Portfolio Sara Cavaliere

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SARA CAVALIERE2019Ciao, sono Sara, difficile trovare le parole giuste per presentarsi. Di origini pugliesi, campane e romane, cerco il mio posto nel mondo. Sono…
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SARA CAVALIERE2019Ciao, sono Sara, difficile trovare le parole giuste per presentarsi. Di origini pugliesi, campane e romane, cerco il mio posto nel mondo. Sono laureata da poco in architettura e vivo da qualche anno a Torino, città di cui sono profondamente innamorata. Amo l’arte in tutte le sue forme, questo non può che aver influito nella scelta dei miei studi universitari, dove ho preso maggiore confidenza con la grafica attraverso la rappresentazione dei progetti architettonici e con i materiali attraverso i plastici. Durante l’università ho scoperto di amare lavorare sulla città, un complesso tessuto di relazioni, non si parla non solo di architettura ma anche di chi la abita e la costruisce. Nel tempo libero sono una divoratrice di libri e amo girare la città con una macchina fotografica al collo per immortalare i miei scorci preferiti. Amo il mio lavoro e credo che non avrei mai potuto scegliere altra strada, Sara CavaliereSara Cavaliere CVLINGUE Italiano MadrelinguaInglese Level B2 IELTS CERTIFICATION (2017) Politecnico di Torino Centro Linguistico di Ateneo TRINITY CERTIFICATION (2012) Ramsgate (Regno Unito) Trinity College LondonCERTIFICATE OF ATTENDANCE (2011) Brighton (Regno Unito) Language Teaching Centre BrightonFORMAZIONE PROFILO2016-2019Settembre-LuglioNascita Martina Franca (TA) 1 giugno 19942013-2016Ottobre-SettembreCONTATTI Residenza via Savonarola, 18 74015 Martina Franca (TA)Domicilio via Dante di Nanni, 72 10139 Torino (TO)2011-2013Settembre-LuglioPOLITECNICO DI TORINO Torino Laurea magistrale Architettura per il progetto sostenibilePOLITECNICO DI MILANO Sede di Piacenza Laurea triennale Architettura AmbientaleISTITUTO STATALE D’ARTE VINCENZO CALÒ Grottaglie (TA) Qualifica triennale + Diploma Indirizzo grafico2008-2011Settembre-MarzoLICEO STATALE TITO LIVIO Martina Franca (TA) Indirizzo scientificoCellulare +39 3332782493Mail sara.cavaliere94@libero.itSkype sara.cavaliere94WORKSHOP LABYRINTHS, FRAGMENTS, SCRIPTURESMEDITERRANEAN STYLE Architectural and geograpical translationdal 29 febbraio al 3 marzo 2016 California State University, Firenze20-25 giugno 2016 Politecnico di Milano, polo territoriale di PiacenzaESPERIENZE LAVORATIVE 2018Maggio-Giugno2017Ottobre-DicembreFOLLOW THE ARCHITECT Torino Tirocinio curriculare Collaborazione alla progettazioneBIBLIOTECA CENTRALE DI ARCHITETTURA ROBERTO GABETTI - POLITECNICO DI TORINO Torino Progetto 150 ore Bibliotecaria2016Maggio-Luglio2015Settembre-Dicembre2012Giugno-SettembreSTUDIO DI ARCHITETTURA PATRIZIO LOSI Piacenza Tirocinio curriculare Collaborazione alla progettazionePOLITECNICO DI MILANO - Sede di Piacenza Piacenza - Roma - Bari Attività di orientamentoFUTUR OFFICE di Lafornara Michele Martina Franca Assistente alla vendita di libri scolastici e nonESPOSIZIONISOFTWAREPRE-VISIONI SUL MAI Progetti e prospettive al confrontoPacchetto Office12-16 marzo 2018 Main Hall, Campus Luigi Einaudi, Torino Riprogettazione degli spazi esterni del Campus EinaudiPhotoshop Illustrator Indesign8 SCENOGRAFIE PER MACBETHAutocad 2Ddal 6 luglio al 10 settembre 2018 Palazzo Madama, Torino Mostra progetto scenografico del Macbeth di Giuseppe VerdiSketch Up V-ray1 QUESTIONI DI GIUSTIZIA E PIANIFICAZIONE URBANAUn approccio collaborativo alla rigenerazione della città di Taranto Taranto, Italia 2019Politecnico di Torino Tesi di Laurea Magistrale Relarice: Emanuela Saporito Correlatrici: Daniela Ciaffi; Antonella CarellaLa tesi parte da quelli che sono i principi di giustizia all’interno della città contemporanea profondamente frammentata, non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico ed ambientale, tanto da gravare sulla salute e sul benessere stessi della città e dei suoi abitanti. Viene posta particolare attenzione ai temi della politica e del conflitto e, soprattutto, alla loro stretta interdipendenza, capace di produrre ingiustizia ma nello stesso tempo innovazione. La città come espressione della società che la abita e la costruisce, questo è il pensiero su cui si articola l’intera ricerca. È stata scelta la città di Taranto come campo di analisi, caso emblematico fra le città vittime di ingiustizia urbana a livello spaziale, ambientale e sociale. Viene proposto un processo di rigenerazione in innovazione sociale che, partendo dal Terzo Settore e stakeholder, agisce indirettamente sullo spazio. In una città contemporanea in cui a regnare sono il conflitto e l’imprevedibilità, i processi di rigenerazione a cui si è sempre stati abituati non bastano più. La società, con le sue forme di autorganizzazione, potrebbe portare al ripensamento del concetto stesso di progetto urbano, in cui lo stesso ruolo del progettista non si limiterebbe alla costruzione di scenari, ma farebbe da accompagnamento alla comunità e avvierebbe processi di apprendimento per le istituzioni. In questo modo, non saranno più gli spazi a determinare gli usi, ma gli usi a determinare gli spazi.SUPERMANENTO LIMITE PM10ETS TARANTOPROCESSO ATTIVAZIONE MULTISCALARE+ + +conseguenze territoriali coesione interna agire locale2 INSIDE THE LINE Torino, Italia 2017/2018 Politecnico di Torino Atelier Inside Outside Prof.: Crotti M.; Germak C.; Astolfi A.; Iossetti A. con Ilaria MartellaIl progetto si inserisce in uno dei quartieri più caratteristici di Torino, Vanchiglia, precisamente dove sorge il Campus Einaudi dell’Università degli Studi di Torino; un campus di notevole qualità architettonica, ma che ha un rapporto conflittuale con gli spazi pubblici esterni adiacenti. Obiettivo principale è quello di creare uno spazio con un disegno che possa essere reclinabile a diverse funzioni, rivolte non solo agli studenti ma anche ai fruitori del quartiere. Il progetto si propone quindi di ridisegnare lo spazio esterno del campus attraverso un impianto lineare che, come un tentacolo, si impadronisce degli spazi, facendoli comunicare fra loro. A queste linee corrispondono cambi di pavimentazione, funzioni e salti di quota. Generatore è stato il prospetto del Campus che, data la sua griglia dettata da specifici ritmi, ha fornito le linee guida dell’impianto. Attenzione è stata data anche all’acustica e all’illuminazione di questi spazi, che attualmente presentano numerose criticità. Partendo da misurazioni sul campo, si è potuto quantificare l’inquinamento acustico e sono state individuate le zone meno illuminate. L’individuazione di queste, ha fatto sì che, nell’elaborazione del progetto, venissero previste barriere nel caso di ambienti con alto inquinamento acustico e un’illuminazione dedicata per ogni funzione.IMPIANTOVIABILITÀAPERTURA DIURNAAPERTURA NOTTURNA3 AGGREGAZIONI Torino, Italia 2016/2017Politecnico di Torino Atelier “La città al margine” Prof.: Saporito E.; Mela A.; Albano R. con Ruben Fabris, Irene Nequinio, Bianca Paula TancauIl progetto si colloca nella periferia di Torino, precisamente Mirafiori sud, il quartiere che ospita dal 1936 uno degli stabilimenti Fiat, oggi FCA. Si tratta di un quartiere operaio, carente di servizi primari che oggi, per il calo di produzione dello stabilimento, vive un processo di spopolamento e invecchiamento. Il progetto parte dall’individuazione di 3 poli, caratterizzati dall’avere in prossimità le attività commerciali e i servizi maggiormente riconosciuti dal quartiere. Questi diventano il fulcro della trasformazione urbana, grazie alla localizzazione di funzioni specifiche per le diverse fasce di fruitori (anziani, adulti, giovani, bambini ed operai), di cui sono stati individuati i bisogni. Alcune funzioni non sono altro che una “legalizzazione” di attività già esistenti, come quelle degli orti urbani. La rigenerazione di questo quartiere prevede, inoltre, il recupero e la rifunzionalizzazione di strutture oggi inutilizzate, come vecchi garage, troppo piccoli per le automobili moderne. Molte di queste strutture inutilizzate si trovano a contatto con le nuove polarità e rappresentano un’opportunità per il ripristino delle attività locali e la localizzazione di nuove funzioni. A questo si aggiunge uno studio della viabilità interna: una rete viaria “lenta”, che permetta di unire i principali poli attrattivi alle residenze. Questo permetterà una più facile e piacevole fruizione del quartiere; i percorsi in questo modo diventeranno essi stessi luogo di relazione.4 UN MUSEO TRA LE ALPI Ollomont, Valle d’Aosta, Italia 2016/2017 Politecnico di Torino Atelier “Il progetto sostenibile di architettura” Prof.: De Rossi A.; Pellegrino A.; De Paoli O. con Bianca Paula Tancau, Marco VignolaIl progetto si colloca ad Ollomont, un piccolo comune valdostano di circa 160 abitanti immerso fra le Alpi. L’obiettivo era quello di realizzare uno spazio museale volto a valorizzare l’antico sito minerario e la geomorfologia alpina. All’interno sono previsti oltre al museo: un’accueil, un bookshop/bar, un auditorium e, infine, la casa del custode. Guida in questo progetto è stato il contrasto fra la semplicità formale esterna dell’edificio, che riporta alla memoria l’antica forma della manica e la dinamicità della struttura portante interna. L’edificio è intermente rivestito in lamiera di allumio anodizzato scuro, materiale scelto per l’ottima resistenza alla corrosione. All’interno, a parte due corpi di servizio in calcestruzzo armato di rafforzamento per l’equilibrio statico, la struttura è interamente in legno lamellare. Gli elementi perimetrali sono dei tamponamenti leggeri realizzati con la cosiddetta parete a sandwich, fatta da pannelli OSB che affiancano uno strato isolante. A sud, inoltre, è stata pensata una parete interamente vetrata, giustificata dall’esigenza di inquadrare e dare importanza alla vista sul paesaggio alpino. Questo significa apporti solari gratuiti nei mesi invernali con una conseguente riduzione del consumo di energia per il riscaldamento, apporti solari ridotti nei mesi estivi tramite dei sistemi schermanti.SEZIONE A-A’SEZIONE A-A’5 INTERRUZIONI URBANETracce urbane come dispositivo progettuale Marsiglia, Francia 2016 Politecnico di Milano Tesi di Laurea Triennale Relatore: Andrea Gritti Correlatrice: Chiara Maria Amalia Bertoli con Irene NequinioLa tesi lavora su una particolare area di Marsiglia, la valle della Valentine, ad est del centro urbano. Diverse sono le interruzioni urbane che interessano la valle, prima fra tutte quella del fiume Huveaune che la attraversa. Ma limiti più problematici li rappresentano le principali arterie infrastrutturali: l’autostrada e la ferrovia, che separano la parte a nord del fiume da quella a sud. A costellare la valle sono numerosi complessi industriali, complessi commerciali, vaste aree libere, emergenze storiche (castelli, area archeologica) ed emergenze naturalistiche (campi agricoli, lievi pendii). Il percorso di tesi è stato raccontato attraverso la stesura di un graphic novel, dove la protagonista, Valentine, è un architetto a cui viene assegnato un lavoro di riqualificazione della valle. È il graphic novel, con il viaggio di Valentine, ad accompagnare il lettore alla scoperta e al ripensamento della valle. Il masterplan, con un percorso fruibile da pedoni, ciclisti ed escursionisti, si pone l’obiettivo di superare la frattura causata dalla massiccia rete infrastrutturale, creando connessioni fra le due parti della valle e integrando nuove polarità. Ad essere approfondita è un’area in cui sorge un vecchio edificio dismesso, ripensato come centro polifunzionale per i cittadini e le imprese del territorio, uno spazio flessibile per lo sviluppo di nuove idee e imprenditorialità giovanile.SPAZI DI RELAZIONEPAVIMENTATOIMPIANTODIRETTRICISPAZI VERDIACCESSISPAZI VERDIALBERATUREORTI URBANI« [...] l’individuo è il primo artefice di sé stesso [...]: la creazione dell’uomo architetto è la condizione per creare un’architettura umana ». Ernesto N. Rogers
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