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Numero Aprile Pagine MX Brasile Cairoli e Tonus vincono a Beto Carrero L italiano allunga in classifica Nico Cereghini Quando la moto passa di mano e altre storie di TV Novità Yamaha Tricity
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Numero Aprile Pagine MX Brasile Cairoli e Tonus vincono a Beto Carrero L italiano allunga in classifica Nico Cereghini Quando la moto passa di mano e altre storie di TV Novità Yamaha Tricity 125, il nuovo tre ruote in arrivo Nuova Vespa Sprint prova naked BMW R ninet da Pag. 2 a Pag. 15 All Interno NEWS: Ducati Monster 821, la prima foto spia USA Kansas City - Denver, caldo torrido e tornadi MOTOGP: DopoGP Il Gp del Qatar ha aperto il Motomondiale GP del Qatar Lo sapevate che...? SBK: Per Dorna è la serie B? BMW R ninet PREGI Finiture, stile e guidabilità DIFETTI Rigida sullo sconnesso Prezzo Prova naked Passion Fruit La ninet nasce dalla pura passione motociclistica degli uomini di Monaco per celebrare i 90 anni del boxer BMW. È ispirata al mondo custom, ha il telaio modulare ed è costruita in modo artigianale. Superlativa su strada, costa cara. A patto che la troviate ancora di Andrea Perfetti 2 3 Prove 9 0 anni di boxer BMW, 90 anni che hanno contribuito a scrivere pagine di storia del motociclismo. A Monaco vanno giustamente fieri di questo traguardo e hanno deciso di festeggiarlo realizzando una moto nuda che strizza l occhio al mondo custom. La ninet è l essenza della moto: un motore grosso così, raffreddato ad aria e olio, ricco di coppia e con un sound che non ti toglie il sorriso di faccia mentre guidi; una ciclistica che più agile non si può e un estetica che è inutile commentare da quanto è coinvolgente. L avete vista bene? È nuda e cruda, non ci sono ammennicoli vari, eppure perdi le ore a guardare tutti quei dettagli da maniaci che fanno la differenza tra una moto standard e una fuoriserie. La ninet in effetti va oltre gli schemi a cui ci ha abituato la BMW: i progettisti guidati dall estro di Harry Schmidt non hanno seguito la strada maestra (talvolta noiosetta) della funzionalità a ogni costo. Nossignore, la ninet è a modo suo una forma d arte. Non risponde alla necessità di accontentare un target di mercato come insegna il marketing, ma si lascia ispirare dai motociclisti, dai loro gusti e dal loro desiderio di personalizzare e mettere mano alla propria moto. Ecco che ingegneri e stilisti tedeschi per una volta hanno messo il cuore davanti a tutto e hanno rivisitato la loro lunga storia e l hanno fusa magicamente col mondo custom di oggi. La ninet è il matrimonio folle tra lo stile della mitica R32 (la prima moto boxer BMW) e la modernità. Plug and play Chi oggi vuole una special su base BMW ha poche alternative. Tranne poche eccezioni (pensiamo alle belle realizzazioni di Fabio Marcaccini, Unit Garage), è costretto a distruggere la propria moto, a segare e tagliare per ottenere forme più essenziali da mezzi nati per viaggiare carichi e protettivi. La ninet è la risposta della casa tedesca a questa nuova corrente della nostra passione: una moto che di serie nasce per essere modificata e personalizzata dal cliente. Senza modifiche strutturali, con pochi interventi fattibili da tutti e senza perdere la garanzia e la funzionalità della moto. La moto viene fornita infatti in versione biposto, ma è un attimo eliminare la prima parte del telaietto e ottenere la monoposto. Se volete esagerare, potete togliere un altro 4 5 Prove passare da biposto a monoposto, per finire nella configurazione solo tipicamente Café Racer. Via il Telelever, arriva la classica forcella Allo stesso tempo antica e moderna. Se dietro troviamo infatti la configurazione standard delle BMW, con Paralever e cardano sul lato destro, davanti il Telelever lascia il posto a una bella forcella a steli rovesciati. Una scelta controcorrente per la Casa di Monaco, che sulle boxer ha rinunciato al Telelever solo su modelli particolarmente sportivi, come HP2 e Megamoto. La ninet non vuole certo essere una declinazione sportiva, ma la sua vocazione custom e minimalista si coniuga alla perfezione con un avantreno smilzo e semplice come questo. La forcella, non regolabile (il mono prevede invece la taratura di estensione e precarico con pomello esterno), deriva dall unità impiegata sulla Superbike S1000RR così come l impianto frenante con pinze ad attacco radiale fornite dalla Brembo e dotato dell ABS Bosch di ultima generazione, che è stato preferito al tradizionale Continental-Teves che equipaggia le moto tedesche dotate di Telelever e di frenata integrale (invece assente sulla ninet per migliorare il feeling di guida). I cerchi sono a raggi da 17, con il posteriore da 5,5 sostituibile con un unità da 6 grazie al monobraccio opportunamente dimensionato e adatto a ospitare una gomma addirittura da 200 (ovviamente non omologata in Italia, dove siamo rassegnati a una burocrazia pestilenziale). Gli pneumatici misurano 120/70 ZR 17 e 180/55 ZR 17. La sella è davvero bassa (785 mm) e accoglie con facilità anche i piloti meno alti. pezzo di coda e avere così la ninet in versione solo. In Italia purtroppo quest ultima configurazione non è al momento omologata, peccato perché consente di spostare in teoria la targa sul parafango posteriore. Anche il doppio scarico Akrapovic permette di essere stappato in due livelli con le sue apposite viti. A parte, BMW offre il terminale singolo (che può essere posizionato alto o basso) e il guscio posteriore in alluminio per la configurazione monoposto (costa circa 200 euro e ha un comodo vano al suo interno). Un serbatoio monumentale Non parliamo di dimensioni, ma di presenza scenica. Il serbatoio in alluminio è un opera d arte. La scheda tecnica è fredda, dice solo che contiene 17 litri (3 di riserva). Aggiungiamo che è saldato a mano nello stabilimento di Berlino e la sua particolare lavorazione richiede ben 7 processi, che fanno lievitare il costo industriale a livelli proibitivi (diverse centinaia di euro!). Le finiture e la cura del dettaglio hanno pochi riscontri nella produzione di serie attuale, non solo BMW. Sulla piastra di sterzo spicca il logo BMW Motorrad ricavato per punzonatura come sulle moto di 40 anni fa. L elica compare persino sul coperchio della lampadina del faro anteriore, che ovviamente è realizzato ad hoc per la ninet. Bella e classica la strumentazione, fantastici i fianchi spazzolati a mano del serbatoio in alluminio, in questo materiale è pure la protezione dello snorkel che alimenta l airbox. L ultimo boxer ad aria La ninet non è solo apparenza. Il suo cuore è il motore boxer di cc raffreddato ad aria e olio, con testata bialbero. È lo stesso presente sulla R1200R, rivisto però nella gestione elettronica e nello scarico. È un motore tosto anche ai bassi e fa della ninet una bella bestia su tutti i percorsi, complice il peso di soli 222 kg col pieno. Eroga 110 cavalli a giri e ha 119 Nm a giri. Rispetto alla citata R cambia la rapportatura finale, più corta e presa paro paro dalla R1200GS. Il motore è elemento portante della ciclistica, che a sua volta dispone di un telaio composto da 4 parti modulari. Quelle posteriori possono essere tolte, permettendo alla ninet di 6 7 Media Prove Impianto elettrico a misura di custom Gli ingegneri tedeschi hanno pensato anche alle difficoltà che incontrano gli amanti del tuning, quando mettono mano agli impianti elettrici delle moto moderne, infarcite di elettronica e di centraline inaccessibili. Per questo hanno adottato un impianto CAN-BUS specifico, separando il cablaggio del motore da quello del resto del veicolo. In questo modo i professionisti dell aftermarket non dovranno litigare con una rete integrata che rende estremamente complicata l adozione di gruppi ottici o proiettori alternativi. La lista degli accessori comprende navigatore, borsa da serbatoio e borsone posteriore (ma si sacrifica il posto del passeggero), scarichi, antifurto, manopole riscaldate, indicatori di direzione a LED, dettagli in fibra di carbonio e selle nonché diversi particolari estetici e protettivi. I clienti potranno 8 9 Prove aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbb aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Il boxer 1200 ha una coppia bestiale ai bassi, è reattivo e velocissimo a bbbbbbbbbbbbbbb riprendere velocità anche a partire da giri. Pensate che basta tenerlo sotto i giri per viaggiare con un ritmo indiavolato tra le curve cambiare l allestimento della moto negli optional fino a nove giorni prima della consegna. E prevista anche una linea di abbigliamento dedicata nel catalogo ufficiale BMW con una serie di giacche in pelle realizzate da Belstaff e distribuite da un numero selezionato di rivenditori. Di ninet in Italia ne arriverà un bel numero (si dice tra 500 e 1000 moto), ma già oggi trapela che la domanda ha superato l offerta e creato liste di attesa molto lunghe, nonostante il prezzo di euro. Ma non disperate, a differenza della HP2 la ninet non resterà un esercizio di stile fine a se stesso, ma sarà la capostipite di una nuova famiglia di moto custom dal sapore inconfondibilmente BMW. La nostra prova Come la prima R32, la ninet è una moto nuda, essenziale, pura nelle linee e vicina al mondo custom. Custom perché a Monaco hanno progettato la prima moto BMW che può essere personalizzata dal cliente senza perdere la garanzia della casa e senza compromettere la funzionalità della moto che in poche mosse passa da biposto a monoposto. E badate bene: non si tratta di rimuovere il sellino, sulla ninet è il telaio a essere modulare e in un attimo la zona posteriore si spoglia di tutto il superfluo, sino a sparire. Tutto sommato la ninet è davvero simile al bellissimo concept presentato a Milano nel 2008 (trovate qui a destra i primi bozzetti del progetto). La ninet è minuscola, eppure accogliente. Restituisce il piacere del contatto fisico con la moto. Le gambe abbracciano lo stretto telaio in metallo e il motore è lì sotto, a far sentire e vedere la sua presenza. Al suo fianco persino la R1200R appare grossa e impacciata, tanto che la confondi con una maxi enduro se la guardi da dietro. Il boxer 10 11 12 13 Prove 1200 ha una coppia bestiale ai bassi, è reattivo e velocissimo a riprendere velocità anche a partire da giri. Pensate che basta tenerlo sotto i giri per viaggiare con un ritmo indiavolato tra le curve di un bel percorso misto. E poi fa un sound allo scarico che rizza i peli sulle braccia. È un continuo giocare col gas per stuzzicarlo e ascoltare quel braap braap che crea dipendenza. Non bastasse il motore, ci pensa pure il cambio corto e ben manovrabile ad aumentare il godimento in sella alla ninet. Oltre i giri la BMW mezza nuda e mezza custom ti ricorda di avere 110 cavalli e viaggia come una lippa, le bastano 3,5 secondi per passare da 0 a 100. Tra le curve il peso basso e la ciclistica davvero svelta fanno godere come poche. La ninet cambia direzione in modo fulmineo ed è sempre facile, intuitiva. Davanti non c è il Telelever, ma una bella forcella a steli rovesciati, mentre dietro ritroviamo il cardano che non richiede nessuna manutenzione ed è privo di reazioni in accelerazione. E una BMW, quindi non poteva mancare l ABS sui freni Brembo. L impianto Bosch ha un funzionamento impeccabile e si rivela molto meno invasivo di quello montato sulla gamma boxer con Telelever. Chiudiamo con una nota sui consumi. La ninet conferma la parsimonia del motore boxer (nel misto bastano 5 litri di benzina ogni 100 km), ma ci sarà qualcuno che sceglierà la prima special di serie della casa tedesca per questa dote? Crediamo di no, la ninet conquista già sul cavalletto. Se poi accendete il motore, sarà amore. Amore vero. Attenzione: questa prova mostra un pilota professionista in condizioni controllate. Non imitate simili comportamenti di guida che potrebbero essere pericolosi per voi e per gli altri. Casco Premier Trophy Retrò Giacca Dainese Basic Jeans Dainese Guanti Dainese BlackJack Anfibi IXS ABBIGLIAMENTO BMW R ninet Tempi: 4 Cilindri: 2 Cilindrata: 1170 cc Disposizione cilindri: Boxer Raffreddamento: ad aria/liquido Avviamento: E Potenza: 110 cv (81 kw) / 7500 giri Coppia: kgm (119 Nm) / 6000 giri Marce: 6 Freni: DD-D Misure freni: mm Misure cerchi (ant./post.): 17 / 17 Normativa antinquinamento: Euro 3 Lunghezza: 2220 mm Larghezza: 890 mm Altezza sella: 785 mm Capacità serbatoio: 18 l Segmento: Naked SCHEDA TECNICA News Yamaha Tricity 125 di Edoardo Licciardello Il concept presentato ad EICMA dalla Casa di Iwata si svela nella sua versione definitiva. 152 kg di massa, prezzo estremamente allettante. Ce lo svela un video L a mobilità urbana è uno dei segmenti più allettanti dell ultimo periodo per i costruttori: il desiderio di dare risposta alle problematiche di chi cerca mezzi agili, pratici e capaci di svincolarsi dalla morsa del traffico (e magari esenti da divieti) sta infatti contagiando allo stesso modo tanto le Case giapponesi quanto quelle europee. Yamaha ha dato una sua risposta - facendo seguito al brillante EC-03 di due anni fa - con il tre ruote Tricity, che abbiamo visto allo scorso EICMA sotto forma di concept ed è arrivato, tenendo fede alle promesse fatte sotto forma di video qualche tempo fa, in veste definitiva. Tricity, primo mezzo a tre ruote sviluppato da Yamaha, punta tutto sulle doti di leggerezza e minimalismo, per offrire agilità e allo stesso tempo stabilità nel traffico urbano ad un prezzo che si preannuncia davvero accessibile. Tanto di cappello alla Casa dei tre diapason, che nelle sue ultime proposte sta riuscendo a sintetizzare funzionalità, estetica e prezzo come ad altri non sembra riuscire News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbb Leaning Multi Wheel Lo schema a tre ruote sviluppato da Yamaha è basato su un meccanismo brevettato, studiato per dare al pilota la massima sensibilità e confidenza e rassicurare così gli utenti meno esperti. Il sistema si incentra su una sospensione a parallelogramma posizionata dietro il frontale che dovrebbe offrire al pilota la sensazione di stare guidando un tradizionale scooter a 2 ruote ma con una sensazione di stabilità maggiore. I componenti del parallelogramma sono collegati a forcelle e cannotto di sterzo, permettendo alle due ruote anteriori di piegare in parallelo per assicurare una percorrenza di curva facile e istintiva. Altro elemento fondamentale della sospensione a parallelogramma LMW Yamaha è la speciale forcella teleidraulica a schema cantilever in tandem, con due steli separati per ogni ruota (anteriori da 14, posteriori da 12 ). Gli steli posteriori fungono da guida, mentre quelli anteriori hanno una funzione ammortizzante che provvede all assorbimento delle oscillazioni con un escursione di 90 mm. Le sospensioni agiscono in modo indipendente per migliorare comfort e stabilità sullo sconnesso. Piccolo e leggero Tutto quanto sopra si integra con la definizione di un mezzo leggero e compatto: Tricity pesa solo 152 kg in ordine di marcia, ovvero ben meno dei rivali. La distribuzione dei pesi 50/50, inoltre, dovrebbe garantire grande equilibrio nella guida in ogni situazione anche grazie ad una centralizzazione del baricentro che, come sulle sportive, migliora facilità e reattività alla guida oltre a rendere più semplice l issare il mezzo sul cavalletto centrale. La frenata, altro elemento molto importante nel contesto cittadino, può contare su un impianto ad azione integrata UBS (Unified Brake System) con due dischi anteriori da 220 mm ed un posteriore da 230. Quando si frena solo con la leva di sinistra la forza viene ripartita su tutte le ruote, per una frenata bilanciata ed efficace, quando invece il pilota richiama solo la leva di destra la frenata agisce solo sui dischi anteriori. La tecnologia intelligente UBS migliora quindi la stabilità e la prontezza della frenata, pur non rappresentando a tutti gli effetti un sistema antibloccaggio, al momento non disponibile per il tre ruote di Iwata. Nuova motorizzazione Tricity è spinto da un nuovo monocilindrico a quattro tempi raffreddato a liquido da 125 cc con alimentazione ad iniezione elettronica YMJET-FI e trasmissione automatica CVT. Aspirazione e scarico sono fasate per offrire il meglio a bassi e medi regimi - dove si lavora di più nelle continue ripartenze tipiche dell uso urbano - senza sacrificare troppo l allungo agli alti. Di particolare pregio l inedito cilindro in alluminio, leggero e privo della tradizionale camicia: il pistone scorre direttamente sull alluminio. La soluzione consente Media di ottenere una miglior distribuzione del calore, un più rapido raggiungimento della temperatura d esercizio e quindi prestazioni più regolari e maggior durata del motore grazie a minori usure. Design e finiture Bello nelle linee, Tricity è stato studiato tanto per essere gradevole nell estetica quanto funzionale grazie ad una doppia sella sagomata con superficie antiscivolo dalle dimensioni generose, ad una forma dello scudo e della pedana studiata per essere spaziosa ed accessibile. Il vano sottosella può ospitare un integrale; un secondo casco (oppure il primo, se il vano viene occupato da altri oggetti) può essere assicurato al gancio porta casco di fronte al pilota. La strumentazione è full LCD, dotata di tachimetro digitale al centro, orologio, indicatore della temperatura atmosferica e contachilometri parziale. Come nelle più recenti proposte della Casa di Iwata l impianto di illuminazione fa largo uso di tecnologia a LED, con luci di posizione anteriori e posteriori a LED che assicurano un ottima visibilità News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbb Colori, disponibilità e prezzo Il nuovo Yamaha Tricity sarà disponibile in 4 diverse colorazioni: Anodized Red, Mistral Grey, Competition White e Midnight Black, ed arriverà sul mercato nel corso dell estate 2014 ad un prezzo inferiore ai euro News aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa bbbbbbbbbbbbbbb Nuova Vespa Sprint tradizione sportiva di Edoardo Licciardello La nuova versione più raffinata e sportiva della recente Primavera. è disponibile nelle versioni 50 due tempi, 50 quattro tempi e 125 a tre valvole S ono passati solo pochi mesi dall arrivo della Primavera ed ecco un altra rappresentante della famiglia Vespa, anch essa contraddistinta da un nome di grande spessore nella storia dello scooter per eccellenza. Vespa Sprint era infatti un analogo modello degli anni 60 che però, ironia della sorte, fece la sua maggior fortuna nella cilindrata 150 che sarà invece assente dalla nuova line-up per il mercato italiano. Versione più raffinata e dinamica della nuova Primavera, Vespa Sprint sfrutta il telaio in acciaio di quest ultima pur variando leggermente la caratterizzazione estetica grazie ad un faro quadrato, la strumentazione mista analogico/digitale e qualche altro dettaglio come le maniglie del passeggero e la sella. Migliorano (presumibilmente) anche le doti dinamiche grazie all adozione di cerchi da 12 in luogo di quelli da 11 impiegati da Primavera. In Italia Vespa Sprint arriverà in tre versioni: le due 50 (a due e quattro tempi, quest ultima a distribuzione plurivalvole) e la 125 a tre valvole; assente, come dicevamo, la 150. Ampia scelta fra le colorazioni: ai tre classici Montebianco, Rosso Dragon e Nero Lucido si aggiungono infatti Blu Gaiola e Giallo Positano News Ducati Monster 821 ecco le prime foto spia di Edoardo Licciardello Paparazzata l attesa media naked della Casa bolognese. Forcellone bibraccio, propulsore Testastretta 11 piccolo, da 821 cc, e linea del tutto mutuata dalla sorella maggiore S olo chi non conosce affatto Ducati poteva immaginare che alla nuova Monster 1200 non si facesse rapidamente seguito con una sorella minore; possiamo dire con sicurezza che poche foto spia fossero più preannunciate di questa con cui il britannico BikeSocial ha svelato la nuova Monster 821. La formula è quella già collaudata usata sulla ipersportiva Panigale, che ha fatto seguire alla versione 1199 la più economica (e per certi versi equilibrata) 899, sacrificando un po di raffinatezza tecnica sull altare dell economicità. In questo caso l adozione del propulsore da 821 cc già visto su Hypermotard ed Hyperstrada dovrebbe garantire una potenza massima di tutto rispetto (110 cavalli, se non arrivassero addolcimenti che però non ci aspettiamo) limitando a
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