rassegna dell ordine degli avvocati di torino

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rassegna dell ordine degli avvocati di torino GIUGNO Pubblicazione trimestrale - Spediz. in abb. postale 70% - Filiale di Torino- Anno XXIII n. 2-2 trimestre Torino, Corso Vittorio Emanuele
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rassegna dell ordine degli avvocati di torino GIUGNO Pubblicazione trimestrale - Spediz. in abb. postale 70% - Filiale di Torino- Anno XXIII n. 2-2 trimestre Torino, Corso Vittorio Emanuele II Contiene I.P. rassegna dell ordine degli avvocati di torino DIRETTORE RESPONSABILE Mauro RONCO COMITATO DI REDAZIONE Luigi CHIAPPERO Anna CHIUSANO Stefano COMMODO Paolo DAVICO BONINO Vincenzo ENRICHENS Giulia FACCHINI Silvana FANTINI Pier Giuseppe MONATERI Davide MOSSO Elena NEGRI Carlo PAVESIO Manuela STINCHI Filippo VALLOSIO Romana VIGLIANI Registrato al n del Tribunale di Torino in data 9 giugno 1983 PROGETTAZIONE GRAFICA Tuttotondo comunicazione - To IMPAGINAZIONE Studio Beta - TO FOTOCOMPOSIZIONE Smile Grafica - TO STAMPA MARIOGROS - Torino Le foto di questo numero sono di Arianna Enrichens Editoriale 5 di Mauro Ronco Problemi dell avvocatura e della giurisdizione 7 Il Parlamento europeo riconosce la rilevanza pubblica dell avvocatura di P.G. Monateri 9 Sogno o son desta? di Giulia Facchini Notizie e commenti 11 Dal Consiglio dell Ordine. Elezioni Consiglio dell Ordine 12 Dalla Fondazione. Aggiornamento sull attività della Fondazione di Manuela Stinchi 14 Dalla Commissione Informatica. Polisweb e sentenze on line di Roberto Macchia 16 Dalla Commissione Affari Penali. Cercando di limitare i danni di Oliviero Dal Fiume 17 Dalla Camera Penale. Presente e futuro dell avvocatura penale di Cosimo Palumbo 19 Dalla Giurisprudenza. Danno esistenziale: novità dalla Cassazione di Renato Ambrosio, Stefano Commodo 21 Dalla Facoltà di Giurisprudenza. Il legislatore distratto 22 Incidenti stradali: colpa e competenza di Silvana Fantini 24 Novità legislative in materia familiare e minorile di Giulia Facchini Storia dell avvocatura 25 Presentazione di Mauro Ronco 26 Ritratti: Giorgio Delgrosso di Gian Vittorio Gabri 28 Perle nere di Massimo Ottolenghi. Riflessioni di un lettore di Antonio Rossomando 30 Foro culturale Ricordi 32 In ricordo di Cesare Amerio di Paola De Benedetti e Giorgio C. Amerio 34 In ricordo di Giorgio Delgrosso di Alfredo Frascarolo 36 In ricordo di Sonia Bergese di Davide Civallero e Magda Naggar Pubblicità STUDIO BETA Chieri (TO) Via Massa, 13 Tel./Fax 011/ Cell 5 Editoriale L Avvocatura italiana attraversa un periodo di grande difficoltà. Per un verso incombe su essa la minaccia della burocrazia europea, sostenuta nel fronte interno dall Autorità per la concorrenza e dalle potenti lobbies finanziarie e industriali, che ammanniscono quotidianamente, grazie agli opinionisti di loro fiducia, la buona novella del mercato onnivoro, che risolverebbe i problemi giuridici dei cittadini e delle imprese con auspicabile risparmio di risorse. Per un altro verso, sul piano concreto della giurisdizione, ove si misura la civiltà di un popolo, l Avvocatura si scontra con la irragionevole durata dei processi, che frustra in modo via via crescente l aspirazione alla giustizia dei cittadini. Una normazione sempre più sciatta e improvvisata, che vorrebbe incidere sui grandi temi del diritto sostanziale e processuale senza verificare previamente le ricadute delle norme sul funzionamento concreto del sistema, provoca guasti di vasta portata, ben compendiabili nell assoluta incertezza del diritto e nella abnorme imprevedibilità delle decisioni giudiziarie. La Magistratura, nonostante l ausilio straordinario a essa recato da un foltissimo esercito di giudici di pace, che avrebbe dovuto sgravarla da ciò che è troppo ripetitivo e/o meno importante, non è stata capace di trovare al suo interno l energia per migliorare il servizio giustizia, apparendo a molti più attenta a garantire la propria stabilità di corporazione, che non di venire incontro alle molteplici domande di giustizia. Da ultimo, ma non come ultima causa di disgregazione, l Avvocatura stessa non è apparsa in grado di contrastare l opera dei suoi nemici, che hanno pensato di annacquarne il vigore e la rilevanza sociale inondandola di nuovi giunti in modo incontrollato, senza programmare gli accessi in funzione delle reali possibilità di un lavoro dignitoso e senza prevedere regole adeguate nei percorsi formativi, nell aggiornamento e nella qualificazione professionale. In questa situazione drammatica, resa ancora più pesante dal lungo ciclo di stagnazione economica e dall impoverimento conseguente al pur necessario ingresso dell Italia nella moneta europea, l Avvocatura italiana è chiamata a un forte senso di responsabilità e a un impegno coraggioso. L obiettivo è riaffermare la dignità della professione per mettersi in grado di adempiere al compito cruciale della difesa dei diritti individuali e collettivi, sia nella sede giurisdizionale sia consigliando con competenza i cittadini e le imprese nella serrata competizione internazionale. All interno di questo orizzonte va detto che alcuni princìpi, già fissati nel recente passato delle forze vive dell Avvocatura italiana, dovranno orientare con sicurezza l opera del Consiglio dell Ordine torinese. Sul piano internazionale e nazionale occorrerà difendere, insieme con il Consiglio nazionale e con le libere Associazioni forensi, il sistema ordinistico nei suoi elementi fondamentali, ivi compreso il livello qualitativo delle prestazioni offerte, con il mantenimento dei minimi tariffari, sul cui rispetto anche il Consiglio torinese dovrà vigilare contro le pattuizioni in sfrenata violazione dei minimi, nonché la riserva in capo all Avvocatura della consulenza stragiudiziale. Miraggio, forse, quest ultimo, ma sul quale occorre insistere perché l Avvocatura è il soggetto più qualificato a fornire il servizio di consulenza sui temi di pretta rilevanza giuridica. Sul piano dell azione specifica dell Ordine torinese occorrerà, sin da subito, e senza alcuna remora conservatrice, avvalersi di tutte le possibilità offerte dalla legge per imprimere una svolta al duplice livello dell accesso alla professione e dell aggiornamento professionale. Sul primo tema, raccogliendo le indicazioni dei Colleghi più attenti alle dinamiche dei flussi e approfittando del fatto che il nuovo esame professionale ha messo fine al tristemente noto turismo del praticantato, occorrerà procedere alla verifica puntuale circa l effettività della pratica, con controlli incrociati tanto sui titolari degli studi legali quanto sui giovani iscritti, affinché la pratica non costituisca un parcheggio a basso costo in pregiudizio di giovani illusi sulle prospettive future di lavoro. Ciò consentirà di saggiare l idoneità degli aspiranti non in base all aleatorietà di un esame, bensì all impegno profuso e all esperienza acquisita sul campo. Sul tema dell aggiornamento, il Consiglio torinese si trova all avanguardia nel percorrere la strada della formazione permanente, che il nuovo codice deontologico individua come contenuto essenziale dei doveri professionali e che il Consiglio nazionale forense intende codificare in protocolli che riqualifichino l Avvocatura secondo standard di qualità in grado di offrire servizi utili ai cittadini e alle imprese. Le molteplici iniziative assunte dal Consiglio, di intesa anche con la Fondazione Croce, nei mesi appena trascorsi, nonché le attività di studio già programmate per l ultima parte del 2006 e per l anno 2007 si muovono in questa direzione. L obiettivo è contribuire a far sì che l Avvocato svolga un opera qualificata non soltanto quando sia necessaria l instaurazione della controversia, ma, prima ancora, in sede di consulenza per evitarla. Ciò implicherà, passo dopo passo, di revisionare gli Albi professionali, se, come è previsto nella bozza di regolamento del Consiglio nazionale, l aggiornamento professionale dovrà essere verificato nella sua effettività. L Avvocatura italiana dovrà anche realisticamente riflettere sulla circostanza che oggi non è più possibile ad alcuno dominare con competenza i vari ambiti del sapere giuridico. Di qui l esigenza che, opportunamente documentando il superamento di determinati percorsi formativi, l Avvocato sia legittimato a offrire ai cittadini e alle imprese segnali precisi in ordine alle sue competenze specifiche, secondo criteri non ispirati alla pubblicità ingannatrice di tipo commerciale, bensì a una obiettiva e trasparente informazione. Con il Consiglio che ho l onore di presiedere e con la collaborazione della Fondazione Croce, Casa comune dell Avvocatura torinese, grazie anche all opera assidua di un personale amministrativo preparato ed estremamente solerte, consegno questo programma all attenzione di tutti i Colleghi, perché anch essi possano, con la riflessione e la critica, contribuire alla tutela della nostra dignità, fondamentale garanzia delle libertà e dei diritti di tutti, nonché alla riapertura di un orizzonte di speranza per gli Avvocati, in specie per coloro che, entrati di recente nelle nostre fila, hanno finora percorso un sentiero lastricato quasi soltanto di disagi e amarezze. Speranza che è giusto e ragionevole alimentare in noi stessi e trasmettere agli altri, perché l Avvocatura possiede, anche e soprattutto nelle sue fasce economicamente più deboli, un alta qualificazione giuridica ed integre energie di carattere morale. Mauro Ronco 6 Editoriale la Pazienza Torino, 1 luglio 2006 Ieri, 30 giugno, quando La Pazienza era già integralmente stampata, è pervenuta la notizia che, con Decreto Legge, il Governo, da poco insediato, presieduto da Romano Prodi, su proposta del Ministro Pierluigi Bersani, ha, come sua prima misura legislativa, scardinato la disciplina della nostra professione, in particolare: a) abrogando le norme cui è demandata la previsione di tariffe fisse o minime inderogabili, nonché cancellando il divieto del patto di quota lite; b) abrogando le prescrizioni deontologiche che pongono limiti alla pubblicità professionale; c) autorizzando la erogazione di servizi anche legali a società di tipo interdisciplinare. A fronte di ciò: esprimo indignazione per il fatto che il Governo sovverta la professione tramite Decreto Legge, in spregio dell art. 77 comma II della Costituzione; denuncio che sia calpestato il rilievo costituzionale dell Avvocatura nella sua funzione di tutela dei diritti dei cittadini, poiché essa è trattata come una qualsiasi categoria che vende beni e servizi commerciali; prendo atto della soddisfazione di Confindustria, essendo state accolte le sue pressioni sul Governo perché l Esecutivo avviasse una serie di riforme a costo zero (Il Sole 24 ore, 1 luglio) (rectius: a esclusivo costo dei cittadini per l inevitabile degradazione della qualità dei servizi); non mi stupisco dell ignoranza del Ministro della Giustizia Clemente Mastella, che si è affrettato a dichairare che il Decreto non inciderebbe in alcun modo sugli Ordini professionali e sull autonomia degli Ordini (La Stampa, 1 luglio). In questa sede mi limito a dire che profonderò ogni impegno perché l Avvocatura torinese, ben nota per la sua compostezza e autorevolezza, esprima, con tutta l energia morale che la contraddistingue, la sua resistenza a una così arrogante e spregiudicata operazione che costituisce un primo passo per distruggere l autonomia e la libertà della nostra professione. Mauro Ronco 7 Problemi dell avvocatura e della giurisdizione IL PARLAMENTO EUROPEO RICONOSCE LA RILEVANZA PUBBLICA DELL AVVOCATURA Il 23 marzo 2006 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che riconosce le specifiche funzioni e prerogative degli ordini professionali forensi. Si tratta di una importantissima inversione di tendenza contro l ondata che voleva giungere ad una liberalizzazione completa dei servizi professionali. Va ricordato che tale risoluzione non ha ricadute normative immediate, tuttavia il documento argomenta la necessità di una tutela particolare dell attività di avvocato. L Europarlamento riconosce pienamente la funzione cruciale esercitata dalle professioni legali in una società democratica, sia per quel che riguarda il patrocinio in giudizio, sia l attività di consulenza extra-giudiziale. La risoluzione evidenzia le alte qualifiche richieste per accedere alla professione legale e il bisogno di proteggerle nell interesse dei cittadini europei. La risoluzione contiene un passaggio molto importante in cui si sottolinea che il regolamento e le riforme degli ordini professionali sono eseguiti in maniera più efficace a livello nazionale, e, quindi, che gli organismi legislativi degli Stati membri sono nella posizione migliore per definire le norme che si applicano alle professioni legali. Anche questo passaggio rappresenta una importante inversione di tendenza. In pratica gli organismi comunitari ritengono che la competenza propria alla definizione delle regole sulla professione appartenga agli Stati e non all Unione, proteggendo in tal modo i diversi assetti nazionali dell avvocatura. In tal modo la Commissione viene invitata a considerare che esistono interessi pubblici nazionali che devono prevalere sui principi della concorrenza. In particolare la Commissione è invitata a non applicare le norme della concorrenza su questioni di interesse nazionale come l accesso alla giustizia, ivi inclusa anche la questione delle tabelle nazionali degli onorari. È allora facile cogliere la novità e l importanza di una tale Risoluzione del Parlamento europeo. La tendenza degli ultimi anni era stata quella di considerare la professione legale alla stregua di una qualsiasi attività economica, come tale da sottoporre alle regole della concorrenza del mercato. In quest ottica il progetto originario della direttiva Bolkenstein (poi approvata in modo molto variato il ) prevedeva in pratica lo smantellamento degli ordini professionali nazionali, ritenuti un mero ostacolo al mercato unico dei servizi, e alla libera circolazione transfrontaliera. La professione di avvocato diveniva una mera attività privata, non dissimile da qualsiasi attività economica, che doveva trovare nel modello dell impresa la propria base di disciplinamento, in modo uniforme per l intera Unione. Il Parlamento ha completamente ribaltato tale impostazione riconoscendo il carattere pubblico della rilevanza dell avvocatura, attraverso gli ordini nazionali in cui essa si articola, e, proprio nell interesse dei cittadini europei, ha restituito agli Stati membri, cioè ai parlamenti nazionali, la competenza a dettare la sua disciplina, per lo specifico rapporto che esiste tra essa e l organizzazione della giustizia. Una tale forte pronuncia deve farci riflettere sulla nostra funzione e la nostra storia. Gli ordini professionali non sono, infatti, creature dello Stato ottocentesco, che si è limitato a riconoscere e dare regolamentazione legislativa a comunità professionali che preesistevano alla sua stessa nascita. Gli ordini professionali del continente derivano il loro modello dalla Confraternita di S. Nicola, in cui si riunirono gli avvocati di Parigi, e che prese forma compiuta dal 1274 al 1432, così come gli ordini forensi dei paesi di Common Law trovano il proprio modello nell organizzazione del Tempio di Londra, all inizio del XIV sec. quando gli apprentices of the Law presero possesso del luogo abbandonato dai Cavalieri templari. Si tratta quindi di comunità storiche nel cui ambito è avvenuta l elaborazione del diritto europeo, ben prima che lo Stato, in senso moderno, sorgesse quale neutralizzazione delle guerre di religione. La rilevanza di tali comunità dei giuristi diviene quindi un fattore di estrema rilevanza per comprendere lo sviluppo storico dell elaborazione dello stesso diritto europeo, in quanto avvenuto proprio nel seno degli ordini professionali. Una tale comunità dei giuristi è quindi rientrata nello Stato, ma lo precede in quanto organizzazione concreta della giustizia. In sostanza l auto-organizzazione dell avvocatura come ordine, non è una mera questione economica di mercato, ma fa parte della storia stessa dell organizzarsi dei pubblici poteri nei vari ambiti nazionali che si rifanno allo spazio comune dello jus publicum europeum. Ed è esattamente questa natura propria degli ordini forensi che era stata disconosciuta negli anni recenti e che è stata riaffermata con forza dall Europarlamento. D altronde nel mondo della globalizzazione sarebbero spariti gli ordini europei ma sarebbe rimasto quel potentissimo ordine che è l American Bar Association (ABA), quale vera continuazione moderna del Tempio inglese. Infatti, proprio nella terra di elezione del mercato, i servizi legali continuano ad essere organizzati intorno ad un 8 Problemi dell avvocatura e della giurisdizione la Pazienza ordine i cui poteri di governo della professione sono molto maggiori di quelli europei, sia per quel che concerne l accesso che la tenuta etica dei membri. Nel mondo della competizione globale si sarebbero così confrontate mere individualità economiche (i fornitori di servizi giuridici europei) e un vero e proprio ordine potente di veri e propri avvocati (americani). Un risultato la cui discrasia è evidente a tutto vantaggio dell America: la distruzione degli ordini professionali europei avrebbe reso l ABA praticamente l unico ordine mondiale autorevole. Laddove, proprio in America, è evidente come l associazione degli avvocati sia una istituzione essenziale di pubblica rilevanza nell auto-organizzazione della giustizia. Questa discussione deve anche farci riflettere sull Europa stessa per come essa viene costruita in questi anni recenti. Sono infatti compresenti idee contraddittorie di Europa. Da un lato quella che ha trovato riconoscimento nella Carta di Nizza intesa ad esaltare il patrimonio costituzionale comune degli Stati membri per come esso si è costruito intorno ai valori della Persona. Dall altro l idea ultra-liberista, e nello stesso tempo ultra burocratica, dell Europa, per come spesso viene condotta in pratica dalla Commissione: laddove i poteri burocratici sono impiegati a sostegno dell espansione del mero mercato in tutti gli ambiti sociali possibili. Insomma un idea che combina il metodo del dirigismo con gli esiti sociali del liberismo. Questa seconda Europa è proprio quella che trovava nel progetto Bolkenstein la sua realizzazione concreta, e che ora comincia ad essere combattuta dallo stesso Parlamento europeo. La semplice Era dei buoni sentimenti, per quanto concerne il futuro dell Unione, mi sembra infatti terminata, ed occorre ora ripensare in termini politici propri l intero progetto. Infine vi è ancora un punto da segnalare. Governo della professione, rilevanza pubblica dell avvocatura, comunità ed etica sono diversi aspetti dell unico problema dell organizzazione professionale della giustizia, così come è andato articolandosi nella storia europea. Viene, così, in rilievo l aspetto della dimensione pubblica dell etica professionale, come problema centrale dell organizzazione stessa della comunità dei giuristi, su cui ho riflettuto, circa un anno fa, in una mia relazione nel convegno organizzato dall Unione dei Giuristi Cattolici torinese. La dimensione dell etica trascende qui i meri aspetti privati o intersoggettivi per divenire un elemento cardine della natura propria dello stesso ordine professionale, così come ribadita dall Europarlamento. Infatti, se da un lato la Commissione è stata indirizzata a tutelare gli ordini nazionali, dall altro il Parlamento ha invitato gli ordini professionali a istituire un codice di condotta a livello europeo, con norme relative all organizzazione, alle qualifiche, alle etiche professionali, al controllo, alla trasparenza, e alla comunicazione, per garantire che il consumatore finale dei servizi legali disponga delle garanzie necessarie in relazione all integrità e all esperienza, al fine di una sana amministrazione della giustizia. Solo, infatti, se il governo della professione si poggia su una elaborazione propria di una forte etica professionale, un tale governo può continuare a godere di quella autorevolezza che è necessaria alla propria legittimazione. È questo il compito che, nel ribadirne la necessità e l importanza, l Europarlamento ha affidato all Ordine degli Avvocat
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