Università degli studi di Pisa. Facoltà d ingegneria Corso di laurea in ingegneria Edile. Tesi di laurea:

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Università degli studi di Pisa Facoltà d ingegneria Corso di laurea in ingegneria Edile Tesi di laurea: Riqualificazione ambientale e funzionale del centro storico di San Giuliano Terme Candidato: Federico
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Università degli studi di Pisa Facoltà d ingegneria Corso di laurea in ingegneria Edile Tesi di laurea: Riqualificazione ambientale e funzionale del centro storico di San Giuliano Terme Candidato: Federico Gabbrielli Relatori: Prof.Ing. M.Dringoli Dott.ing. P.Galantini Anno Accademico Indice: Introduzione: Gli obbiettivi progettuali pag. 3 Capitolo I San Giuliano Terme, ovvero i bagni di Pisa ; cenni storici 1.1 Le origini pag Dall alto medioevo al rinascimento pag La rinascita sotto i Lorena pag La situazione ai nostri giorni pag. 39 Capitolo II San Giuliano terme: problematiche, obbiettivi e risposte 2.1 Il processo pianificatorio pag Gli obbiettivi del piano strutturale pag. 45 2 Capitolo III Il nuovo sistema circolatorio 3.1 La situazione attuale pag I parametri progettuali dell intervento pag La proposta progettuale pag. 64 Capitolo IV Il nuovo parco dei pini 4.1 La situazione attuale pag La proposta progettuale pag. 81 Capitolo V Il KafèHaus: il recupero architettonico-funzionale 5.1 Cenni storici pag Il restauro dell intonaco pag Il recupero funzionale del KafèHaus pag Un nuovo sistema d accesso pag Il sentiero per il KafèHaus pag Il sistema meccanico di risalita pag Capitolo VI Un nuovo parcheggio per San Giuliano 5.1 L esigenza di un area di sosta pag Il progetto pag. 154 Capitolo VII IL recupero di piazzale M.P.Shelley 7.1 La piazza che non c è pag Il recupero pag. 167 Conclusioni pag. 173 Bibliografia pag Introduzione: Gli obbiettivi progettuali dell esercitazione L analisi, e l elenco degli interventi che nel loro insieme, e nella loro reciproca interazione, danno vita ad un processo di riqualificazione ambientale e funzionale del centro storico di San Giuliano Terme è il primo passo da fare a livello progettuale. Così stabilendo un ordine gerarchico a tali interventi è possibile definirne le reciproche influenze e sottolineare i legami che a prima vista non potrebbero essere molto così espliciti. Primo intervento necessario è stato individuato nella realizzazione di un nuovo sistema circolatorio che permettesse al traffico di by-passare il centro storico del paese, ormai martoriato da un volume di auto insostenibile. 5 Tale intervento è condizione necessaria per poter poi intervenire urbanisticamente all interno del centro storico. Seguendo sempre un criterio progettuale di risposta al problema si è individuato sia l esigenza di restituire alla comunità sia un parco cittadino (in sostituzione del fatiscente parco dei pini), sia la necessità di ridare prestigio alla piazza principale ed alla sua monumentalità ; ricollocando questo spazio teatrale in una dimensione urbana simile a quella originaria, in poche parole riconsegnandolo alla collettività. Il nuovo sistema circolatorio, a monte dell insieme di interventi, permetterà infatti la realizzazione di un area pedonale che dal nuovo parco dei Pini prosegue fino a piazza Shelley. Un altra problematica, relativa al comune di San Giuliano, oggetto del successivo intervento, è la mancanza di aree di sosta; a cui si cerca di dare una risposta individuando una superficie da destinare a 6 parcheggio e realizzando un pratico percorso pedonale che permetta di raggiungere comodamente il centro cittadino. Si noterà che, anche in questo caso, la riorganizzazione del sistema circolatorio è alla base dell intervento; infatti l adozione della variante alla s.s.12 bis permetterà di relegare la vecchia strada per il foro a ruolo di via panoramica con un volume di traffico drasticamente ridotto e funzionale pertanto all accesso al parcheggio. Conclude questo insieme di interventi atti a riqualificare il centro storico di San Giuliano Terme, il recupero della struttura del KafèHaus, che da secoli ormai contraddistingue l immagine di San Giuliano. Quest ultimo intervento prevede, oltre alla riqualificazione del sistema di accesso sia dal vecchio sentiero che dal palazzo delle terme porta fino alla quota del KafèHaus sia alla realizzazione di un sistema meccanico di risalita sotterraneo, una conversione 7 architettonico-funzionale della struttura, che pur recuperando la sua idea di terrazza panoramica diviene una vera e propria dependance della struttura termale sottostante. 8 1. San Giuliano terme, ovvero i bagni di Pisa ; cenni storici. 1.1 L origine S. Giuliano Terme e il suo territorio comunale di, costituito principalmente da un sistema collinare e da uno pianeggiante, fu densamente abitato fin dall antichità sia per il suo nobile marmo (col quale vennero edificati i più famosi monumenti della Repubblica di Pisa) sia per la presenza dei fiumi Serchio, Arno e Auser che permettevano alla popolazione che vi abitava una elevata risorsa idrica; in tale territorio risultano poi presenti insediamenti umani fin dall epoca etrusca, come viene testimoniato da numerosi reperti ceramici che attestano la presenza organizzata di villaggi fortificati e di insediamenti agricoli e commerciali. Non và dimenticata anche la presenza romana nel territorio, attestata da scavi archeologici che hanno 9 ritrovato opere scultoree e monumentali che riconducono alla presenza di un sistema di ville rustiche o paganico vicanico di epoca romana; notevole fu l opera di bonifica e di coltivazione che Roma attuò nella piana del Serchio, la quale, a seguito della caduta dell Impero romano d Occidente nel 476 d.c., andò in declino favorendo così la divagazione dei corsi d acqua principali, come provano la presenza di meandri fluviali abbandonati e di paludi. Rilevante fu anche lo sfruttamento, da parte dei Romani, delle acque termali presenti nella zona, scoperte quasi indubbiamente in seguito agli scavi delle pietre, come viene documentato da numerosi reperti ritrovati in tale zona e da Plinio il Vecchio che più volte le ha menzionate nei suoi scritti. 10 1.2 Dall alto medioevo al rinascimento, passando per l età dei comuni. In seguito alla caduta dell Impero romano d Occidente il territorio di S. Giuliano Terme venne occupato dai Longobardi, i quali costituirono proprietà fondiarie del Vescovado di Lucca e di altri enti ecclesiastici lucchesi, concentrate per lo più nelle zone di Rigoli, Pappiana, Orzignano e Metato; l insediamento pedecollinare rimane legato agli insediamenti antropici risalenti all età romana, mentre si verifica la nascita di corti fortificate e di castelli con funzioni strategiche o di organizzazione territoriale, come ad esempio a Ripafratta e ad Asciano. Verso il XII secolo il territorio si presenta come un insieme di modeste abitazioni e piccole chiese molto lottizzata e legata ancora alla piccola proprietà agraria; tuttavia appare ben predisposto e servito da una rete viaria costituita da strade principali che si dipartono a raggiera da Pisa e da vie secondarie e sentieri necessari 11 al collegamento tra i vari nuclei insediativi. Alcune famiglie signorili costruiscono ville suburbane e palazzi fortificati mediante l uso di pietra e mattoni, abbandonando così il legno come materiale da costruzione. Da segnalare la ripresa di alcune importanti attività dell epoca romana, come quella termale di S. Giuliano Terme e quella estrattiva di materiale da costruzione, che permettono in questo modo uno sviluppo economico della zona, che comincia perciò a diventare un centro di una certa rilevanza. L importanza di S. Giuliano Terme crebbe soprattutto durante la Repubblica di Pisa e in gran parte grazie alla sua posizione strategica, essendo essa passaggio obbligato per chiunque si recava o proveniva da Lucca; per tale motivo la città doveva essere ben fortificata, come testimoniano alcune iscrizioni che attestano l ampliamento o il restauro di mura e di fortificazioni preesistenti. Un ruolo molto importante lo svolgeva la 12 chiesa di S. Giuliano, ormai distrutta da molto tempo e citata più volte in vari documenti risalenti all 838 e successivi; a tale chiesa, che disponeva di un proprio edificio, di una corte, di un orto e di un vigneto, fu poi affiancato un ospedale per i pellegrini, di cui purtroppo se ne è persa la traccia. In seguito alla conquista fiorentina nel 1406 si evidenziano nel territorio interventi quali il rafforzamento militare del polo di Ripafratta, l utilizzo dell acquedotto di Asciano per l approvigiomanento idrico e la realizzazione del Canale demaniale di Ripafratta. S. Giuliano Terme vide il suo rifiorire con l avvento dei Medici, i quali provvidero a risanare i luoghi circostanti e a valorizzare le acque termali, attraverso analisi delle stesse. 13 1.3 La rinascita sotto i Lorena Ma è solamente con l avvento dei Lorena (metà del XVIII secolo), che l attività termale di san Giuliano prese nuovo slancio. Adesso l antico luogo di cura, ricordato fina dal medioevo, si è attrezzato, sia di impianti termali, adeguati alle più attuali esigenze igieniche, che di strutture ricettive e di svago. Qui hanno compimento insieme ai rituali della balneazione, alle cure mediche, ai deliziosi ozi della natura, gli svaghi tipicamente barocchi che la società mondana insegue nei luoghi di cura, quasi a voler esorcizzare, la malattia. Gli aspetti della cura e della villeggiatura, della malattia e del piacere sono i nodi portanti della costruzione del microcosmo termale, a queste componenti, che si esaltano nell emblematico rituale delle acque e dell appariscenza mondana, si 14 giustappone la razionalizzazione di un programma aggiornato alle teorie mediche e scientifiche. Nel settecento il vasto terreno delle guide per le città termali attente a ragguagliare sulla terapia delle acque si arricchisce di informazioni sul tempo libero. I luoghi di ritrovo, caffè, e sale da gioco, le residenze lussuose, il panorama, e le passeggiate, la clientela illustre, sono gli elementi sui quali si appunta la costruzione dell immagine del luogo destinato a divenire competitivo rispetto ad altri. La sua storia è quindi storia di progetti, di disegni più o meno attuati, di programmi politici e finanziari, ai quali si aggiunge la propaganda del luogo che è affidata alle guide ed alle immagini. Nelle vedute settecentesche della città termale di nuova costruzione gli spazi si articolano senza soluzione di continuità, animati da dame, cavalieri gaudenti insieme 15 ad infermi, a carrozze e imbarcazioni agghindate, a cavalli in corsa. E questa l immagine diffusa alla metà del settecento quando San Giuliano si impone come luogo di villeggiatura ameno, perché inserito in una campagna fiorente e coltivata, mondano, perché dotato di casinò, biliardi, trattorie, locande e palazzi prestigiosi. Quasi a commento di questa immagine sono le parole di Gio. Lodovico Bianconi in una lettera al principe Enrico di Prussica: Il comodo dei bagni che sono distanti una mezza lega dalla città, vi richiama molti forestieri sanissimo e allegri che vengono, come è il solito de bagni a divertirsi..vi è un bel canale per cui si va in barca dalla città al bagno e si ritorna: occasione di molti deliziosi diporti io conosco vari bagni in Germania Italia e in Francia ma non ne conosco veruno che abbia aria più allegra di questo 16 Si può giustamente dire che i bagni di Pisa recano a alcuni sollievo, a molti rendono la salute perduta, a tutti procurano allegria grande, essendo, percosiì dire, la più bella villeggiatura d Italia Con queste parole il cavalier S.B., anonimo relatore dei costumi pisani del XVIII secolo, esprime il clima di rassicurante edonismo che si respira nell ambiente termale settecentesco. Come le locità di cura europee Spa, Buth, Wisbaden, al centro di licenziose ambientazioni letterarie per la straordinaria libertà di costumi di sentimenti e di maniere, San Giuliano ha acquisito, con l ampliamento e l innovazione delle sue strutture, avvenuto nella seconda metà del XVIII secolo, i requisiti di luogo di villeggiatura. La fortuna delle terme di San Giuliano confermata dai numerosi e illustri ospiti che registrano la loro presenza tra gli ultimi decenni del settecento e la prima metà 17 dell ottocento: regnanti europei come Gustavo III re di Svezia, Cristiano VII di Danimarca, i principi d Inghilterra, la principessa di Monaco; personaggi della politica, della cultura, alla ribalta della società mondana, Luigi, Girolamo e Paolina Bonaparte, Ibrahim Pascià, ma anche Percy Bassche Shelley, Vittorio Alfieri e la contessa Luigia D Albany. Mi alzo alle quattro la mattina, già da quattro giorni scrive Vittorio Alfieri a Mario Bianchi di siena il 1 luglio del 1875 e cavalco fino alle sette e finisco coll arrivare ai Bagni, dove bevo sette, otto bicchieri dell acqua del pozzetto, che mi evacua gran bile che era quella che mi uccideva, e ritorno alle otto a Pisa, dove riformo tre ore, e così mi trovo assai meglio e quasi in gradi di riscrivere un altro panegirico ; e ancora in una lettera successiva:.ce ne andiamo io e il cavaliere Soletti la mattina e poi la sera in biroccio, alcune volte alla Commedia, altre ai bagni da quella genovese malata (Giovanetta Cambiaso) 18 Con i Cambiaso numerose sono le famiglie della nobiltà genovese come i Doria, Grimaldi, Spinola, Neuroni, Mari-Durazzo, Pallavicini, Lomellino, a eleggere San Giuliano come meta del soggiorno termale. Alla metà del XVII secolo, la situazione ai Bagni di San Giuliano risultava ancora molto depressa. Si legge infatti che nella relazione di Persio Falconcini a Ferdinando II Medici per essere i bagni in mezzo a una palude si è persa la bagnatura delle persone comode, restando in hoggi il bagnarsi solo ai poveri miserabili particolarmente a quelli che vi manda lo spedale di S.Maria nuova che tutti hanno la ritirata et alloggi gratis dello spedale ivi fabbricato per tale effetto. Nonostante i ripetuti tentativi di bonifica da parte del governo mediceo, i risultati non sembrarono soddisfacenti se nel 1684 Cosimo III decideva di alienare le terme alla Pia casa di Misericordia di Pisa per 1200 scudi. A quella data lo stabilimento era omposto 19 di nove bagni, otto piccole abitazioni, uno stanzino ad uso di spedale con portico e stalle. Ai primi del settecento Giuseppe Zambeccati, nel lamentarsi dello stato di abbandono delle terme, ne offre una puntuale descrizione: i vasi dei bagni erano dieci divisi da una piazza o prato di mezzo, sei da una banda, cioè sulla destra di chi arriva o a levante, e quattro dall altra, alla sinistra o a ponente Questa descrizione conferma un assetto analogo a quello di altri centrali termali coevi come Aqui o Bagni di Lucca. Si trattava di una struttura minimale, composta di vasche, in parte scoperte o protette da elementi precari, suddivise in ragione del sesso e dello stato sociale. La pia casa della Misericordia iniziò opere di aggiornamento e di riadattamento realizzando bagni coperti con spogliatoi e recinzioni come quello detto della Regina e il palazzo della Misericordia, eretto al centro del trivio nella posizione di quello attuale, con alloggi e servizi per il soggiorno termale. Già da questo 20 primo intervento è evidente il ruolo emblematico de viene ad assumere il palazzo rispetto all ambiente circostante. La sua facies modella le scelte successive di architettura. L impianto simmetrico del palazzo con il salone centrale e appartamenti laterali distribuiti su due piani oltre il terrestre, come appare dalla pianta de Bagni di Pisa e di tutte le fabbriche che vi si trovano del 1742, si dichiara nel fronte principale attraverso un ampia e scenografica scalinata, chiusa entro i due corpi laterali aggettanti; l asse dei collegamenti verticali è sottolineato dal ritmo serrato delle tre aperture centrali. La stessa enfasi della centralità è perseguita nel progetto del 1750 attraverso l alleggerimento del corpo centrale che giustappone al portale ritagliato nel bugnato,di base, l apertura a serliana del piano nobile con ampia finestratura sovrastante. Il raccordo fra le due vaste aperture è sottilmente calligrafico, giocato sul motivo della lesena e della 21 voluta che ritorna, più incisiva e più rustica, a scandire le parti laterali del fronte. La tensione ascensionale, si appunta sul caratteristico fregio centrale con l orologio e, seguendo l orografia del monte, prosegue verso la struttura del CafèHause. Con motuproprio del , Francesco Stefano Lorena. Granduca di Toscana, diede l avvio a un complesso e oneroso piano di valorizzazione delle terme, allineandosi alle scelte dei sovrani europei. Il primo impegno è la realizzazione del palazzo e la sistemazione dei bagni, a cui seguirono le imprese dei privati. Gli interventi furono coordinati e rigorosamente unitari, misurati sulla base di un piano urbanistico redatto nel 1744 dall architetto Giuseppe Ruggeri. Si trattava di un disegno intiero e, come sul dirsi, con un sol spirito, che diventi legale e che possa divenire canone ai privati. La disciplina urbanistica si 22 traduceva in norma architettonica, prevedendo che rispetto all esterno le fabbriche venissero con una certa uniformità regolate, e disposte in forma. I cospicui materiali grafici reperiti documentano un attenta ricerca a legare le nuove costruzioni con l esistente utilizzando e valorizzando le coordinate geografiche: i rilievi collinari, le strade, il canale, sono assunti come principi regolatori delle soluzioni via via prospettate riguardo agli aspetti distributivi e di impianto. La pianta dei bagni di Pisa e delle fabbriche che vi si trovano del 1742, corrispondente a un rilievo della situazione che precede l intervento, illustra la direttrice viaria lungo la quale si è modellato il taglio del monte retrostante il palazzo della Misericordia. A questa si giustappone la localizzazione dei corpi di fabbrica contenenti i bagni, che appaiono aggregati in maniera non regolare. Risultato questo di un addizione progressiva delle strutture balneari e segno di un 23 atteggiamento volto alla soluzione immediata di problemi funzionali. Il progetto pianifica l organizzazione complessiva della struttura termale e ricettiva, identificando architettonicamente i nuclei funzionali. Il primo è il palazzo con gli appartamenti, sale da balloe ritrovi, che vengono organizzati ristrutturando l edificio esistente. L architettura del palazzo, nel suo porsi frontale rispetto alla piazza, è uno dei principali elementi di riflessione progettuale, la cui soluzione oscilla tra l idea del doppio loggiato e quella del coordinamento verticale delle aperture mediane. Il secondo nucleo è quello delle strutture recettive:alloggi per i villeggianti nelle due ali laterali al palazzo e ancora fabbricati ad uso residenziali con appartamenti, botteghe, osterie, nei due edifici simmetrici, formativi dell invaso semicircolare. L omogeneità di questi fabbricati, con il fronte disegnato dalla sequenza ininterrotta di semplici 24 parture profilate in pietra, individua una continuità edilizia che, al di là dei valori architettonici dei singoli copri di fabbrica, assume un alto valore a scala urbana. Questo indirizzo venne sostanzialmente mantenuto nella fase esecutiva, nonostante il progetto Ruggeri abbia subito modifiche sul fronte verso il canale. Il terzo nucleo di edifici è quello dei bagni, cui progetti recano la firma di Ignazio Pellegrini: due corpi di fabbrica localizzati sulle direttrici diagonali rispetto al palazzo. Gli edifici ad un solo piano fuori-terra, contenenti doccie a percossa e a sprillo,bagni, spogliatoi, luoghi comuni, si articolano intorno ad un cortile centrale chiuso con vasca di forma mistilinea. Il cortile che immette direttamente ai bagnetti è a quota più bassa rispetto al livello della piazza (la differenza di quote è funzionale ala pressione dell acqua) e vi si accede mediante una scalinata a doppia rampa. 25 La sobria architettura degli edifici si arricchisce sul fronte concluso da una mossa cimasa che occulta la struttura del tetto. Ciascun nucleo del complesso è strutturalmente indipendente e trova nella piazza l elemento aggregante che consente un continuo interscambio tra interno ed esterno. Il progetto considera anche le condizioni del contorno: le aree libere tra le costruzioni e il canale, l articolazione dei confini, con i percors
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