RASSEGNA STAMPA DEL 2 OTTOBRE 2019

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Servizio Immigrazione racconta il lavoro con le famiglie straniere la lista Zaia chiama in causa il Governo `boratori con i genitori sia per migliorare la lingua italiana che per la compresone delle regole scolastiche, diritti e doveri di famiglie e genitori. Hanno funzionato».IL CASO MESTRE «C’è stata più sofferenzaalla Battisti in questi anni, maggiori difficoltà, più ricambio di dirigenti, più pressione e più presenze. Ma sono convinto che adesso con la nomina di un’unica dirigente scolastica che ogni giorno si dedica alla scuola, possa esserci maggiore stabilità». A parlare è Gianfranco Bonesso, per anni responsabile del Servizio Immigrazione del Comune di Venezia, andato in pensione il 1 settembre, che conosce da vicino la scuola dove è esploso il caso della carne “halal”. Negli ultimi otto anni secondo Bonesso alcune scuole hanno avuto un tasso migratorio rilevante, quasi come Milano e Torino, arrivando al 50-60 per cento della presenza di bambini di origine straniera. Nel territorio di Mestre le presenze più numerose sono nelle scuole Cesare Battisti, Querini e Grimani. «Le difficoltà si pongono dove non esiste continuità nell’organizzazione, e la Battisti ne ha risentito molto nell’ultimo anno - spiega Bonesso - perché nelle altre due scuole, compresa la Spallanzani, si sono attivati dei rapporti di maggiore cooperazione in grado di fare entrare al proprio interno anche dei genitori stranieri». Il lavoro dei servizi in questi anni è stato complesso: «Abbiamo fatto delle traduzioni per fare capire ai genitori degli alunni stranieri quale era la rete di servizi da utilizzare, dai ticket per la mensa a come si fa la richiesta per l’esonero della religione. Questo è stato fatto per tutte le scuole, ma soprattutto per quelle sotto pressione come la Battisti, la Giulio Cesare e la Grimani. Sul fronte della mediazione linguistica culturale, poi, si trattava di accogliere i bambini appena arrivati, fare un primo step di ingresso a scuola spiegando i regolamenti. Un progetto che ha dato buoni risultati e che ha permesso di costruire una rete di conoscenza attorno al bambino. Ma sono servite - prosegueLA POLEMICAINTEGRAZIONE L’entrata della scuola Cesare Battisti. A sinistra, Gianfranco BonessoBonesso - anche tutte quelle iniziative pubbliche e private, del volontariato e delle parrocchie, per gli “spazi compiti”: un’offerta di aiuto ai bambini che ha coinvolto un coordinamento di operatori volontari». Bonesso ri-corda poi il protocollo istituito con l’Ufficio Scolastico per regolamentare le iscrizioni che tendevano a concentrarsi soprattutto in alcune scuole, ma soprattutto il lavoro svolto con i genitori: «Abbiamo organizzato diversi la-Intanto, sul caso della richiesta della dieta religiosa a base di carne “halal” scoppiato in questi giorni alla scuola Battisti, agli interventi dei vari assessore regionali si aggiunge quello di Silvia Rizzotto, capogruppo di Zaia Presidente, che invita il Governo nazionale a mettere al bando la pratica di macellazione halal: «La pratica halal è una macellazione di fede musulmana che impone che l’animale venga dissanguato mentre è cosciente. Ma mentre in alcuni Paesi Europei viene previsto lo stordimento dell’animale almeno per evitargli una inutile sofferenza, in Italia, nei centri autorizzati, questo non avviene. Invitiamo il Governo a mettere la parole fine a questa tortura». E sui problemi delle mense scolastiche è stato convocato finalmente per domani, alle 10 nella sede dell’Ufficio scolastico territoriale, il Tavolo Interistituzionale tra il coordinamento dei dirigenti scolastici, servizi educativi del Comune, Ulss 3 e un rappresentante dell’ufficio scolastico. Filomena Spolaor © RIPRODUZIONE RISERVATAIn TribunaleEx operaio morto per l’amianto, causa in vista Quel tumore ai polmoni che la scorsa primavera ha ucciso un ex dipendente di Enichem Anic è stato provocato dall’esposizione all’amianto. Lo ha stabilito la consulenza medico legale disposta dal pm Giovanni Gasparini a seguito della segnalazione pervenuta dai sanitari del Policlinico San Marco, dove il 74enne di Mestre era stato ricoverato.L’uomo aveva lavorato a Porto Marghera dal 1974 al 1994 con le mansioni di strumentista installatore. Il professor Claudo Terranova ha concluso che quel tumore «è correlato all’esposizione a fibre di asbesto... e l’unica fonte espositiva a fibre di asbesto è di natura professionale». A questo punto spetterà alla Procura il compito diindividuare i responsabili all’interno dell’azienda e di verificare se, all’epoca, fossero state predisposte le adeguate misure di sicurezza per proteggere i lavoratori. I familiari della vittima, assititi dagli avvocati Augusto Palese e Paolo Vianello, sono intenzionati ad agire in sede giudiziaria per ottenere il risarcimento del grave danno sofferto.Lavoratori sfruttati da connazionali Rito abbreviato per due bengalesi `L’azienda operain subappalto per Fincantierito dal gip, in relazione a questa vicenda nel novembre dello scorso anno, in quanto sospettato di volersi dare alla fuga.UDIENZA IL 5 DICEMBREIL PROCESSO MARGHERA Si farà con rito ab-breviato il processo a carico di due imprenditori originari del Bangladesh, accusati di sfruttamento di manodopera sottopagata, estorsione ed evasione fiscale sui contributi previdenziali, in relazione all’attività svolta dalla società Venice Group, che opera in subappalto per conto della Fincantieri, mettendo a disposizione manodopera per la costruzioni delle navi a Porto Marghera. I due imputati sono il legale rappresentante dell’azienda, Ali Md Suhag, e suo fratello e socio, Ali Nayon, entrambi assistiti dall’avvocatessa Stefania Pattarello. Il primo fu anche sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, poi convalida-Al processo, fissato per il prossimo 5 dicembre, di fronte al giudice Gilberto Stigliano Messuti, hanno annunciato la costituzione di parte civile sia il sindacato Fiom che alcuni dei lavoratori sfruttati. L’inchiesta, coordinata dalsostituto procuratore Giorgio Gava, è stata avviata proprio sulla base della denuncia presentata da alcuni dipendenti della Venice Group, e si è conclusa con pesanti contestazioni a carico dei due imprenditori, accusati di retribuire gli operai, gran parte dei quali di nazionalità romena, la metà di quanto prevede la paga oraria minima (5 euro invece di 10), nonché di averli costretti a rinunciare ad una parte dello stipendio (2-300 euro) per poter mantenere il posto.IL SISTEMA FINCANTIERIA GIUDIZIO L’ingresso della Fincantieri di Porto MargheraFin dal primo interrogatorio, il titolare dell’azienda ha negato l’accusa di estorsione e giustificato la retribuzione più bassa, attraverso il meccanismo della paga globale forfetizzata, con il sistema che Fincantieri impone alle ditte in subappalto, costrette ad accettare contratti con margini talmente ridotti da non poter lavorare se non riducendo al minimo ogni costo. (gla) © RIPRODUZIONE RISERVATA64f32eb8-6d63-42a1-8d14-350a9eb7a44cLascia Dell’Anna La Giunta perde un pezzo `Le dimissioniper motivi politici sono di dieci giorni fa MARCON La Giunta di Marcon perde un pezzo. Con una lettera datata 20 settembre, ma solo ora la maggioranza di centrodestra ne ha dato notizia, Antonio Dell’Anna (Fratelli d’Italia) ha rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore alla Sicurezza, al Commercio, all’Arredo urbano e alle Manutenzioni, al Verde pubblico e alla Protezione civile del Comune. Dell’Anna non ha voluto spiegare i motivi che lo hanno portato a questa scelta, ha solo detto che racconterà tutto più avanti. Ma alla precisa domanda se la sua decisione avesse una valenza politica, ha risposto: «Decisamente si, è venuta a mancare la fiducia nei miei confronti».SCRICCHIOLII Qualcosa, indubbiamente, scricchiola tra le fila della maggioranza marconese, perché alle dimissioni di Dell’Anna va sommato quanto è succeso giovedì scorso in Consiglio, quando tra il sindaco Matteo Romanello e la senatrice Nadia Pizzol, entrambi della Lega, sono volati gli stracci. Vedremo, tuttavia, nei prossimi giorni se si tratta di una nuvola di passaggio o se sta per arrivare il temporale. Intanto il sindaco, che si è preso un bel lasso di tempo per decidere, ha nominato ieri il nuovo assessore al quale sono state attribuite le stesse deleghe del suo predecessore. È Diego Meneghetti, mestrino, classe 1953, titolare di uno studio professionale di consulenza, che ha al suo attivo parecchia esperienza come consigliere della Provincia. «A seguito delle dimissioni di Antonio Dell’Anna – scrive in una nota Romanello - al quale rinnovo il mio ringraziamento per l’attività svolta in questi due anni di mandato, ho provveduto a nominare nuovo assessore Diego Meneghetti, alquale auguro sin d’ora un buon lavoro in sintonia con tutta la squadra. L’esperienza maturata in Provincia gli è sicuramente servita per conoscere le dinamiche legate all’amministrazione del territorio e sviluppare quelle abilità di operatività e spirito di squadra, essenziali per operare nella mia Giunta». Il fatto che la notizia delle dimissioni sia stata “congelata” per tanti giorni non è passato inosservato tra i gruppi di opposizione. «Venire a conoscenza delle avvenute dimissioni di un assessore leggendo le delibere di Giunta che non riportano più il suo nome, non mi pare il massimo della trasparenza, non solo nei confronti del Consiglio comunale, ma soprattutto nei confronti dei cittadini – scrive Andrea Follini, capogruppo di “Io scelgo Marcon”. Forse la notizia non è stata fatta trapelare in attesa di un ripensamento o forse - si domanda l’ex sindaco la cosa rendeva ulteriormente palese la condizione di instabilità di questa maggioranza». Mauro De LazzariDIMISSIONARIO L’ex assessore Antonio Dell’Anna (Fdi)DIEGO MENEGHETTI NUOVO ASSESSORE L’OPPOSIZIONE CONTESTA IL RITARDO NELLA COMUNICAZIONE16MERCOLEDÌ 2 OTTOBRE 2019 CORRIERE DELLE ALPIBELLUNO le novità in cittàla protestaFarmacia all’Ospedale prima di Natale il trasferimento in piazza BELLUNO. Prima di Natale inL’ospedale San Martino di BellunoTecnici dello Spisal pronti allo sciopero La Regione, per avviare nuove assunzioni, intende attingere alle risorse economiche del fondo incentivante dei lavoratoriPaola Dall’Anese BELLUNO. Il fondo incentivante per i tecnici Spisal utilizzato dalla Regione per pagare le nuove assunzioni nel comparto. È in stato di agitazione il personale della prevenzione nei luoghi di lavoro, dopo che la giunta veneta ha deciso di utilizzare il fondo incentivante, dedicato ai maggiori controlli sul territorio, per assumere nuovi tecnici. Una situazione che il personale, tramite il sindacato di categoria, non intende avallare ed è per questo che, se la giunta non invertirà la rotta, il personale è pronto anche a scioperare. La situazione è scoppiata la settimana scorsa quando si è svolta anche un’assemblea a livello regionale a cui hannopartecipato 100 dei 140 tecnici Spisal operanti in Veneto. Tra questi anche diverso personale bellunese. «L’anno scorso», ricorda Mary Pallaro della Cisl fp veneta, «tutti i sindacati confederali hanno sottoscritto un accordo con la giunta Zaia per potenziare il servizio di prevenzione dello Spisal. Si parlava di far arrivare una trentina di tecnici per tutto il Veneto. Metà di questi sono stati assunti già all’inizio di quest’anno, ma la novità che ha lasciato tutti sconcertati è che per pagare le nuove assunzioni la Regione ha deciso di attingere al fondo incentivante». Il fondo è costituito dalle sanzioni che vengono elevate dallo Spisal durante i controlli di rito nei luoghi di lavoro. «Il fondo», spiega ancora Pal-laro, «prevede circa 5 milioni di euro di entrate, di cui un terzo del fondo è assegnato ai lavoratori dello Spisal, mentre la restante somma viene divisa tra l’acquisto di attrezzatura e la formazione. Ma questi fondi non vengono spesi tutti, per cui la somma contenuta è abbastanza cospicua. Ora questi soldi serviranno, nell’intento di palazzo Balbi, per pagare i nuovi assunti». In provincia di Belluno sono sei ad oggi i tecnici dello Spisal operanti, «ma ne servirebbero almeno un altro paio per poter garantire un servizio più capillare», fa sapere anche Gianluigi Della Giacoma, segretario della Fp Cgil di Belluno. «Il problema è che abbiamo bisogno di questi tecnici per garantire controllil’esperienzaDue farmacisti si uniscono per sostenere le piccole realtà Prima nel 2015 a Mel e poi nel 2016 a Sospirolo, i due professionisti Domingo Arrigoni e Adriano Zampol d’Ortia hanno vnto la crisi ampliandosi BELLUNO. La loro storia è stata raccontata nella rivista specializzata Puntoeffe, ed è destinata, probabilmente, a fare scuola. Domingo Arrigoni e Adriano Z
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