Parodontologia: Gengive che sanguinano? No problem!

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Anno 7 | Mensile N° 3 | Marzo 2012PrimaveraLa natura si risvegliaAlimentazione Celiachia e intolleranzePrevenzione Sesso sĂŹ, ma sicuroCoppiaIo mammeta e tu?…
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Anno 7 | Mensile N° 3 | Marzo 2012PrimaveraLa natura si risvegliaAlimentazione Celiachia e intolleranzePrevenzione Sesso sĂŹ, ma sicuroCoppiaIo mammeta e tu? No, grazie!www.agendasalute.comParodontiteGengive che sanguinano?No problem! Non sono solo i denti che devono essere curati, chi vuole avere un sorriso perfetto deve preoccuparsi anche della salute delle proprie gengive. Dalla prevenzione alla cura ecco cosa si può fare a cura di Alessia Gabrielli con la collaborazione della dottoressa Viviana PicchioIl sanguinamento gengivale è un chiaro sintomo, facilmente identificabile dal paziente durante il semplice spazzolamento dei denti, di una patologia più o meno importante a carico dei tessuti molli che circondano i denti. Questa situazione è la spia di un processo infiammatorio in atto che da semplice gengivite può evolvere in una malattia degenerativa oggi denominata parodontite (un tempo conosciuta come piorrea) a sua volta direttamente correlata a un aumento di rischio cardiovascolare. Per capire cosa fare per prenderci più cura delle nostre gengive abbiamo incontrato la Dottoressa Viviana Picchio. Gengive che sanguinano, arrossate o gonfie: dottoressa Picchio, come può spiegare la causa di queste situazioni? È intuitivo che la semplice descrizione di quello che è un quadro clinico abbastanza diffuso, porta facilmente a fare diagnosi di gengivite. La presenza di questi segni associati a una spiccata sensibilità, favorisce la formazione di tasche parodontali, cioè di aree più o meno estese di raccolta di bat-97Parodontitewww.agendasalute.comteri diretti responsabili di questa malattia. Ăˆ infatti ormai universalmente riconosciuta come unica causa la presenza di batteri che, in mancanza di un’accurata igiene orale soprattutto fra dente e dente o fra dente e gengive, sono liberi di proliferare esercitando la loro azione infettiva sulle gengive stesse. Cosa si può fare per prevenire il sanguinamento delle gengive? Ăˆ molto semplice, basta mantenere sempre alto il livello di igiene orale rispettando alcune regole facili, ma efficaci come: spazzolare i denti dopo ogni pasto o almeno due volte al giorno per circa due minuti; è bene scegliere uno spazzolino sia normale che elettrico a setole morbide. Le setole dure possono infatti compromettere lo stato di salute gengivale a causa dei microtraumi a cui potremmo sottoporle con movimenti sbagliati; usare il filo interdentale quotidianamente per mantenere deterse anche zone difficilmente raggiungibili con lo spazzolino. Anche una dieta ricca di vitamina C e calcio, scarsa di cibi zuccherini,98Parodontitewww.agendasalute.com Gli esiti del test Esempio di cartella parodontale con visualizzazione schematica della profondità delle tasche misurate nella zona vestibolare dell’arcata superiore. Calcoli statistici su denti sondati nell’arcata superiore con tasche maggiori di 4 mm.può contribuire a mantenere le nostre gengive più sane. Sarebbe bene inoltre non fumare in quanto questa abitudine può causare sensibilità e sanguinamento incrementando in ultimo il rischio di gengivite. È ovvio che una visita da uno specialista del settore andrebbe fatta una volta all’anno per avere la conferma che tutto sia ok. Tutto quello che ha descritto è focalizzato sulla prevenzione, ma cosa si può fare se un soggetto è già affetto da gengivite? Una volta fatta la diagnosi di gengivite la terapia consiste nell’eliminare la placca batterica, decontaminando le gengive e rendendole di conseguenza meno congestionate e doloranti. Si ripristinerà ovviamente in questo modo una migliore situazione circolatoria con ritorno a un colore e a una consistenza fisiologici. L’igiene orale attenta, attuata sia in studio che a casa, farà in modo che in breve tempo le gengive non risultino più gonfie, arrossate e sanguinanti. È bene ricordare a questo punto che mentre la gengivite è una situazione patologica generalmente poco rilevante e come tale reversibile, lo stadio successivo è una malattia vera e propria in cui il piano di trattamento richiede più sedute e una terapia decisamente mirata per non compromettere la stabilità dei denti. In questa situazione diversi pa-rametri andranno presi in considerazione come indice di placca, presenza di sanguinamento, mobilità dentale, profondità delle tasche gengivali. Fondamentale è lo status radiografico cioè una serie di radiografie mirate, per visionare e raffrontare le perdite di osso verticale e/o orizzontale. Nel mio studio si completa il tutto con il test salivare e il prelievo di fluido crevicolare per l’analisi micro-biologica mirata. Gli interventi di root planing e scaling, ovvero la levigatura radicolare sottogengivale, attuata con anestesia per contatto e quindi in modo indolore, sono alla base della terapia per asportare i batteri, unici responsabili della malattia. I test di cui ci ha parlato sono molto “indaginosi”? No, anzi, sono facili da attuarsi ma ci danno un quadro più completo delle caratteristiche del paziente che si è presentato alla nostra attenzione. L’analisi della saliva è praticamente un test di routine perchè in modo estremamente semplice, ma efficace si ottengono informazioni utili per inquadrare eventuali problematiche del soggetto in questione a cominciare da un’alimentazione poco corretta. I parametri presi in considerazione sono: ¬ La quantità salivare prodotta con stimolazione: in 5 minuti, il volume dovrebbe essere maggiore di 4 ml. ¬ La capacità di tamponamento: è questo un valore direttamente correlato all’acidità della saliva. Una saliva fisiologicamente sana ha un pH intorno a 7.99Parodontitewww.agendasalute.comL’analisi microbiologica viene effettuata mediante un banale e indolore prelievo con coni di carta assorbente, il materiale contenuto nella tasca parodontale permette di identificare la quantità di batteri patogeni presenti sulla totalità della carica batterica e isolare quelli direttamente interessati allo sviluppo e progressione della malattia. Solo in questo modo il percorso terapeutico risulterà personalizzato. Peraltro nei controlli a breve, medio e lungo termine sarà possibile con questi test monitorare l’andamento della malattia e verificare l’insorgenza di recidive. Se i denti sono importanti, da come ha descritto il tutto, le gengive non sono secondarie... Un bel sorriso a 360° comprende sia la componente bianca (denti) che quella rosa (gengive) e se i tessuti molli non sono bene equilibrati e sani si rischia di vanificare anche estese riabilitazioni protesiche che ci sono costate tempo e denaro. Esorto pertanto le persone a consultare un esperto del settore per avere chiarimenti e suggerimenti in merito e ottimizzare così il proprio stato di salute orale.Dott.ssa Viviana Picchio Odontoiatra Nata ad Alessandria, ha conseguito la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli studi di Genova. È dottore di ricerca in fisiologia ed esercita la libera professione a Pietra Ligure e Alberga (Sv). www.vivianapicchio.it  oot planing R e scalingModalità di misurazione delle tasche parodontali con sonda millimetrata.100
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