UNA VITA A RATE INCHIESTA SUI FINANZIAMENTI E TEST SULLE CARTE REVOLVING

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6 SOLDI&DIRITTI n.82 maggio 2005 UNA VITA A RATE INCHIESTA SUI FINANZIAMENTI E TEST SULLE CARTE REVOLVING SOLDI&DIRITTI n.82 maggio MENO SOLDI A DISPOSIZIONE, MA LE SIRENE DEL COMPRO OGGI, PAGO
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6 SOLDI&DIRITTI n.82 maggio 2005 UNA VITA A RATE INCHIESTA SUI FINANZIAMENTI E TEST SULLE CARTE REVOLVING SOLDI&DIRITTI n.82 maggio MENO SOLDI A DISPOSIZIONE, MA LE SIRENE DEL COMPRO OGGI, PAGO DO- MANI INCANTANO SEMPRE PIÙ. ALLO- RA, ATTENZIONE AI COSTI DEI FINAN- ZIAMENTI, SPESSO ELEVATI E PER NULLA TRASPARENTI: INTERESSI IPERBOLICI CON ALCUNE CARTE REVOLVING E NON SEMPRE VERITIERI I TASSI PROMESSI DAI NEGOZI. E, SOPRATTUTTO, ATTENZIO- NE AI RISCHI CHE SI CORRONO SE NON SI RIESCE A FAR FRONTE AI DEBITI. IL FUTURO DEGLI ITALIANI È A RATE. Nel 2004 il credito al consumo è aumentato del 18% rispetto all anno precedente (dati Banca d Italia 2004), per un volume complessivo di quasi 40 miliardi di euro. Scende la propensione al risparmio, aumenta quella a comprare oggi contando sui redditi futuri. Alla base di questo cambiamento c è sicuramente anche il fatto che il potere d acquisto è diminuito. Di quanto? Non certo nella misura che emerge dai dati Istat: se mettiamo a confronto tasso di inflazione e indice di crescita delle retribuzioni dal 2002 al 2004, il potere d acquisto sarebbe diminuito solo dello 0,3%. Di sicuro non corrisponde a quello che gli italiani percepiscono quando devono mettere mano al portafoglio. Lo abbiamo detto più volte anche sulla nostra rivista Altroconsumo: per il metodo di calcolo utilizzato, l indice dei prezzi Istat non riflette la realtà. Per molti la situazione è ben peggiore. E lo dimostra il fatto che le famiglie italiane si indebitano sempre di più: tre italiani su dieci ricorrono a un finanziamento per pagare l auto nuova, il computer, i mobili, la tv al plasma, il telefonino di ultima generazione, ma anche le vacanze o il conto dal dentista (indagine Censis, febbraio 2005). Necessità o comodità? Sempre secondo il Censis la maggior parte di coloro che ricorrono al credito al consumo lo fa perché è una forma comoda di pagamento, che permette di spendere poco alla volta (58,9%). Ma ben il 41,1% dichiara di ricorrere al prestito per necessità, come unico modo per poter affrontare spese impegnative. E c'è chi (il 3,2%) vorrebbe accedere a qualche forma di credito, ma non può. Infatti, ottenere un finanziamento è spesso più difficoltoso proprio per coloro che ne avrebbero più bisogno perché dispongono di limitate risorse economiche. Pensiamo, per esempio, all esercito dei lavoratori atipici (tra interinali, autonomi, prestatori d opera occasionali...), che secondo gli ultimi dati Istat (2004) sono due milioni e mezzo. Il futuro è rappresentato dai giovani che hanno contratti di lavoro flessibili e dagli immigrati. Gli operatori del settore sono consapevoli di non poter trascurare un bacino potenziale di clienti nient affatto indifferente, una consapevolezza che per ora non si è tradotta in un apertura reale. L'offerta: ampia, ma insidiosa La legge (d.lgs. n. 385, art. 21) parla di credito al consumo per i finanziamenti che hanno un importo compreso tra i 150 e i euro (sono esclusi i prestiti ripagabili in un unica soluzione entro 18 mesi dalla loro concessione). Per lo shopping a credito si utilizzano sempre di più le comode rate mensili con la prima rata fra sei mesi : sono i finanziamenti offerti dalle finanziarie per l acquisto di un determinato bene o servizio (prestiti finalizzati). Gli italiani ricorrono sempre di più alle carte revolving, carte di credito che mettono a disposizione una riserva di denaro da utilizzare quando si vuole e da rimborsare a rate. La torta del credito al consumo comprende anche i prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio e lo scoperto di conto corrente. Per citare ancora il Censis, il 9% delle famiglie intervistate dichiara che ricorrerebbe al pagamento rateale se fosse meno costoso. Un risultato su cui banche e finanziarie CREDITO AL CONSUMO (2004) Altri prestiti finalizzati 14% Carte revolving 11% Cessione del quinto dello stipendio 5% Prestiti finalizzati per veicoli industriali 1% Fonte: Banca d'italia Prestiti personali 21% Prestiti finalizzati per auto/moto 48% 8 SOLDI&DIRITTI n.82 maggio 2005 UNA VITA A RATE dovrebbero riflettere; e abbassare i tassi di interesse. Il che non avviene, nonostante i proclami dell Abi (Associazione bancaria italiana), che dichiara di voler migliorare la gestione e l offerta dei prodotti di credito al consumo. Sul mercato, in realtà, ci sono prodotti poco trasparenti e costosi. A partire dalle carte revolving, protagoniste di un vero boom negli ultimi anni. Sono un prodotto molto redditizio per chi le emette, perché fanno pagare tassi di interesse salati: si parla di una media del 17%, ma si arriva al 25%. Anche qui la trasparenza troppo spesso è un optional: dalla nostra analisi di 109 carte revolving (vedi pagina 10) emerge infatti che i costi effettivi di questa forma di finanziamento sono più alti di quelli dichiarati. I negozianti spesso promettono sconti consistenti se si utilizzano queste carte per pagare, senza far cenno agli alti interessi che il loro utilizzo comporta e che spesso vanifica gli sconti promessi. Comportamenti scorretti, che sono il leit motiv delle vostre segnalazioni. Anche sul fronte dei prestiti finalizzati erogati nei negozi, sempre più agguerriti in questo senso per rilanciare le vendite, la trasparenza non trionfa. È quanto emerso dalla INCHIESTA: IN GIRO PER NEGOZI Nell ultimo anno i commercianti, per superare il calo delle vendite, hanno intensificato l offerta di credito al consumo alla clientela. Oggi, nei negozi, si può ottenere un prestito per qualsiasi cosa, anche di poco valore, dal telefono cellulare, al materasso, dal Tv al plasma al Pc portatile. È per questo che i prestiti finalizzati stanno diventando sempre più diffusi. E in effetti slogan come compri oggi, paghi tra sei mesi, prima rata tra un anno, finanziamenti a tasso zero sono sempre più diffusi sui cartelloni pubblicitari e nelle grandi catene commerciali. In pratica si tratta di prestiti erogati da una finanziaria con cui il negoziante ha stipulato una convenzione, a fronte dell acquisto di un particolare bene; il prestito viene rimborsato con rate mensili dall acquirente direttamente alla finanziaria. Peccato però, e il nostro test lo dimostra, che spesso i finanziamenti vengano offerti senza il più elementare rispetto della legge e nella più totale mancanza di trasparenza. È difficilissimo trovare indicazioni e informazioni sul Taeg, che come abbiamo detto più volte è l unico indicatore dell effettivo costo di un finanziamento. Perché si possa parlare di finanziamento a tasso zero, è proprio il Taeg a dover essere pari a zero. sono ben 116 gli esercizi commerciali in cui siamo stati. Volevamo verificare la presenza dei fogli informativi del finanziamento e le notizie che si possono ottenere in merito al prestito (Taeg, durata, importo della rata...). I fogli informativi sul finanziamento sono stati trovati solo in poche occasioni. Nei centri più grossi esiste un area dedicata ai finanziamenti, ma per conoscere le condizioni sono necessarie lunghe attese. In generale la trasparenza è un optional: le condizioni di finanziamento sono considerate un dettaglio trascurabile e vengono trasmesse in modo frettoloso e parziale. In molti casi la persona incaricata ha dichiarato di non conoscere il Tan e il Taeg: come mostra il grafico, in 27 negozi questo dato, che dovrebbe essere presente anche nei cartelloni pubblicitari, non ci è stato fornito. E in molto casi l indicazione data non corrispondeva invece al Taeg reale, calcolato da noi. In alcune occasioni ci siamo addirittura imbattuti in una decisa ostilità, come se la nostra richiesta fosse dettata da eccessiva pignoleria. Il costo dei bolli (pari a 11 euro se il finanziamento ha durata fino a 12 mesi, se dura di più c è invece un imposta sostitutiva pari allo 0,25% dell importo finanziato) è poi un rebus: ognuno dichiara un costo diverso, altro segnale dell approssimazione con cui vengono gestite le informazioni sui finanziamenti. Risposte sbagliate. Giusto a titolo d esempio, ecco alcune risposte spudoratamente sbagliate che ci sono state date: al Media World di Via Crea, a Torino, per acquistare un Tv Sony del valore di euro ci offrono un finanziamento con Taeg di circa il 5%; in realtà, dovendo pagare 10 rate da 209,76 euro (comprensive di spese) e spese iniziali pari a 75,36 euro, il Taeg ammonta a ben il 20,90%; al Decathlon di Via De Blasio, a Bari, per pagare attrezzatura sportiva del valore complessivo di euro ci offrono una rateizzazione che dovrebbe avere un Taeg del 12,95%, ma da nostri calcoli (anticipo di 169 euro e 11 rate da 150 euro, più spese di incasso pari a 0,62 euro per bollettino) risulta essere pari al 21,31%; all Emmelunga di Zola Predosa (Bologna), per acquistare un mobile soggiorno del valore di euro, il Taeg dichiarato è del 12,57%, circa 8 punti percentuali in meno di quello effettivo (20,80%), calcolato per 12 rate da 184,57 euro; al Media World di Casalecchio di Reno (Bologna), in cui dovevamo comperare un Tv Samsung di euro, ci dichiarano un Taeg dell 8,95%; quello da noi calcolato, per 10 rate da 237,63 euro più 1,34 euro di spesa per rata, ammonta a ben il 19,42%; a Wellcome di Via Emilia Levante, a Bologna, ci dichiarano un Taeg del 14,92%, ma dovendo pagare per un televisore di euro 12 rate da 181 euro con spese iniziali di 156 euro, il Taeg ammonta addirittura al 35,72% (sopra il tasso usurario); all Ipercoop di Via Quarenghi, a Milano, per un Tv Altec di euro ci dichiarano un Taeg del 10,77%, quello effettivo (per 11 rate da 194,9 euro) è il 21,31%. Abbiamo anche trovato molti casi di Taeg effettivamente risultato pari a zero e ne siamo lieti: in questo caso la buona fede del cliente non è stata tradita. Si tratta di Arquati di Bologna, Carrefour di Napoli, Chateaux d Ax di Napoli, Torino e Bologna, Cisalfa di Bologna, Coop Adriatica di Bologna, Divani&Divani di Torino e Bologna, Euronics di Bologna, Expert di Napoli, Ipercoop di Bologna, Ipermercato Leclerc di Bologna, Marco Polo Expert di Bologna, OBI di Torino. Sono esempi da seguire. Nei negozi di sei città. La nostra inchiesta à stata fatta a Bari, Bologna, Napoli, Milano, Roma e Torino; in ognuna abbiamo visitato diversi negozi (alcuni di importanti catene commerciali) nei panni di possibili acquirenti di diverse tipologie di prodotti (biciclette, Tv al plasma, condizionatori): in totale I RISULTATI DELLA NOSTRA INCHIESTA (marzo 2005) Negozi senza Taeg Negozi con Taeg dichiarato minore di quello reale Negozi che dichiarano il Taeg reale negozi visitati SOLDI&DIRITTI n.82 maggio nostra inchiesta in 116 punti vendita di sei città (Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Bari) riassunta nelle pagina a fianco: ben il 23% dei negozi visitati non dà alcuna informazione sul Taeg, Tasso annuo effettivo globale, l indicatore di quanto ci costa realmente il finanziamento perché comprende oltre al tasso d'interesse (Tan, tasso annuo nominale), tutte le spese, le commissioni e le eventuali assicurazioni obbligatorie. E anche quando il Taeg è indicato, in un negozio su tre è risultato inferiore a quello reale. C'è poi tutto il variegato mondo della pubblicità, che segue il trend del settore e molto spesso non rispetta le più elementari regole di trasparenza dettate dalla legge. Non fatevi affondare dalle rate L altra faccia del credito al consumo è il debito. Una faccia di cui è facile dimenticarsi di fronte alle allettanti offerte di finanziamento a colpi di piccole rate mensili, che danno la sensazione di poter comprare tutto. Ma i prestiti si pagano e il conto arriva sempre, sotto forma di interessi. Per questo motivo vi consigliamo di indebitarvi solo se non potete farne a meno e se lo fate tenete conto anche degli imprevisti (malattie o spese inaspettate) che potrebbero farvi entrare nel tunnel dell insolvenza. Per non correre rischi, verificate che le rate complessive che vi ritroverete a pagare ogni mese non superino il 30% del vostro stipendio mensile. Il rischio di sovraindebitamento potrebbe essere scongiurato se il nostro sistema finanziario funzionasse a dovere: a cosa servono le banche dati che registrano i prestiti in essere e le richieste di prestito? Dovrebbero servire proprio a evitare che banche e finanziarie eroghino prestiti a soggetti già troppo indebitati. Il condizionale è d obbligo, visto che troppo spesso i prestiti arrivano lo stesso e le situazioni di sofferenza si moltiplicano. È importante, quindi, tenere gli occhi bene ALTROCONSUMO.IT Taeg significa tasso annuo effettivo globale. È l'unico reale indicatore del costo di un finanziamento perché tiene conto di tutte le voci di spesa. Chiedetelo sempre. Molti gli approfondimenti sul sito. Per calcolare la convenienza di un finanziamento che vi viene proposto, potete accedere al foglio di calcolo del Taeg, il vero indicatore del costo di un prestito, nella sezione Servizi online, cliccando su Calcolatori. Nella sezione Lettere tipo, potete vedere e scaricare due esempi di lettere da usare per accedere ai propri dati di una centrale rischi e per chiederne la cancellazione. Sul sito, assieme all articolo, la tabella completa, con tutte le 109 carte revolving che abbiamo esaminato e anche la tabella con tutti i 116 punti vendita che abbiamo visitato nel corso della nostra inchiesta sui finanziamenti, divisi per città. Una tabella con i tassi di usura relativi a diversi tipi di finanziamento. aperti e scegliere in modo consapevole la forma di finanziamento più conveniente e adatta alle proprie esigenze. Cambiamento lento Il nostro mercato del credito al consumo è ancora piccolo se confrontato con quello degli altri Paesi europei: il rapporto tra credito al consumo e ricchezza prodotta (Pil) è solo del 3,9% contro il 10,8% della Germania e il 15,5% della Gran Bretagna (dati Abi). Nell'ipotesi in cui il ricorso al credito aumenti nel nostro Paese, bisogna lavorare per ottenere una reale trasparenza su condizioni e costi dei finanziamenti, per ampliare le possibilità di accesso al credito e favorire una concorrenza sul mercato che porti a una riduzione dei tassi di interesse. È quello che stiamo cercando di fare sia in ambito nazionale, sia europeo. Bisogna dire che qualcosa si sta movendo, ci sono una serie di cambiamenti in atto che potrebbero cambiare il volto del settore. Ma si va troppo a rilento. Cessione del quinto dello stipendio anche per i dipendenti segue a pag. 12 MA QUALE TASSO ZERO... Oltre che su giornali e televisioni, sempre più spesso le pubblicità che offrono pagamenti a rate si trovano direttamente nei punti vendita. La formula utilizzata solitamente per invogliare i consumatori ad acquistare il prodotto è il tasso zero o espressioni simili. Ma attenzione: nella maggior parte dei casi, come in quello illustrato qui a fianco, zero è soltanto il Tan, Tasso annuo nominale. Non si tiene dunque conto di tutte le spese accessorie. In realtà l'indicatore del vero costo di un finanziamento è il Taeg. Un tasso zero, ben evidenziato nel volantino (nel bollo giallo), corrisponde invece a un Taeg dell'8,90%, scritto in caratteri microscopici (in verticale a sinistra sul volantino e ingrandito qui sotto). 10 SOLDI&DIRITTI n.82 maggio 2005 UNA VITA A RATE TEST: LE CARTE REVOLVING LE CARTE DI CREDITO CON PAGAMENTO RATEALE CON IL TAEG PIÙ BASSO (valori febbraio 2005) Emittente Nome carta Tipologia di carta Tan % Rata minima Invio e/c (in euro) Taeg dichiarato % Taeg reale % (da nostri calcoli, comprensivo delle spese invio e/c) (2) Interessi da pagare per una spesa da euro (in euro) Banca Sella Altroconsumo card tradizionale (1) 9 l importo maggiore tra 1/10 del saldo e 51,64 euro 1,03 9,38 11,56 86,11 Bankamericard Benetton card revolving revolving 9,90 non indicata 1,55 11,70 13,82 100,5 Bankamericard Day card revolving revolving 10 non indicata 1,55 11,77 13,93 101,64 Banca Antoniana Popolare Veneta Carta Insieme Più tradizionale (1) 10,20 non indicata 1,55 10,91 14,15 103,93 Fineco Newcard tradizionale (1) 13,90 a scelta del cliente, 10% di quanto speso o 100 euro 0 14,82 14,82 68,29 5% del saldo, minimo Capital One bank Capital One revolving 13, ,90 14,90 144,49 50 euro Clarima Carta Ebay revolving euro 0 14,93 14,93 144,86 Agos Itafinco Carta Attiva Adoc tradizionale (1) 12,40 non indicata 1,03 13,13 15,51 128,96 BPU banca Libra Extra revolving 13 rata fissa 50 euro 1,03 14,80 16,17 136,27 Unicard base tradizionale (1) 13,20 Unicard Coop tradizionale (1) 13,20 l importo maggiore tra 1/18 del saldo e 25,82 euro l importo maggiore tra 1/18 del saldo e 25,82 euro 1,03 14,03 16,35 122,75 1,03 14,03 16,35 122,75 Unicard Feltrinelli tradizionale (1) l importo maggiore tra 1/18 13,20 del saldo e 25,82 euro 1,03 14,03 16,35 122,75 Linea Carta Viva Libero tradizionale (1) 15,25 5% del saldo 0 16,36 16,36 161,01 Clarima Clarima TCI tradizionale (1) 15,90 Deutsche bank Bancoposta classica tradizionale (1) 13,92 Miglior Acquisto; Migliore del Test; Scelta Conveniente fino a 500 euro di spesa, 25 euro; oltre, 50 euro fino a 900 euro di spesa, 50 euro; oltre 1/18 del saldo 0 17,11 17,11 169,33 1,03 15,75 17,16 130,48 (1) La carta prevede pagamento a saldo dell estratto conto, ma consente di chiedere la rateizzazione (2) Per un un fido di euro e una spesa di euro DOVE VOLANO LE CARTE: I VOSTRI RACCONTI Qualche mese fa sono andato in un negozio Euronics di Verona per acquistare un computer. Mi hanno proposto uno sconto del 10% sul modello che volevo acquistare (corrispondeva a circa 70 euro). Stavo per pagare quando mi hanno detto che per avere lo sconto era necessario attivare una carta Euronics; pensavo si trattasse di una delle solite carte fedeltà, tanto di moda nei supermercati, per cui non ho fatto obiezioni. Invece mi è stata richiesta una serie di dati esagerata: di fronte alle mie perplessità, mi è stato spiegato che avrei dovuto firmare un contratto per un finanziamento. Insomma è venuto fuori che si trattava di una carta di credito cui era legato un finanziamento revolving rilasciato da Findomestic. L idea del finanziamento mi ha fatto rinunciare allo sconto e anche all acquisto. Mi resta però la curiosità di sapere che cosa diavolo avrei firmato veramente . (A. B. - Verona). Il 24 novembre 2003 sono andato in un centro Trony per l acquisto a tasso zero e con pagamento a partire da novembre 2004 di un lettore DVD. Dopo le formalità di rito, con firma su di un contratto praticamente illeggibile tanto era scritto in caratteri lillipuziani, ho perfezionato il contratto per il pagamento di 299 euro in 12 rate a partire da novembre Circa 15 giorni dopo l acquisto mi sono visto recapitare a casa una carta Aura, peraltro da me mai esplicitamente richiesta. Nessuno, e sottolineo nessuno, all atto della stipula ha mai parlato o fatto cenno alla possibilità di aderire o meno ad una delle due opzioni, finanziamento con o senza carta . (M. Z. - Novate Milanese MI) A giugno 2003 ho acquistato un auto dalla Renault attivando un finanziamento a 36 mesi. Dopo alcuni mesi mi è arrivata, tramite la FinRenault, una proposta di assegnazione gratuita per un anno di una carta di credito, che ho scoperto tardi essere una revolving, chiamata carta Orizzonte, del circuito SOLDI&DIRITTI n.82 maggio Abbiamo testato le 109 carte revolving esistenti oggi in Italia (sia le revolving vere e proprie, sia quelle tradizionali che consentono il pagamento rateale). In tabella trovate le migliori, vale a dire quelle con il Taeg più basso. Potete confrontare il Taeg dichiarato (calcolato come prescrive la legge) con quello reale, se si tiene conto oltre che di tutte le spese legate alle diverse carte anche del costo di invio dell estratto conto che, quando si rateizza, arriva ogni mese. Basti pensare che per coprire un utilizzo di euro con rate mensili di 50 euro si impiegano in media due anni, e ciò comporta l invio di 24 estratti conto: circa 24 euro in tutto. Nel nostro campione di 109 carte di credito, il Taeg medio dichiarato ammonta al 17,17%. Sempre più alto il Taeg reale, da noi calcolato: considerando anche il costo di in
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