Pierobon Appendice 9 Rassegna Ecclesiastica Concordiese

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Luca Canzian Il movimento ceciliano in diocesi di Concordia: il contributo del compositore Giuseppe Pierobon con il catalogo delle sue opere sacre appendice IX «Rassegna Ecclesiastica Concordiese» IX. «RASSEGNA ECCLESIASTICA CONCORDIESE»* 1. [II/3, marzo 1913, pp. 45-46] CRONACA DIOCESANA –––––––––––––––– FESTE COSTANTINIANE –––––––––– Il giorno 17 Febbraio nella Cattedrale di Concordia si sono aperte solennemente le feste diocesane per la commemorazione del XVI centenario dell’Editto costantiniano con cui veniva riconosciuta la personalità giuridica della Chiesa ed era concesso il libero esercizio del culto cristiano. E ci affrettiamo a dire che quest’apertura delle feste diocesane non poteva riuscire più imponente, più grandiosa, più sentita; è un lieto e sicuro auspicio del successo che avranno le funzioni che si terranno via via durante l’anno in tutta la Diocesi, secondo il programma fissato dall’apposito Comitato. Alle 10 si iniziò il solenne Pontificale con l’intervento del Capitolo, del Seminario, e di molti sacerdoti. Il coro l’anticoro, affollati da tanto clero e dagli alunni del Seminario, offrivano uno spettacolo imponente; la Chiesa era piena di una immensa calca di popolo. La maestà del rito, la musica soavemente bella del Perosi, eseguita a perfezione dalla Schola Cantorum del Seminario, il profondo raccoglimento del popolo, cosciente del significato della grande commemorazione, diedero a questa funzione una solennità grande ed augusta che faceva ricordare la festa centenaria del 1904. S. Ecc.za, con spirito giovanile, ricordò la ragione e la convenienza della commemorazione. Tracciò il quadro storico dei primi secoli della Chiesa, avvicinando la gloria di Costantino ai fasti dei Ss. Martiri Concordiesi; delineò i caratteri divini della costituzione della Chiesa, che per natura sua deve essere libera; chiuse rivendicando questa libertà alla Chiesa, sempre conculcata e sempre vittoriosa; e raccomandò di concorrere con l’obolo all’erezione della Chiesa di S. Croce al Ponte Milvio. Terminato il Pontificale, i chierici eseguirono la cantata “I Martiri alle arene„ del De Rillè, di un magnifico lirismo musicale e d’un effetto grandioso. Concordia ora s’appresta ad accogliere degnamente il pellegrinaggio diocesano. * Dal punto di vista tipografico si è effettuata una trascrizione il più possibile fedele alla versione originale degli articoli. Ogni inesattezza riscontrabile nel testo è da attribuire alla fonte: gli errori tipografici più evidenti sono stati corretti senza riportare le correzioni tra parentesi quadre, si è evitato inoltre di appesantire il testo con [sic] o [!]. Gli articoli 2, 4, 8, 11, 15, 20, 22, 23, 25, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 37, 39, 40, 45, 46, 48, 50, 56, 57, 58, 59, 60, 62, 63, 64 sono riportati anche (parzialmente o integralmente) in METZ, Monsignor Luigi Paulini cit., pp. 221-279: 225-226, 231-232, 235, 239-240, 242-245, 250-263, 266-272. 1 2. [III/5, maggio 1914, pp. 79-80] CRONACA DIOCESANA –––––––––––––––– Commissione diocesana per la musica sacra Un bel numero di delegati foranei si è radunato a Casarsa il giorno 2 p. p. Aprile. Fattasi una larga e particolare relazione dello stato della M. S. nelle singole parrocchie, si è riscontrato necessario per il suo sviluppo e miglioramento che a) si provveda a un corso annuale, per quanto breve, di scuola, impartita da maestro competente; b) si tengano ogni due mesi delle riunioni foraneali o distrettuali in cui sotto la direzione di uno od altro delegato si studino e si eseguiscano i canti più comunemente necessari per le Parrocchie; c) che almeno ogni quattro mesi si radunino o delegati foraneali per riferire, discutere e provvedere. Si è pure fatta una nuova distribuzione di delegati per le foranie coll’incarico di visitare le scuole cantorum e di vigilare per l’osservanza del Motu proprio di S. S. sulla musica liturgica. La Forania di Portogruaro è stata affidata a Don Fogolin – quella di Fossalta a Don Della Valentina – quella di Cordovado a Don Marzin – quella di S. Vito a Don De Lorenzi – quella di Valvasone al Co: Comm. Francesco Zoppola – quelle di S. Giorgio Richinv., e di Spilimbergo al Maestro Zardo – quelle di Arba, Maniago e Cimolais a Don Antonini – quella di Meduno a Don Colin – quella di Travesio a Don Comisso – quella di Montereale a Don De Benedet – quella di Aviano a Don Burigana – quella di Cordenons al Maestro Lenna – quella di Pordenone al Maestro Bianchet – quella di Palse al Maestro Piccin – quelle di Azzano X e Pasiano al Maestro Cossetti – quella di Sesto al Maestro Miotto – quella di Lorenzaga a Don Bulfon. 3. [VIII/9-10, settembre -ottobre 1920, allegato al numero] S. Vito al Tagliamento, 23 Settembre 1920. La Sezione Diocesana di Concordia dell’Associazione Italiana di Santa Cecilia invita gli amici ed amatori della musica sacra ad una riunione che si terrà in S. Vito al Tagliamento il giorno 21 Ottobre prossimo, nelle ore pomeridiane, allo scopo di onorare il primo 2 centenario della nascita dell’illustre musicista Mons. JACOPO TOMADINI, gloria insigne ed imperitura di questo nostro Friuli. Mons. Giuseppe Maggio, Canonico della Cattedrale di Verona, e Vicepresidente dell’Associazione Italiana di Santa Cecilia, ne farà la commemorazione, illustrando i meriti del Tomadini sia quale compositore eminente, sia quale grande apostolo per la riforma della musica sacra in Italia; mentre un gruppo di Sacerdoti delle Diocesi di Udine e di Concordia, ed alcune Scuole di Canto dei dintorni eseguiranno brevi Cori e Mottetti dello stesso Maestro. Possa il presente appello riunire ancora nella nostra Diocesi un grande numero di ceciliani, vecchi e giovani, per rendere un solenne e doveroso tributo di ammirazione e di gratitudine alla venerata memoria del geniale artista; e possa questi riaccendere, colle sue dolcissime melodie tuttora palpitanti, quantunque più che cinquantenni, un nuovo soffio di arte viva, nobile e fulgida nelle nostre chiese, nelle nostre scuole, nel nostro popolo. LA PRESIDENZA della Sezione Diocesana di S.ta Cecilia 4. [IX/5, aprile 1921, pp. 32-36] La nostra “S. Cecilia„ La benemerita associazione per il rifiorimento della musica sacra inviava, giorni addietro, il seguente invito: Il giorno di Lunedì 25 corrente alle ore 14.30 precise, nel Duomo di Portogruaro, si terrà una riunione di Scholae Cantorum diocesane con modesto saggio corale. È un primo tentativo di rinascita, doveroso e necessario anche nel campo della musica sacra, che questa Sezione Ceciliana si ripromette di iniziare dopo lo sfasciamento generale prodotto dalla terribile e grande guerra recente. Sarà un frutto forse ancora immaturo: occorrerà dunque accoglierlo col massimo compatimento, ed ammirare lo sforzo enorme superato dalla tenace buona volontà degli egregi insegnanti e cantori tutti. S’è ormai assicurato il concorso di ben dieci Scuole con un complesso di circa 400 esecutori. Il programma verrà distribuito alla porta nel giorno stesso del ritrovo. Con queste premesse s’invitano i Delegati Diocesani Foraneali, i Ceciliani ed amatori tutti della musica sacra ad onorare della loro presenza il predetto convegno, certi ch’esso sarà il germe animatore di un più sicuro, più largo e più progredito avvenire. LA PRESIDENZA della Sezione Diocesana di S. Cecilia 3 Il Congresso riuscì magnificamente. Ne daremo relazione nel prossimo numero della «Rassegna». La Commissione Diocesana di Santa Cecilia Il giorno 18 novembre 1920 si convocò a Casarsa l’Assemblea Generale dei Soci Ceciliani della nostra Diocesi. In essa fu regolarmente ricostituita la Commissione Diocesana di S. Cecilia nelle seguenti persone: Mons. Paolo Sandrini Presidente onorario Panciera di Zoppola Francesco Presidente effett. e Deleg. Dioc. Maestro Cossetti Gio: Batta Vice-presidenti » Piccin Giacomo Mons. Raimondo Bertolo Rev. Don Giacomo Marzin » » Vito Fogolin » » Antonio De Lorenzi Consiglieri » » Umberto Martin Maestro Bianchet Albano » Pierobon Giuseppe Rev. Don Silvio Bomben – Segretario Vennero inoltre rieletti i Delegati Foraneali così disposti: 1. Forania di Portogruaro Don Vito Fogolin 2. » » Fossalta » Giovanni Della Valentina 3. » » Cordovado Maestro Vittorio Miot 4. » » S. Vito Tagliam. » Anafesto Magrini 5. » » Valvasone » Giuseppe Pierobon 6. » » S. Giorgio Richinv. Don Luigi Borean 7. » » Spilimbergo » Giovanni Colin 8. » » Arba » Filippo Giampietro 9. » » Meduno » Giacomo Bellotto 10. » » Travesio » Silvio Della Valle 11. » » Maniago » Antonio Antonini 12. » » Cimolais » Giuseppe Nonis 13. » » Montereale Cellina » Luigi De Benedet 14. » » Aviano » Giacomo Campolin 15. » » Cordenons » Luigi Indri 16. » » Pordenone Maestro Albano Bianchet 17. » » Palse » Giacomo Piccin 18. » » Azzano X » Gio: Batta Cossetti 19. » » Sesto al Reghena Don Luigi Cozzi 20. » » Pasiano » Arcangelo Celledoni 4 21. » » Lorenzaga » Carlo Bulfon Mons. Vescovo inviava, in tale occasione, la lettera che qui riportiamo: Ill.mo Sig. Presidente, «Vedo ben con piacere questo Convegno dei cultori della musica sacra: ringrazio Lei, Ill.mo Sig. Presidente, e con Lei i convenuti e gli aderenti tutti alla «Santa Cecilia» dell’interessamento e della premura che si prendono per veder rimessa nelle nostre chiese la musica tutta propria della Chiesa, e auguro ben di cuore che i Loro studi e le Loro cure sian coronati dal migliore successo alla maggior gloria di Dio, a edificazione e profitto spirituale dei fedeli. Inutile L’assicuri che Vescovo la «Santa Cecilia» troverà sempre un sincero, costante appoggio». «Mi abbia, Ill.mo Sig. Presidente, con preghiera di ricordarmi ai convenuti tutti Portogruaro, 18 Novembre 1920. dev.mo obbl.mo Suo + LUIGI VESCOVO Il Presidente fa poi un breve accenno sugli scopi e sull’azione delle Società Ceciliane in genere, ed espone un riassunto particolare dell’opera compiuta dalla Sezione Concordiese dal suo inizio, avvenuto nel 1903, fino a tutt’oggi: opera modesta, ma incessante, e feconda di bene. Vien data quindi la relazione sullo stato della Sezione, che conta a tutt’oggi l’ancor esiguo numero di soli quaranta Soci, con un fondo di Cassa di L. 680.30. Viene approvata la proposta di elevare il contributo sociale per l’anno prossimo 1921 a L. 5, delle quali L. 1.50 vanno devolute alla Presidenza Generale, e il resto viene trattenuto dalla Sezione. Si rivolge un caldo appello a tutti i presenti ed assenti per promuovere l’iscrizione d’un grande numero di Soci nella Diocesi, i quali devono rappresentare quella forza morale e materiale di cui abbiamo assoluto bisogno per muovere il passo sicuro dell’opera nostra. I Delegati Foraneali devono raccogliere i Soci nelle loro singole circoscrizioni, ed inviarne gl’importi colla maggiore sollecitudine possibile a questa Presidenza, all’indirizzo: Castello di Zoppola. Tutte le offerte, col prossimo anno 1921, verranno mano mano pubblicate. Sull’insegnamento del canto nel seminario Diocesano Sopra l’importantissimo argomento si accese una viva ed ampia discussione, dopo la quale venne approvato il seguente Ordine del giorno: I Soci Ceciliani Concordiesi, riuniti in Assemblea Generale, convinti che l’insegnamento del canto nel Seminario sia il primo indispensabile coefficiente per la riforma e la diffusione della buona musica sacra nella Diocesi, avuta notizia delle relazioni in materia ampiamente ed esaurientemente svolte nei vari Congressi Ceciliani finora tenuti, da competenze tecniche eminenti come il Rev. Padre De Santi, Mons. Casimiri, Mons. Maggio, 5 Mons. Cheso, Prof. Sac. D’Alessi, ed altri, vengono nella determinazione d’esprimere i seguenti voti: 1. D’insistere sulla necessità assoluta che nel nostro Seminario Diocesano venga impartito l’insegnamento del canto gregoriano principalmente, ed anche figurato, come materia obbligatoria, con orario fisso, non inferiore a quattro ore settimanali, stabilite nell’orario scolastico, e segnate sul tabellone dell’Istituto. 2. Di consigliare il programma d’insegnamento approvato nel Congresso Ceciliano di Roma nel 1912, sopra relazione di Mons. Giuseppe Maggio, programma adottato nei Seminari Romani da Mons. Casimiri, e in quelli di Verona e Treviso, e confermato pure nel XII Congresso di Torino del Settembre scorso, con una relazione del Sac. Prof. D’Alessi di Treviso. 3. Di ottenere che l’insegnamento del canto abbia in Seminario la sua sanzione d’esame in ogni classe, giudicata da una Commissione esaminatrice competente e superiore, nominata d’accordo tra l’autorità Vescovile, la Direzione del Seminario, e la Presidenza della Sezione Diocesana di Santa Cecilia. 4. Di desiderare che la Schola Cantorum del Seminario debba prodursi almeno una volta l’anno in un saggio pubblico di canto gregoriano, e possibilmente anche di polifonia classica, e partecipare ad alcune delle principali funzioni liturgiche della Chiesa. 5. Avuta notizia della fondazione presso la Scuola Pontificia Superiore di Musica Sacra in Roma, di alcune borse di studio da L. 300, s’innalza all’Ordinario Diocesano la fervida preghiera che anche la nostra Diocesi, per l’anno scolastico prossimo 1921-22, e seguenti, debba concorrere a tempo debito, ad una delle suddette borse di studio, facendo altresì pratiche presso la Presidenza Generale di Santa Cecilia per ottenere in Roma un vantaggioso collocamento a favore di un neo sacerdote, giovine, volenteroso, intelligente, dotato di sufficienti attitudini, ed abbastanza istruito nei primi elementi di musica sacra gregoriana e figurata. Esso dovrebbe percorrere con regolarità tutti i Corsi della predetta Scuola Pontificia, rimanendovi quanto tempo sarà necessario per ottenere un completo diploma d’abilitazione, e divenire poi nel nostro Seminario un insegnante nella materia di competenza ed autorità indiscussa. Questa Sezione Diocesana s’impegna di fare tutte le pratiche possibili per trovare il collocamento opportuno in Roma, e per completare i mezzi che si rendessero strettamente necessari. Da ultimo si approva di tenere nell’Aprile prossimo un primo Convegno di Scholae Cantorum a Portogruaro. La Presidenza 5. [IX/5, aprile 1921, allegato al numero] 6 Delegazione per la Regione Veneta dell’Associazione Italiana Santa Cecilia VERONA, 30 SETTEMBRE 1921 Alle Loro Eminenza il Cardinale Patriarca di Venezia, il Cardinale Vescovo di Verona e alle Loro Eccellenze l’Arcivescovo di Udine e gli altri Vescovi della Regione Veneta. I sottoscritti, che hanno l’onore di essere stati chiamati dalla fiducia dei Superiori all’Ufficio di insegnanti di canto nei rispettivi Seminari, si pregiano di presentare umilmente all’Episcopato Veneto l’unito Regolamento-Programma per lo studio del canto ecclesiastico nei Seminari. A far questo sono mossi, non dalla necessità di istituire o riformare la scuola di canto, perché gode l’animo di riconoscere che essa esiste e vien fatta in ciascuno dei nostri Seminari con serietà di propositi, e tanto meno dal pensiero di erigersi a maestri di Coloro, che lo Spirito Santo ha posto a reggere la Chiesa di Dio, ma soltanto dal desiderio vivissimo di avere in detta Scuola un indirizzo unico per tutti i Seminari della Regione Veneta; indirizzo unico, che, a sommesso parer loro, gioverebbe molto ad assicurare la stabilità, facilitarne l’andamento e ad ottenere un sicuro e maggior profitto. A questo fine convennero a Treviso e si radunarono in quel Seminario, gentilmente concesso, il 29 di agosto p. p. e formularono il Regolamento-Programma che si onorano di sottoporre alla considerazione delle Loro Eminenze e Eccellenze. Il regolamento per lo studio del canto ecclesiastico, frutto di lungo studio e di più lunga esperienza, consta di pochi articoli, i principali e più importanti dei quali sono quelli che, a norma del Codice (can. 1365) stabiliscono anche il canto materia obbligatoria e lo inchiudono perciò nell’orario scolastico con sanzione di esame. La divisione della Scuola almeno in tre corsi e l’assegnamento di un’ora settimanale per ogni corso, è il minimo che si possa stabilire. Perciò anche il relativo Programma d’insegnamento è minimo; comprende il canto gregoriano, il figurato, nozioni di storia e di estetica della musica e delle leggi liturgiche. Orario e programma son detti minimi perché, volendo seguire lo spirito informativo del Motu Proprio sulla musica sacra di Pio X, richiamato nella sua forza di legge anche recentemente dall’augusta parola dell’attuale Pontefice, sarebbe desiderabile un maggior sviluppo del programma, col conseguente aumento delle ore d’insegnamento nell’orario scolastico. Anche gli studenti di Ginnasio devono apprendere il canto ecclesiastico, che tanto bene influisce sulla loro educazione fisica, intellettuale, morale e religiosa, e giova per avviarli allo studio superiore, e per renderli atti alle esecuzioni della Schola Cantorum e della Chiesa del Seminario. Al Regolamento-Programma per lo studio del canto ecclesiastico segue quello per la Schola Cantorum del Seminario, che è e deve essere la palestra delle esercitazioni musicali a servizio della Cappella del Seminario ed, eventualmente, della Cappella della Cattedrale. Però detta Schola Cantorum è affatto distinta dalla Scuola di canto; perché questa obbliga 7 tutti gli alunni di Liceo e Teologia e si fa nell’orario scolastico, come si è detto sopra; quella, invece, accoglie soltanto i più idonei dei grandi e dei piccoli e si tiene nelle ore libere. Per questa Schola Cantorum non si può stabilire un orario di studio, unico per tutti i Seminari, dovendo esso variare a seconda dell’importanza e del numero delle esecuzioni. Penseranno i Superiori ad assegnare il tempo necessario e sufficiente perché le esecuzioni, e in Seminario e in Cattedrale, sieno degne della Casa di Dio e dell’arte sacra. Un ultimo articolo vorrebbe pregare l’Eccellentissimo Episcopo Veneto di favorire anche l’avviamento allo studio dell’organo per i giovani che ne hanno l’attitudine e la volontà, affinché questi, nelle vacanze autunnali prima, e nella vita sacerdotale poi, sieno in grado di accompagnare il canto alle sacre funzioni, aumentando così il sempre più scarso numero degli organisti e trovando anche, nell’arte divina dei suoni, una nobile occupazione, che gioverà a tenerli lontani dall’ozio e dalle occasioni pericolose. I sottoscritti confidano che le Loro Eminenze e Eccellenze si degneranno di onorarli, prendendo in benigna considerazione il Regolamento che si pregiano di presentar Loro, e, se avranno l’ambita compiacenza di saperlo approvato ed applicato in tutti i Seminari della Regione Veneta, ne ringrazieranno prima il Signore e poi lo zelo illuminato dei nostri Eccellentissimi Vescovi, ai quali baciano umilmente la mano, professandosi con ogni ossequio e riverenza devotiss. e obbedientiss. figli Firmatari: Mons. GIUSEPPE MAGGIO, canonico della Cattedrale di Verona, Vice Presidente dell’A. I. S. Cecilia e Delegato per la Regione Veneta. M.° DELFINO THERMIGNON, direttore della Cappella Marciana di Venezia. M.° Sac. MARIO ROUSSEL, insegnate di canto nel seminario Arcivescovile di Udine. Mons. GIO. BATTA CHESO, maestro di canto nel Seminario di Padova. Sac. Don GIO. D’ALESSI, maestro di canto nel Seminario di Treviso. M.° ALBANO BIANCHET, organista nel Duomo e maestro di canto nel Seminario di Pordenone. Sac. Don VITTORE BELLEMO, maestro di canto nel Seminario ed organista nella cattedrale di Chioggia. Sac. Prof. Don DALLA LIBERA ERNESTO, maestro di canto nel Seminario di Vicenza. Sac. Prof. RAFFAELE MALASPINA, maestro di canto nel Seminario di Rovigo. Sac. Don MARIO COLETTI, insegnante di canto nel Seminario di Belluno. M.° VASCO LOD. CORRADINI, insegnante di canto nel Seminario ed organista della Cattedrale di Ceneda. Conte comm. dott. FRANCESCO PANCIERA DI ZOPPOLA, presidente della Sezione Diocesana Concordiese di S. C. e segretario della Delegazione Veneta. PROGRAMMA per lo studio del canto ecclesiastico nei Seminari del Veneto 8 ––––––––––––––––––––––––––– 1. – È istituita la scuola del Canto Ecclesiastico a norma del Codice (canone 1365), del Motu Proprio Pontificio 2
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