Una filosofia politica dell «ombra» nella Spagna del XX secolo: da Miguel de Unamuno a Eugenio Trías

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Una filosofia politica dell «ombra» nella Spagna del XX secolo: da Miguel de Unamuno a Eugenio Trías GIULIO BATTIONI Sommario: Introduzione; 1. Miguel de Unamuno e la Generación del 98: il sentimento tragico
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Una filosofia politica dell «ombra» nella Spagna del XX secolo: da Miguel de Unamuno a Eugenio Trías GIULIO BATTIONI Sommario: Introduzione; 1. Miguel de Unamuno e la Generación del 98: il sentimento tragico della vita, la niebla e lo stile agónico ; 2. José Ortega y Gasset e la generazione della Revista de Occidente : la razón vital e la dialettica individuo-massa; 3. Xavier Zubiri: l indipendenza ontologica della realtà e la relegazione dell uomo a Dio; 4. Dalla sombra alla ciudad del límite: il realismo eticopolitico di Eugenio Trías. Abstract: Today, Spanish political philosophy provides very interesting keyes to understand some of the contemporary political processes as the decline of the West, Europe s spiritual crisis, the weakness of liberalism and democracy. This paper will try to describe theoretical themes and literature suggestions about the shadow of history thanks to the original thought of some of 20th century most famous philosophers from Spain. First of all Miguel de Unamuno, the father of tragic sense of life who proposes an agonic philosophical approach to carry better sufferings and the problems of consciousness; then, we will talk about Ortega y Gasset his vital reason and particular way of liberalism; then, Xavier Zubiri, a very frequently forgotten philosopher who shakes up the ontology and epistemology by a new definition of reality; in closing, we will consider Eugenio Trías input on the philosophical analysis of power. Keywords: shadow, limit, tragic sense, razón vital, violence. Introduzione La proposta di ricerca che in questa sede ci apprestiamo a formulare deriva da una pluralità di esperienze ed idee radicata nella convinzione che la filosofia politica spagnola del Novecento possa offrire alcune interessanti chiavi di lettura dei processi politici contemporanei: il tramonto dell Occidente, la crisi spirituale e politica dell Europa, la vulnerabilità delle democrazie liberali secolarizzate. 1 Ph.D. Università di Roma La Sapienza ; Professore a contratto presso l Accademia di Scienze Umane e Sociali (Roma). 1 Paulino GARAGORRI, La filosofía española en el siglo XX, Alianza Editorial, Madrid 1985; Armando SAVIGNANO, Unamuno, Ortega, Zubiri. Tre voci nella filosofia del Novecento, Guida, Napoli Beninteso, con filosofia politica spagnola non ci si vuole qui riferire al concetto ormai stanco ed obsoleto di una generica hispanidad, ma si vuole al contrario ricollocarne l originalità nell alveo di una Spagna che, a lungo considerata invertebrada, secondo il celebre motivo di José Ortega y Gasset, e arroccata nel mercato europeo delle idee, come ha sostenuto Fernando Savater, continua a rivestire un ruolo di indubbia centralità nell ambito della cultura contemporanea. Del resto gli odierni processi politici di allargamento, integrazione e costituzionalizzazione dell Unione Europea, in gran parte incompiuti, così come le complesse dinamiche legate al fenomeno della globalizzazione, attestano lo stato di salute dell attuale regno di don Felipe VI di Borbone, a conferma di una rinnovata presenza di primo piano tanto nel Vecchio Continente, quanto nello scenario internazionale. In questa prospettiva, quindi, riteniamo utile indagare, nel quadro di una filosofia politica consapevole delle proprie esigenze critiche ed analitiche, ma aperta alle contaminazioni interdisciplinari, il rilevante contributo del genio spagnolo alla storia delle dottrine politiche del Novecento. Il filo conduttore sarà tutt altro che accessibile. Al contrario si tratterà di entrare nelle pieghe oscure della condizione umana, personale e collettiva. Per grandi linee, cercheremo di esplorare la dimensione oscura, il senso tragico e del limite che l esistenza impone all umano anelito alla libertà. Cercheremo di rappresentare i motivi teoretici, le suggestioni letterarie e il sentimento del mondo di alcuni tra i principali filosofi spagnoli del secolo scorso, alla luce, per così dire, del loro sguardo sull ombra che da sempre accompagna la storia dell uomo e dei popoli. 1. Miguel de Unamuno e la Generación del 98: il sentimento tragico della vita, la niebla e lo stile agónico Si può identificare in Miguel de Unamuno il capofila di quel movimento generazionale passato alla storia come Generación del 98, famiglia culturale a forte caratterizzazione letteraria, della quale il Rettore dell Università di Salamanca è stato la vigorosa quanto sui generis voce filosofica. 2 Nato a Bilbao, nelle viscere della Vasconia, l amata regione basca che sempre vide come parte integrante di una Spagna che tutto doveva alla Castiglia, alle sue terre, alla sua Corona e alla sua lingua, don Miguel è il maestro di un esistenzialismo religioso debitore di Kierkegaard e di un atteggiamento anti-intellettualistico psicologicamente legato a Pascal. Al contempo, contestualmente ad un epoca di crisi storica per la Spagna, quella dei primissimi anni del secolo XX, non mancarono di esercitare il loro influsso alcune 2 Cfr. Miguel de UNAMUNO, Del sentimiento trágico de la vida en los hombres y en los pueblos, Alianza Editorial, Madrid 2013; M. de UNAMUNO, La agonía del cristianismo, Alianza Editorial, Madrid 1986; M. de UNAMUNO, Diario íntimo, Alianza Editorial, Madrid 2006; Elías DÍAZ, Unamuno. Pensamiento político, Tecnos, Madrid 1965; Julián MARÍAS, Miguel de Unamuno, Espasa Calpe, Madrid 1971; Gonzalo SOBEJANO, Nietzsche en España, Gredos, Madrid 1967; Luis SÁNCHEZ GRANJEL, Retrato de Unamuno, Guadarrama, Madrid significative ispirazioni nietzschiane: il vincolo tra pensiero e poesia, quale modalità peculiare di approccio della realtà; la crisi della ragione positivista e scientista, cui fa seguito una filosofía del sentimiento, una filosofia del sentimento tragico della vita, che contribuirà in modo decisivo alla formazione di un nuovo concetto di ragione. A partire da quel pathos tragico per il quale Nietzsche si considerò come l estrema antitesi e l antipodo di un filosofo pessimista che non vuole negare, ma al contrario affermare integralmente l esistenza in tutti i suoi aspetti problematici ed enigmatici, inclusa la sofferenza, Unamuno maturerà quella esigenza di un pensare con tutto il corpo che costituisce il fondamento del suo filosofare. La vita produce incertezza perché non può essere compresa interamente dalla ragione. La ragione, a sua volta, non può che entrare in conflitto con il sentimento : le necessità affettive e volitive, l istinto d autoconservazione, l ansia di immortalità, ingenerano una angoscia che Unamuno non si limita a sperimentare con rassegnazione, ma converte in una agonía positiva, in uno stile di vita cioè, ed in un atteggiamento filosofico, fondati sulla passione e sulla lotta. Una lotta in cui le necessità intellettuali sono conciliate in modo tragico- agónico con le tensioni vitali. Da queste premesse di un pensiero eroico e combattivo non estraneo, quantunque in una prospettiva del tutto non confessionale, a risonanze religiose di tipo cristiano, è possibile far derivare una visione aristocratica e tutta unamuniana della politica. Di certo, il pensatore basco non fu, in senso stretto, un filosofo politico. Le sue opere non sono trattati di scienza politica. Le sue opere letterarie che abbracciano il romanzo, il saggio e la poesia sono piuttosto impregnate di filosofia e popolate da costanti richiami alla storia e alle concrete vicende politiche della sua Spagna contemporanea. Parimenti, il tema dell ombra giace sullo sfondo di una profonda introspezione sulla vita e la condizione umana. È con Niebla, originale romanzo onirico nel quale il protagonista interloquisce con l autore sui dubbi e sul dolore di un amore non corrisposto, che Unamuno sembra approssimarsi alla fitta, oscura trama di un anima che soffre e sogna in un combattimento spirituale violento e dall esito tragico. Nel racconto però non c è traccia del problema politico ma solo l affresco sociale e culturale della Spagna degli inizi del Novecento con la raffinata analisi psicologica dei suoi personaggi. Sul piano politico, il filosofo bilbaino si esprime con la partecipazione attiva nella vita pubblica, accademica in primis. Nel magma politico della Spagna di fine Ottocento, sconvolta dalla perdita delle sue ultime colonie, Cuba e Filippine, e lacerata dalle dispute dinastiche, Unamuno sostenne la causa repubblicana e socialista. Il socialismo unamuniano, a scanso di equivoci, non subì mai il fascino del marxismo ma fu sempre attratto da un liberalismo costituzionale di impronta umanistica e in parte progressista. Pensatore inquieto e hombre de principios, Unamuno fu tacciato di energúmeno político per essersi sempre opposto con vigore a ogni forma di violenza e di estremismo. Nella complicata storia spagnola che precedette la Guerra Civil, con la dittatura di Miguel Primo de Rivera e la nascita del 222 movimento nazionalista e sindacalista-rivoluzionario della Falange Española, frutto degli errori della Restaurazione, dell esaurimento dei sistemi politici liberali di fronte alla rivoluzione bolscevica e alla radicalizzazione delle lotte socialiste, Unamuno fu sempre critico nei confronti di ogni eccesso. Il suo estremismo intimo della coscienza, filosofico e poetico, fu il grandioso paradosso intellettuale e politico del rifiuto di ogni estremismo e violenza. Strumentalizzato dai falangisti prima e dopo la morte, avvenuta pochi mesi dopo l Alzamiento e l inizio della stagione franchista, la sua vita fu al servizio del pensiero e della lotta contro il torpore civile e morale della sua Spagna contemporanea: «su vida fue de intensa actividad intelectual y de costante lucha. Lucha consigo mismo, debatiéndose entre contradicciones y sin hallar nunca la ansiada paz y lucha también contra la trivialidad y la atonía de su tiempo, contra la falta de inquietudes de una burguesía acomodaticia y de una nación sin pulso, en un intento constante de sacudir las conciencias» José Ortega y Gasset e la generazione della Revista de Occidente : la razón vital e la dialettica individuo-massa Anche l elaborazione orteghiana e con una incidenza forse ben ulteriore rispetto a Unamuno, nell ambito del pensiero politico, ha una originalità tutta spagnola. 4 Il quadro cronologico e generazionale nel quale la situiamo è quello immediatamente successivo ai novantottisti. Dopo un periodo giovanile nel quale ha simpatizzato per alcune tematiche legate al neokantismo critico, l itinerario intellettuale di Josè Ortega y Gasset incontra dapprima forti interessi per l antropologia; poi il confronto con lo storicismo di Dilthey e l analitica esistenziale di Heidegger; infine una fase filosofica attenta alle questioni sociali e politiche della Spagna e dell Europa della prima metà del Novecento. Come nel caso di Unamuno, anche il pensatore nato a Madrid assimila alcune importanti intuizioni nietzschiane. Se Unamuno la rilegge in chiave agónica, per contro Ortega recupera l elemento dionisiaco, cioè ludico, festivo e sportivo della tragicità della vita. Se in Unamuno il sentimento tragico ha una intonazione drammatica e una temperatura passionale, per converso in Ortega assistiamo a uno stemperamento teoretico che vuole stabilire una intrinseca e feconda relazione tra la vita e la ragione. Se in Unamuno l uomo era un animale affettivo o sentimentale, in Ortega diviene un animale fantastico, laddove la fantasía è quella capacità vitale fondamentale dell essere umano ordinata, armonizzata e organizzata dalla ragione che altro non è che fantasia messa in forma. La 3 Fernando ÁLVAREZ BALBUENA, El pensamiento político de don Miguel de Unamuno, in El Catoblepas, n. 103, 2010,, p Cfr. José ORTEGA Y GASSET, Discursos políticos, Alianza Editorial, Madrid 1974; J. ORTEGA Y GASSET, La rebelión de las masas, Madrid, Alianza Editorial, Madrid 1979; J. ORTEGA Y GASSET, Scritti politici, a cura di Luciano Pellicani e Antonio Cavicchia Scalamonti, Utet, Torino 1979; J. ORTEGA Y GASSET, España invertebrada: bosquejo de algunos pensamientos históricos, in «Revista de Occidente», n. 12, Alianza Editorial, Madrid 1981; J. ORTEGA Y GASSET, Pensare e credere, a cura di Elisabetta Pavani, Alinea, Firenze formulazione della nozione di razón vital attribuisce al fondatore della Revista de Occidente, il merito di aver realizzato una vera e propria riforma del concetto di ragione in tutta la storia del pensiero moderno e contemporaneo. 5 In questo orizzonte di critica al razionalismo scientifico e all idealismo, la ragione vitale non opera in base a categorie astratte, ma in base alla concretezza storica delle circostanze in cui la cultura ha una importante funzione politica. Se la modernità è l epoca in cui le masse si ribellano, sino a ottenere la conquista del potere sociale, spetta allora a quella o a quelle minoranze che custodiscono la cultura e le tradizioni spirituali organizzarsi per rinnovarle e adeguarle alle esigenze dell uomo contemporaneo. 6 Agli occhi di Ortega, la ribellione delle masse e la politicizzazione integrale della realtà costituiscono l ombra che minacciosamente si stende sulla modernità, la negazione della vita e la paralisi della vita pubblica spagnola, in balia della incertezza del volere e del pensare del popolo. 7 E il protagonismo violento e totalizzante delle masse è il ritorno in auge della democrazia morbosa che nel mondo antico assoggettava l individuo alla polis. Al pari di Unamuno, Ortega è fautore di una filosofia della vita che non partecipa alle vicende collettive attraverso la mediazione dell opera d arte. Il filosofo di Madrid è essenzialmente un filosofo politico e il suo linguaggio comunica immediatamente quel sentimento della storia che subito si cimenta con la dialettica individuo-comunità, libertà-democrazia, soggetto-limiti del potere pubblico. Al pari del padre del sentimiento trágico de la vida, Ortega ebbe in gioventù simpatie socialiste, seppur radicate nell idealismo neokantiano. Alla fase giovanile fece seguito un secondo periodo della sua riflessione politica nel quale prese corpo un indirizzo fenomenologico attento alla realtà delle cose e alla vita come realtà radicale. Ortega guardò all estero e in particolare alla Germania, simbolo di scienza ed educazione. Siamo nella seconda decade del secolo XX e l arretratezza della Spagna è tale che Ortega, europeista della prima ora, vede nel vecchio continente a trazione tedesca una speranza per la sua patria invertebrata. L indirizzo fenomenologico dà un impulso aristocratico al socialismo morale orteghiano, laddove la politica assume il carattere di una pedagogia sociale in cui lo Stato ha la funzione docente di governare il popolo. A questa fase fenomenologica seguì l epoca della maturità, nella quale bolscevismo e fascismo rappresentano la nuova e lunga ombra distesa sull Europa intera, le due facce di un primitivismo politico da contrastare. È in questo momento che Ortega matura una visione politica compiuta nella quale i correttivi elitistici al suo socialismo giovanile vengono ulteriormente accentuati nel senso di un pessimismo antropologico e di una riscoperta realistica delle diseguaglianze. È la libertà dell individuo che conquista 5 Cfr. Armando SAVIGNANO, José Ortega y Gasset. La ragione vitale e storica, Sansoni, Firenze Sulla peculiare cifra politica dell ombra, cfr. Antonio ELORZA, La razón y la sombra. Una lectura política de Ortega y Gasset, Anagrama, Barcelona ORTEGA Y GASSET, Disciplina, jefe, energía, in Obras Completas, I, 206, in Alejandro de HARO HONRUBIA, El pensamiento político de José Ortega y Gasset, in «Anales del Seminario de Historia de la Filosofía», vol. 32, n. 2, 2015, p ora il primato nella filosofia politica orteghiana: «La vida es lo individual ( ) Napoleón no es sólo un hombre, un caso particular de la especie humana: es este hombre único, este individuo». 8 Ma il primato dell individuo sulla società non viene declinato secondo il modello individualistico dell homo homini lupus che in Hobbes ha avuto la miglior fortuna. L individuo orteghiano ritorna a essere quell animale sociale che a partire da Aristotele trova la sua piena realizzazione nella comunità sociale in un rapporto di reciprocità in cui il tutto precede la parte logicamente ma non assiologicamente. Insomma, il realismo fenomenologico di Ortega approda a un liberalismo arricchito, una sintesi tra la libertà degli antichi, il valore della comunità sociale come habitat naturale di ogni individuo, e la libertà dei moderni, il valore della persona al di là della comunità sociale e di fronte al quale anche il potere pubblico, per non degradare nell assolutismo, nel totalitarismo e nella violenza, deve essere limitato. 3. Xavier Zubiri: l indipendenza ontologica della realtà e la relegazione dell uomo a Dio Xavier Zubiri, tra le intelligenze più valorose e attive tra quelle che animarono le prime pubblicazioni della orteghiana Revista de Occidente, si contraddistingue per la rara finezza e la grande complessità di un pensiero che vuole esplicitamente abbracciare una teologia filosofica di segno cristiano. 9 La comune matrice spagnola che collega questo filosofo, nato a San Sebastián, all eredità di Unamuno e a quella del suo maestro Ortega è riconducibile a quell orizzonte di critica e superamento del nichilismo, del criticismo e dell idealismo moderni. D innanzi al terribile evento, ancora una volta di nietzschiana memoria, della morte di Dio, di fronte al problema dell ateismo, all abisso dello sradicamento e dell assenza di ogni fondamento, Zubiri rivolge il proprio sforzo filosofico ad un pensare esperienziale nel quale una intelligenza senziente si apre alla dimensione radicale della realtà, il cui potere si manifesta e si imprime, finanche come esperienza fisica, all interno di un processo dominato a livello volitivo da una esperienza della realtà, che il pensatore spagnolo definisce teologale. Subentra allora il problema di Dio, cioè di quella realtà-fondamento cui l uomo si ri-trova religado e relazionato in una intimità vitale. Nella prospettiva di una metafisica del reale in cui la deità è la forza, il potere stesso della realtà, il rapporto uomo-dio non è astratto, ma di tipo 8 ORTEGA Y GASSET, Adán y el paraíso, cit., p Cfr. Xavier ZUBIRI, El hombre y Dios, Alianza Editorial, Madrid 1984; X. ZUBIRI, Sobre el hombre, Alianza Editorial, Madrid 1986 (trad.it. Il problema dell uomo: antropologia filosofica, a cura di Armando Savignano, Edizioni Augustinus, Palermo 1985); X. ZUBIRI, Naturaleza Historia Dios, Alianza editorial, Madrid 1987 (trad.it., Natura, storia, Dio, a cura di Gianni Ferracuti, Edizioni Augustinus, Palermo 1985); Blanca CASTILLA, Noción de persona en Xavier Zubiri, Rialp, Madrid 1996; Gregorio GÓMEZ CAMBRES, La realidad personal. Introducción a Zubiri, Librería Agora, Málaga Rafael LAZCANO, Panorama bibliográfico de Xavier Zubiri, Ed. Revista Agustiniana, Madrid esperienziale, interpersonale e concreto. L uomo e Dio sono reciprocamente esperienza l uno dell altro nell ambito di una tensione teologale. Zubiri mostra l eccellenza fondamentale del cristianesimo tra le altre religioni storiche, senza per questo discriminare le altre opzioni. È interessante valutare le conseguenze filosofico-politiche di una simile impostazione, il cui risultato immediato potrebbe essere un personalismo nel quale l azione politica non deriverebbe più da una volontà agónica, né da attitudini di tipo psicologistico o soggettivistico, ma dalla esperienza radicale della religazione alla realtà-fondamento di Dio. In realtà, è stato scritto che «la noción de Zubiri sobre conocimiento tiene la gran falencia de no hacer referenzia a la fuerza de la política en la construcción misma de lo que es conocimiento». 10 Insomma, il filosofo basco non si sarebbe fatto carico delle implicazioni politiche di un pensiero davvero sui generis, sia sul piano dell ontologia che su quello della epistemologia. Il cuore della filosofia di Zubiri sta nel concetto di realtà. A dispetto del soggettivismo moderno e della tradizione classica del realismo
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