25-0,27 mm di lunghezza per 0,14-0,16 mm di larghezza. Il follicolo maschile e, per conseguenza, la relativa immagine, non sono stati mai trovati, sinora, tra le popolazioni della cocciniglia in Sicilia. CAMPBELL ( 1914) ha tuttavia descritto sia il maschio adulto che il suo follicolo, ma BonENHEIMER (1951) asserisce, invece, che il maschio è sconosciuto. In ogni caso pur volendone ammettere la reale esistenza, il maschio di questa specie deve ritenersi assai raro (EBELING, 1959). Da un punto di vista tassonomico, gli AA. (CAMPBELL, 1914; QuAYLE, 1917; STEINWEDEN, 1930; ed altri) che si sono interessati del C. pseudomagnoliarum concordano nel ritenere che esso si presenta not~volmente affine al più comunemente noto, cosmopolita e polifago, Coccus hesperidum L.. Le due specie possono esser,e tuttavia microscopicamente disti~te, tra l'altro, dall'esame delle antenne (altri aratteri morfologici differenziali sono stati bene evidenziati da STEINWEDEN, 1930) pelle rispettive femmine adulte, che si presentano 7-articolate_, irh C. h ~sperid.um e 8-articolate in C. pseudomagnoliarum (fig. l). Talvolta, in' -.gje~ t'ultima ;specie, non si evidenzia però assai bene la sutura articolare tra il-iù,è IV - ~ntennomero, che in certi esemplari (in una delle due ' /,. antenne o i~, entràq}be) pu~ risultare più o meno obliterata; ma in quest'ultimo caso, soprattu't{o, jn cui le \ antenne possono apparire 7 -articolate, assai diversi ~ ' ~ - 1 si presentano i t'apporti d} lunghezza tra gli antennomeri stessi nelle due specie di Coccini a confronto. / r Tuttavia, in :pratica,. ~no J?.OStante la loro rassomiglianza nelle strutture morfologiche, il complesso delle divergenze fra le due spe'cie, sia ~ul piano dei loro costumi bio-etologici che- su quello delle caratteristiche estenori macroscopiche, è tale da renderle chiaramente differenziabili con sicurezza, anche in campo, ad un occhio appena esercitato. Le differenze bio-etologiche tra le due specie sono veramente notevoli e' tali da porle su due piani completamente differenti; basta accennare, per esem- -125- pio, che C. hesperidum è specie polivoltina e ovovivipara, mentre C. pseudomagnoliarum è univoltina e ovipara (Z). 3. CoNSIDERAZIONI SULLA PRESENZA IN SICILIA DEL C. pseudomagnoliarum. L'insediamento negli agrumeti siciliani di questa cocciniglia, non è certo di trascurabile importanza; lungi dal voler diffondere notizie allarmistiche per richiamare volutamente l'attenzione del lettore sull'argomento, si deve obiettivamente far rilevare che, alla luce di quanto è noto, tale Coccino è ritenuto nelle aree agrumetate della California, una delle specie più gravemente dannose. Non ci resta da speràre, quindi, che da noi essa non si riveli altrettanto nociva e che non si diffonda intensivamente nei. nostri areali agrumicoli; ma è solo un augurio che ci si vuole propiziare, poiché, negli agrumeti in cui è stata rilevata, tale cocciniglia si presenta già fortemente invadente e dannosa. Circa le cause e la via della sua introduzione e prpvenienza, in mancìmi a di concreti elementi indicativi, si possono fare solo ipotesi; fa cilmente si potrebbe dire che essa è' stàta importata da un determinato Paese, ma si resterebbe nel campo delle supposizioni, non essendo facile poter correlare ad elementi concreti la sua provenienza in Sicilia. Volendo, tuttavia, avanzare qualche indicazione, mi sembra la più accreditata quella di una sua accidentale introduzione per mezzo di materiale di propagazione di provenienza estera, magari introdotto clandestinamente. A giudicare dalla diffusione raggiunta dalla cocciniglia, benché ancora limitata, a quanto pare, solo all'areale dell'entroterra agrumicolo catanese, ma non più confinata ad un singolo focolaio infettivo, si ha ragione per credere che la sua presenza in tali agrumeti non può essere recentissima e deve risalire almeno a qualche anno fa. D'altro canto queste comparse di nuovi fitofagi non devono meravigliare (2) A. giustificazione di quanto sopra si precisa tuttavia che, per definizione di ovoviviparità, anche il C. pseudomagnoliarum si dovrebbe far rientrare in questa categoria, dal momento che, come già accennato, esso depone uova in avanzato grado di sviluppo embrionale e quindi più o meno prossime alla schiusura. Ma sta di fatto che rrientre in C. hesperidum la schiusura dell'uovo segue quasi immediatamente e senza eccezioni alla sua deposizione (BODENHEIMER, 1951, indica un tempo massimo di quattro ore) - al punto che praticamente non si riescono a trovare quasi mai uova, ma solo heanidi, sotto il corpo di una femmina deponente - in C. pseudomagnoliarum la schiusura delle uova, benché.possa iniziare a partire da poche ore dopo la loro deposizione, può avvenire sin'anche dopo tre giorni (QuAYLE, 1915a) dalla stessa; per tale ragione si preferiscé considerare la specie come ivi' para e tenerla distinta, sotto questo profilo,. dal C. hesperidum nel quale la condizione di ovoviviparità è molto più tipica. ; :i -126- eccessivamente, con gli attivi scambi commerciali odierni. Si pensi che gli Insetti e gli Artropodi fitofagi in genere hanno un alto potenziale di diffusione sia attiva che passiva e, compatibilmente con le loro specifiche esigenze bio-ecologiche, allargano sempre più e con relativa rapidità i loro areali geografici. Ci è ormai familiare, per restare nel settore agrumicolo, il caso dell'aphis spiraecola Patch e se vogliamo anche di Altri Artropodi, quali l'aculus pelekassi Keifer, per riferirei ad alcuni esempi di fitofagi comparsi da noi in tempi relativamente recenti e diffusasi con enorme rapidità, non solo nel nostro ma anche in altri Paesi agrumicoli del bacino del Mediterraneo. Nelle nostre zone interessate dalla presenza di questa cocciniglia, l'infestazione appare, come già accennato, di non trascurabile entità, tale che la sua presenza non è sfuggita affatto all'attenzione degli agricoltori interessati e di tecnici che operano nel settore agrumicolo siciliano, che hanno manifestato una comprensibile preoccupazione. 4. STORIA, SINONIMIA, GEONEMIA E PIANTE OSPITI. Il C. pseudomagnoliarum (Kuw.) è un Coccide ritenuto di ongme giapponese e che ha fatto parlare di sé per la prima volta intorno al 1914 (o qualche anno prima) allorché comparve con massicce infestazioni, sugli agrumi in California, come testimoniano i vari articoli sull'argomento apparsi in quell'epoca e in data successiva (CAMPBELL, 1914; QuAYLE, 1915; 1915a; 1917; 1932; CLAUSEN, 1923; ed altri). Quivi è stato, al suo primo apparire (intorno al 1909), ritenuto come una razza acido cianidrico-resistente di C. hesperidum; quindi è stato identificato, per errore, come C. longulus (Douglas) e successivamente come C. elongatus (Signoret), finché nel maggio 1914 è stato descritto da CAMPBELL come Coccus citricola, specie nuova; con tale nome veniva, quindi, indicato dai primi AA. che se ne sono interessati, fin tanto che non venne chiarita la sua sinonimia (CLAUSEN, 1923) con Lecanium ( = Coccus) pseudomagnoliarum, descritto nello stesso anno, ma cronologicamente prima (marzo, 1914) da KuwANA in Giappone. La chiarificazione della sinonimia suddetta, corroborata da osservazioni bio-ecologiche e tassonomiche sulla specie, hanno permesso poi di poter stabilire che tale cocciniglia fosse appunto, come accennato, di origine giapponese e che essa era stata accidentalmente introdotta in California (QUAYLE, 1917; CLAUSEN, 1923 ), ove non aveva tardato ad insediarsi stabilmente sugli agrumi. Attualmente l'area di espansione della cocciniglia comprende, oltre al Giappone e gli Stati Uniti (California, Arizona), il Messico, l'australia, la Russia (Transcaucasia), l'iran (EBELING, 1959; EwART, in litt.) e ora anche la Sicilia. \ Nella nostra Isola, dalle ricerche effettuate, risultano infestate sinora i contigui comprensori agrumetati di Palagonia e Mineo, posti nella plaga agrumicola a sud-ovest della Piana di Catania. Sinora non si è a conoscenza di eventuali altri focolai nell'isola e sarebbe auspicabile, da parte degli agrumicoltori e dei competenti Organi tecnici, intervenire con mezzi drastici di lotta per tentare di ostacolare e circoscrivere tempestivamente l'ulteriore diffondersi Fig. 2 - C. pseudomagnoliarum (Kuw.). Rametti di arancio fortemente infestati dalla cocciniglia. -128- dell'infestazione. Peraltro mi risulta che in qualche agrumeto di Mineo, infestato da questa cocciniglia, si è intervenuto, nel corso del 1973, con la fumigazione cianidrica (v. il paragrafo sulla lotta). Le piante ospiti più importanti del C. pseudomagnoliarum sono principalmente gli Agrumi (Citrus spp.); fra questi sono riportati, quali più frequentemente attaccati, l'arancio, il Pompelmo, il Poncirus trifoliata. Secondariamente si annoverano un numero piuttosto limitato di altre piante ospiti, in ogni caso di assai minore importanza agraria; fra queste QuAYLE ( 1917) riporta Celtis occidentalis, Rhamnus crocea, Punica granatum (Melograno), Solanum douglassi, ]uglans regia (Noce) e Ulmus americana (Olmo americano), trovate infestate solo se poste in prossimità di agrumeti attaccati dall'insetto; FLANDERS (1942), dopo sue osservazioni, conclude che le specie del genere Celtis sono da considerare le piante ospiti più tipiche ed originarie del C. pseudomagnoliarum; di esse egli elenca varie specie trovate infestate dalla cocciniglia, fra cui il C. australis (Bagolaro), molto comune anche da noi. Nelle citate aree agrumicole sicilianè la cocciniglia è stata trovata, fino a questo momento, soltanto su Arancio. 5. OssERVAZIONI BIO-ETOLOGICHE. Il C. pseudomagnoliarum ha da noi, similmente a quanto si verifica negli altri Paesi interessati dalla sua presenza, una sola generazione annuale, con ibernamento allo stadio di giovane femmina. In Sicilia il suo comportamento bio-etologico coincide pressocché integralmente con quanto riportato nella letteratura americana dagli AA. californiani che se ne sono interessati (QUAYLE, 1915a; FLANDERS, 1942; EBELING, 1959; ed altri). Accennerò, quindi, nelle righe che seguono ad alcuni aspetti principali della biologia del Coccino, riferendomi principalmente a quanto è stato osservato in Sicilia. La comparsa delle prime femmine mature si ha da noi verso la fine di aprile, ed è interessante notare che, in un breve lasso di tempo, quasi tutti gli esemplari raggiungono la piena maturità; in un prelievo realizzato nella prima settimana di maggio la quasi totalità (98% circa) delle femmine si trovava già in questo stadio. Sembra che tale uniformità di sviluppo, in questa specie interessa, naturalmente entro ovvi limiti, anche gli altri stadi del ciclo ontogenetico; vale a dire che la scalarità di sviluppo, così frequente in altre cocciniglie, si presenta in questa specie alquanto ridotta. Le femmine mature si trovano quasi esclusivamente fissate ai rametti della pianta ospite; eccezionalmente si ritrovano, tuttavia, esemplari. maturi (se pur -129- pienamente vitali e ovideponenti e)) anche sulle foglie, quivi fissate alla nervatura mediana dalla pagina superiore. Sui rametti le femmine mature si trovano fissate, come regola, ad elementi di 1-2 anni di età e mai, su rametti ancora teneri appartenenti alla nuova vegetazione della stessa annatà; molto più raramente sono stati rinvenuti esemplari su rametti di 3 o più anni. Le dimensioni dei rametti sui quali si trovano le cocciniglie oscillano, più comunemente, tra 2 e 4 mm di diametro; raramente si possono trovare esemplari su rametti di maggiori dimensioni (fino a 7-8 mm), ovvero su rametti più piccoli di 2 mm di diametro. Sui rametti infestati gli adulti della cocciniglia non si presentano ammassati tra di loro, sé non nei casi di infestazioni molto forti; in questa circostanza le femmine adulte possono rivestire completamente singoli rametti, sui quali esse si presentano parzialmente accavallate ad embrice l'una sull'altra (v. fig. 3 ). In condizioni normali, invece, il C. pseudomagnoliarum si presenta distribuito piuttosto uniformemente, non solo lungo i rametti interessati, ma anche nel contesto generale di tutta la pianta. Sotto questo della distribuzione, sia sulla pianta che sui rametti, il C. pseudomagnoliarum, fra i Coccini viventi sui nostri agrumi, ricorda piuttosto da vicino il comportamento della Saissetia oleae Bern., mentre assai diverso si presenta dal congenere e morfologicamente affine C. hesperidum L. Quest'ultimo, infatti, a parte il fatto di presentarsi per fortuna con frequenza saltuaria negli agrumeti siciliani, interessa di consueto solo singole piante (benché avesse almeno 2-3 generazioni annuali e probabilmente sino a 3-4 (MONA STERO, 1962)) e su ciascuna di esse tende a concentrarsi in un singolo settore della chioma o addirittura su singoli rametti; su quest'ultimi l'insetto può ammassarsi con una notevole quantità di esemplari che vi formano attorno una guaina più o meno continua. Le prime femmine ovideponenti di C. pseudomagnoliarum si possono rinvenire alla fine della prima decade di maggio; infatti in un prelievo effettuato il 5 maggio '7 4 nessuna delle femmine mature fra tutte quelle esaminate (circa 300 esemplari) aveva iniziato l'ovideposizione. Si sono tenute allora in laboratorio 30 femmine mature dello stesso campionamento fino al 10 maggio, data in cui, dopo averle esaminate, si è trovata una sola femmina ovideponente, che aveva già prodotto soltanto 2 uova. Il periodo di ovideposizione si prolunga indubbiamente fino a tutto giugno, ma è assai probabile che si spinga fino a metà luglio (quest'aspetto dev'essere (3) La precisazione. di cui sopra deriva dall'osservazione, che, in realtà, buona parte dei pochi esemplari adulti che ~ si trovantf nella posizione descritt-à ' risultanp parassitizzati, per cui si deve pensare che questi siano rimasti sulla foglia poiché incapaci di abbandonarla per migrare sui rametti. -130- Fig. 3 - C. pseudomagnoliarum (Kuw.). Particolare di altri rametti di arancio fortemente infestati. ancora meglio precisato). In California il periodo di ovideposizione è compreso, come tempo massimo e con variazioni secondo le varie località, tra fine aprile e primi di agosto (QuAYLE, 1915a; EBELING, 1959). Il periodo di ovideposizione per ciascuna femmina è indicato in giorni (QuAYLE, 1915a). In
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